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Aqp: “Meglio la politica che i manager dagli stipendi d’oro”

Aqp: “Il controllo gestionale, torni alla politica”. A tuonare è Giovanni Epifani, neo consigliere regionale del Pd. Il messaggio è forte e così pure la premessa: “Calpestato il prioritario interrese pubblico. Società che gestiscono servizi collettivi primari (come l’acqua o la luce) non possono adottare scelte aziendali slegate dal contesto sociale nel quale operano. A nessuno di questi soggetti dovrebbe essere consentito di smantellare a piacimento, dalla sera alla mattina, sedi, sportelli, senza dare conto del proprio operato alle istituzioni, ai cittadini e agli utenti".

Aqp: "Il controllo gestionale, torni alla politica". A tuonare è Giovanni Epifani, neo consigliere regionale del Pd. Il messaggio è forte e così pure la premessa: "Calpestato il prioritario interrese pubblico. Società che gestiscono servizi collettivi primari (come l'acqua o la luce) non possono adottare scelte aziendali slegate dal contesto sociale nel quale operano. A nessuno di questi soggetti dovrebbe essere consentito di smantellare a piacimento, dalla sera alla mattina, sedi, sportelli, senza dare conto del proprio operato alle istituzioni, ai cittadini e agli utenti. A questo punto sarebbe necessario ed opportuno che la politica tornasse ad esercitare all'interno dei Consigli di amministrazione di queste società un ruolo di controllo serio, a tutela e a garanzia dei cittadini e dei consumatori".

Nel mirino di Epifani (consigliere provinciale in carica), innanzitutto la decisione dell'Acquedotto Pugliese di accorpare le Unità Territoriali di Brindisi e Taranto in un'unica Unità, sopprimendo quella di Brindisi.

"Non è possibile - tuona Epifani - che la gestione di queste grosse realtà sia fondata sui numeri e tenga conto soltanto dei registri contabili. Ai vertici di queste aziende, estromessa la politica, figurano manager che godono di stipendi da favola. E proprio a loro è demandato il compito di tagliare sedi e uffici amministrativi, per far quadrare i conti. Una assurda contraddizione. Ritengo che la politica debba cominciare a riappropriarsi di queste problematiche per scongiurare scelte unilaterali ed imporre alle società in questione, partendo dall'Aqp, un tavolo di confronto con la parte politica e le organizzazioni sindacali".

Nella mattinata di ieri, intanto, il senatore Salvatore Tomaselli e il Responsabile Dipartimento Economico del Pd di Brindisi Enzo Casone hanno incontrato, presso la sede di Brindisi, una delegazione di lavoratori di Aqp.

"E' stato ribadito ai lavoratori - spiega Tomaselli - l'impegno del Pd affinché l'Unità Territoriale di Brindisi di Aqp non venga smantellata né ridotta a mera sede operativa, svuotata delle funzioni di gestione di importanti attività quali la gestione personale e sicurezza, il controllo igienico sanitario, la segreteria e logistica, l'amministrazione e controllo di gestione. A ciò si aggiunga la scelta dei vertici AqP di accentrare in un'unica responsabilità, con sede a Taranto, la direzione della nuova ipotizzata Unità Territoriale di Brindisi e Taranto. Tale scelta appare assolutamente inaccettabile ai danni di una sede territoriale, quale quella di Brindisi, da anni considerata, nell'ambito dell'attuale modello organizzativo dell'azienda, tra le più efficienti in termini di rendimento del servizio, come tra l'altro dimostrano gli stessi indicatori aziendali".

Ma il timore è anche un altro. Che tale provvedimento sia solo un primo segnale.

"Viene proposto - spiega Tomaselli - un nuovo modello organizzativo, peraltro, a danno di realtà territoriali individuate in modo del tutto opinabile, che è facilmente prevedibile possa portare ad un progressivo ridimensionamento della stessa presenza operativa di Aqp nell'intero territorio provinciale (sedi di Brindisi, Francavilla e Ostuni) e ad un calo di efficienza gestionale nella qualità e tempestività del servizio erogato alle comunità locali: un attività, quale è il servizio idrico integrato, di grande delicatezza che abbisogna di un forte e quotidiano rapporto con territorio ed utenza.

In ultimo, non si può non rimarcare che per metodo e tempi utilizzati ii vertici aziendali non hanno dato prova di considerazione per la stessa dignità dei lavoratori interessati, quasi fosse irrilevante il loro destino. Per questo riteniamo di dover chiedere ai vertici dell'Aqp di annullare tale ipotesi di riorganizzazione che produrrebbe conseguenze gravi: di tutto ciò abbiamo ritenuto di dover informare l'Assessore Regionale Amati da cui abbiamo ricevuto rassicurazioni circa il proprio impegno nella direzione auspicata ed informeremo nei prossimi giorni il Presidente Vendola.

La nostra iniziativa proseguirà nei prossimi giorni unitamente ai neo eletti consiglieri regionali del Pd nella provincia di Brindisi nell'incontrare direttamente l'Amministratore Unico di Acquedotto Pugliese".

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