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Approvazione consuntivo, sindaco non si presenta e fa comunicare le sue dimissioni

Il consiglio comunale per l'approvazione del bilancio va deserto: maggioranza non si presenta, sindaco fa comunicare le sue dimissioni

SAN PIETRO VERNOTICO – Il consigliere di maggioranza Andrea Bracciale rassegna le dimissioni da capogruppo del Pd, la maggioranza e il sindaco Maurizio Renna non si presentano al consiglio comunale riunitosi in prima convocazione mercoledì 21 giugno per approvare il rendiconto della gestione dell’esercizio finanziario 2016 e una serie di debiti fuori bilancio. Il sindaco Maurizio Renna rassegna le dimissioni (revocabili entro 20 giorni), attraverso un documento che fa leggere in aula senza dare motivazioni. Quattro consiglieri di opposizione e i quattro fuoriusciti dalla maggioranza (8 in tutto), rimasti di fatto da soli davanti a una platea di cittadini, decidono di deliberare l’approvazione del bilancio consuntivo venerdì 23 giugno, in seconda convocazione. E’ quanto accaduto nella serata di mercoledì 21 giugno nell’aula consiliare del comune di San Pietro Vernotico dove, come già detto, si sarebbe dovuto approvare un documento determinante per il proseguo della gestione politico-amministrativa.

Tutto si deciderà fra un giorno, quindi, e se la maggioranza continua a non presentarsi e Renna non ritira le dimissioni, tutto è nelle mani dei 4 consiglieri di minoranza, Pasquale Rizzo (ex sindaco di San Pietro), Giuliana Giannone (ex assessore al bilancio), Orlando Nasta e Michele Lariccia e dei 4 consiglieri che hanno preso le distanze dalla stessa maggioranza, Maria Lucia Argentieri (ex vice sindaco ed ex assessore al bilancio nell’amministrazione Renna), Davide Marangio, Piero Solazzo e Oronzo Giordano (ex presidente del consiglio comunale nell’amministrazione Renna). Il regolamento del Comune di San Pietro Vernotico prevede che la validità della seduta del consiglio comunale è legata alla presenza del sindaco, mancando il sindaco viene meno il numero legale. La seduta di ieri, quindi, sarebbe potuta essere ritenuta non valida se impugnata davanti a un tribunale. In seconda convocazione, invece, è necessaria solo la maggioranza dei presenti. Saranno i presenti il 23 giugno, prossimo, a decidere se l’amministrazione Renna potrà continuare a detenere le redini del paese. 

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