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Multiservizi, caos in Consiglio: via libera alla fusione con Energeko

La sindaca torna al Comune durante la votazione: 16 voti favorevoli, compreso Pisanelli. Astenuti i Coerenti che chiedevano la laurea per incarichi di vertici nelle partecipate, bocciata dalla maggioranza. Contrari Bbc e grillini. Digos in Aula. Loiacono: "Minacce dal pubblico". Alparone: "Sei tu che mi minacci"

BRINDISI – Caos in Consiglio comunale prima, durante e dopo la votazione sulla delibera che prevede la fusione tra la Multiservizi e la Energeko: attacchi dai banchi, espressioni per nulla consone all’Aula, fuori i carabinieri, dentro gli agenti della Digos e i dipendenti delle partecipate. Una città a guardare il delirio politico chiuso, al momento, con la decisione a maggioranza di unire le due partecipate, riconoscere alla Multiservizi anche la gestione degli impianti sportivi nel frattempo prorogati alla Natuna. Ed escludere il requisito della laurea tra quelli necessari per diventare dirigente delle società del Comune, chiesto dai Coerenti ma bocciato.

La votazione sul futuro assetto delle due società si è chiusa con 16 favorevoli, compreso quello di Antonio Pisanelli Udc che resta all’opposizione, quattro contrari ossia i consiglieri di Brindisi Bene Comune e dei Cinque Stelle e sei astenuti, tra i quali Pasquale Luperti e Marika Rollo. Nel frattempo, a Palazzo di città, è tornata la sindaca che potrebbe ritirare le dimissioni anche prima del 13 febbraio, ventesimo giorno utile, visto che Damiano Flores ha garantito compattezza al gruppo, respingendo la mittente la sfiducia che lui stesso aveva firmato in attesa della discussione in Aula, come chiesto dai Coerenti.

Banchi opposizione consiglio comunale Carluccio-2

Al fuoco divampato subito dopo la notizia della costituzione del gruppo nuovo sotto la voce Democratici e socialisti, è stata aggiunta benzina nel momento in cui si è passati alle dichiarazioni sulla delibera posta in votazione dalla vice sindaca facente funzioni Mary Romanelli. Accanto a lei il capo di Gabinetto Nicola Zizzi. Lo scontro ha raggiunto l’apice quando ha preso la parola Riccardo Rossi: “Indispensabile lavorare per il salvataggio della Multiservizi per farla diventare sana e al servizio della città e non di questo o quel consigliere o forza politica che in passato l’ha utilizzata per gestire pacchetti di voti in modo clientelare. L’incarico all’Ipres è oneroso? Voi non più di venti giorni avete nominato un amministratore unico (Vito Camassa, presente in Aula, ndr). Sconfessate questo incarico? Non lo riconoscete all’altezza? Risponda chi sta sostituendo la sindaca Carluccio in questi giorni affaccendata con il padre in incontri per recuperare il consenso”.

Dopo di lui Antonio Elefante del Pd: “Io sono appassionato di un film”. Rossi: “Questa è fantascienza”. Il consigliere del Pd ha ripreso: “Vidi le parole che non ti ho detto, donna che era tra due uomini, trovò una bottiglia in mezzo al mare, ecco è successo questo oggi”, ha detto riferendosi al collega di banco e ora non più di partito, Damiano Flores, diventato alleato della sindaca con il gruppo dei Democratici e socialisti. “Ma tornando a oggi questo consiglio è sulla razionalizzazione delle società in house e non è fantascienza anche se guardo te e la vedo”, ha aggiunto rivolgendosi a Colella. “Multiservizi è stata attenzionata dalla Corte dei Conti. Il Pd, partito dei lavoratori, ha sempre voluto salvare la società. La sindaca è la stessa che prima dice di voler salvarla poi si dimette, è la stessa che dopo aver ricevuto velata minaccia del tipo vi faccio arrestare tutti cede la Multiservizi in cambio del 17esimo voto? Quell’amministratore lo conosco di persona, ma non posso dire lo stesso del piano industriale perché quello prodotto mi pare satiricom: se è così, se è vero che propone una rateizzazione in dieci anni, allora è destinata alla chiusura. La multiservizi va educata”.

Bobo Aprile dei Cobas dal pubblico: “Non mi fare prendere paura”. Luigi Sergi: “A fronte di tanta demagogia, voglio fare la storia: Multiservizi nasce nel ’94 con l’Amministrazione Errico, dopo il ribaltone di botto è passata da cento a 160 unità mandandola in crisi. Quando rivestivo l’incarico all’interno della società, l’amministratore delegato di Termomeccanica voleva licenziare gli esuberi e fui contrario. Siamo ad oltre sette milioni di euro di perdite, è disastroso di come sia stata ridotta a brandelli e vanno cercate le responsabilità, politiche e amministrative,  e mi rivolgo a lei, segretario generale”. E’ intervenuta anche Iolanda Guadalupi, espressione dei centristi: “Si continua a fare terrorismo, noi stiamo lavorando per questa società dal 23 novembre quando venne chiesto parere all’Anci. L’opposizione continua a dire che vendiamo fumo, così non è perché ci sono passaggi da fare: se non si vota la delibera di indirizzo, non si può fare il passaggio successivo”. C’è stata una lite verbale con Rossi ed Elefante. Dopo è stato anche peggio.

Banchi opposizione consiglio comunale Carluccio-2

Luciano Loiacono è intervenuto “a braccio”: “Ci sono persone che all’epoca di Consales non votarono la delibera sulla Multiservizi di dicembre 2015. Io sono stufo, io c’ero e votai a favore, qui non c’è nessuna utilità ma rispetto delle persone. Io orgoglioso di aver fatto parte dell’Amministrazione Consales, poi gli errori – se ci sono stati – sono altra cosa. Oggi c’è un gruppo nuovo che è conseguenza della storia delle persone: ho sempre detto che questo Consiglio è spaccato della società variegata e piena di veleni ma fatta di brave persone che hanno a cuore le sorti dei lavoratori”. Applausi dal pubblico.  Stefano Alparone dei grillini dopo aver consigliato una camomilla: “Ci siamo trovati a sentire atti di fede e medaglie di valore su Multiservizi, ma vorrei ricordare che i debiti non si risolvono per grazia divina, eppure c’è una classe politica presente da anni per distribuire poltrone. L’ultima è stata necessaria per puntellare la maggioranza traballante con la nomina dell’amministratore unico. Siamo qui per una ricognizione, atto dovuto, non c’è nessuno salvatore della patria”. Applausi dal pubblico anche in questo caso.

Dalla vice sindaca Romanelli una precisazione sulla proroga alla Natuna sino al 31 dicembre 2017: “Serve per avere risposte su piano industriale e clausola sociale. Il contratto scade il 19 febbraio”. L’assessore alle Sport Maria Greco: “ Natuna si è impegnata a posizionare impianti di videosorveglianza”. In verità avrebbero dovuto essere già attivi essendo previsti nel capitolato d’appalto. Rossi ha alzato la voce: “L’Anac vieta espressamente un affidamento diretto come è questo, a mio avviso c’è una elusione della normativa. E’ illegale un atto di indirizzo di questo tipo portato in Consiglio”. Tanto che è stato chiesto il parere prima del segretario generale e poi del dirigente Angelo Roma: “La proroga è legittima essendoci allo stesso tempo il bando di gara”. Dall’opposizione hanno insistito. Elefante: “Non è mai successo che il Consiglio si sia espresso su una proroga. Pisanelli, lo chiedo a lei che sta in Aula da quando avevo i calzoncini corti”. E Pisanelli: “mai avvenuto”. Da Pasquale Luperti un rilievo: “Natuna è inadempiente, voi come amministrazione state dando una proroga di quasi un milione di euro come affidamento diretto e allora una riflessione va fatta. La proroga solo se c’è esigenza, è competenza del dirigente”.

La questione, poi è tornata sulla Multiservizi, con Rossi: “Sul milione di euro dato a dicembre 2015 come anticipo in futuro aumento di capitale, ora la Multiservizi lo sta restituendo a rate. Ecco cosa è successo davvero, che avete caricato ancora la società. Né c’è alcuna destinazione dell’avanzo di amministrazione per Multiservizi per un milione e 400mila euro. E ancora: sulla base di quale criterio è stato scelto l’Ipres per il piano industriale? Non mi pare avere competenza in materia. Cosa ce ne facciamo di un amministratore nominato? Verifica le marcature dei cartellini? Chiediamo le dimissioni”. Applauso dal pubblico ancora una volta.

Loiacono ha chiesto di intervenire sulla questione “laurea” posta dai Coerenti per i dirigenti delle partecipate: “Dire che per amministrare occorre una laurea, significa offendere chi si sveglia alle 4 del mattino per andare a lavorare. Ci sono molti amministratori del Nord Italia che lo fanno senza laurea. Ci sono persone laureate non capaci di amministrare, così come non laureati in grado di farlo. Invito Luperti a cassare il suo emandamento togliendo la richiesta di laurea”. Alparone: “Invito Luperti, davanti al tanto amore per la città che mi commuove, a non modificarlo essendo di buon senso, unico a garantire professionalità davanti al populismo di Loiacono”. Replica immediata: “Cosa fa lei?” Interviene Brigante per calmarlo. Dal pubblico: una voce apostrofa in malo modo Loiacono. “Che sia individuata questa persona”. Brigante si sposta per placare Alparone, il quale si rivolge al presidente del Consiglio: “Loiacono mi sta minacciando”. Pietro Guadalupi cerca di ripotare l’ordine, ma è impresa impossibile. Sergi riprende a parlare: “Nella Multiservizi mancano due figure, dirigente tecnico e amministrativo. Elefante: “Bene, ti scrivo su questa busta i nomi”. Non è finita. Flores, ormai ex Pd: “Rimango esterrefatto quando sento i laureati che non sanno. Come faccio ad avere una polizza e a non sapere niente?”, ha chiesto facendo riferimento al caso della sindaca Raggi.  Dal pubblico: “Meno spettacolo, vogliamo i fatti”

Luperti: “Serve una persona giusta, l’emendamento resta, necessarie capacità e invito tutti a un atto di responsabilità nella votazione che sicuramente darà serenità ai lavoratori. Nando Marino si è detto d’accordo con Luperti: “Bisogna differenziare tra chi è persona coerente e chi no. Se io non sono laureato in Giurisprudenza non posso fare l’avvocato, è questione di competenza, non di classismo”. Loiacono ha insistito: “Ci sono tre persone che hanno cambiato il mondo pur non essendo laureate, come per esempio Steve Jobs, Enzo Ferrari e Bill Gates”. Sergi: “Siamo alle pezze dopo amministratori laureati”. In parallelo è continuato lo scontro fra Elefante a Loiacono: “Tu volevi chiudere la Multiservizi, ti do il verbale dell’11 agosto 2014, così vediamo”.

Conclusione: la fusione ci sarà, la sindaca resta dopo le (non) dimissioni, il tradimento interno all’opposizione c’è stato ed è partito proprio da un consigliere eletto dal Pd che ha contestato la coalizione dei moderati di Angela Carluccio, in prosecuzione con quella indigesta di Mimmo Consales. Si ricomincia. Sotto lo sguardo della Digos.

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