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Area popolare, Argese si dimette: “Abbandona la nave dando la colpa ad altri”

L’ex coordinatore: “Partito in confusione”. I delegati De Michele, Bianco, Greco e Pierri: “Non ricopriva quell’incarico da tempo”

BRINDISI – Il “siamo tutti più buoni” del periodo natalizio non ha trovato cittadinanza sulle frequenze di Area popolare, dove – ormai è certo – in atto una guerra intestina senza precedenti. Risultato: il coordinatore provinciale Ciro Argese si è dimesso, portando con sé altri 13 uomini, mentre gli altri (quelli che sono rimasti) gridano all’abbandono della nave, tirando in ballo niente di meno che la vicenda della Concordia con il comandante Schettino.

Le dimissioni di Argese

Chiaro che i toni sono altissimi, fermo restando il diritto di critica da entrambe le parti. Altrettanto evidente è che risulta impossibile stabilire chi abbia ragione e chi no. E prima ancora cosa sia effettivamente successoCiro Argese-2. Per quale motivo dalle liti si è passati allo scontro con artiglieria pesante? Probabilmente solo il tempo potrà offrire una risposta. Al momento a parlare sono loro, i protagonisti della guerra politica.

Da un lato c’è (o meglio c’era) Argese con i “coordinatori cittadini e i gruppi dirigenti di Ceglie Messapica, San Donaci, Villa Castelli, San Michele, Cellino San Marco, Fasano, Ostuni, San Vito dei Normanni, Mesagne, Latiano, San Pancrazio Salentino, Torchiarolo, Oria”. Hanno scritto una lettera ai vertici di Area popolare: “Dopo le ultime vicissitudini a livello nazionale e locale, abbiamo fatto una seria riflessione sul futuro di questo partito”, è scritto. “Abbiamo lavorato sempre con umiltà e senza alcuna pretesa di incarichi o prebende sin dalla costituzione di Ncd prima e Ap poi, siamo rimasti al nostro posto pur con l’abbandono nel tempo di autorevoli esponenti, ma adesso non è più tempo di aspettare scelte e soluzioni che, purtroppo, ormai siamo convinti, non arriveranno. Ultimamente poi, si è creata una spiacevole e ridicola situazione di divisione che di certo non ha portato nulla di positivo”, si legge ancora.

Il casus belli

Ecco il riferimento a quello che, quanto pare, sarebbe diventato il casus belli: “Non siamo stati mai commissariati eppure un parlamentare (il senatore Francesco Colucci, ndr), senza averne i poteri, e in maniera assolutamente fuori dalle regole politiche, ha pensato bene di creare una situazione di assoluta confusione per la dirigenze provinciale e comunali”.

“D’altro canto, per non litigare, non c’è stata una presa di posizione ferma del partito regionale, salvo l’amico Luigi Morgante che si è molto prodigato, che chiarisse gli equivoci creati. Sostanzialmente si faceva l’occhiolino a una parte e all’altra facendo irrigidire, proprio per questo, tutti sulle rispettive posizioni. Il livello nazionale, impegnato in ben altre e ancor più laceranti scelte, pur inopportunamente coinvolto , non ha sostenuto le presunte nuove nomine tant’è che il commissariamento non è mai arrivato, ma di fatto, per tentare di tenere tutti dentro, si è mosso in maniera non ferma e chiara”.

La conclusione di Argese & co: “Non possiamo accettare che venga utilizzato il simbolo del partito da soggetti non autorizzati, almeno ufficialmente, senza alcuna diffida all’utilizzo. Non possiamo accettare questa situazione di confusione e non vogliamo fare alcuna guerra per qualcosa o qualcuno che non ci rispetta. Abbiamo aspettato tre mesi perché ci fosse un chiarimento e si facessero le scelte opportune per le dirigenze provinciale e comunali di Ap, ma nulla. Non ci pare ci siano prospettive di chiarezza e correttezza e per questo togliamo noi il disturbo e lasciamo spazio a chi è stato bravo solo a giudicare ma non ha mai dimostrato sul campo di saper organizzare e guidare un partito. Per il futuro, per evitare la scomparsa di Ap in terra di Brindisi, speriamo che si evitino inutili personalismi e campanilismi. Sostanzialmente chi si è proposto con tanta spavalderia come elemento sostitutivo di una intera classe dirigente, dovrà finalmente in prima persona adoperarsi per il partito e portare i risultati proclamati”. Quindi l’adieu: “Saremo attenti osservatori e giudicheremo con oggettività i risultati che la ”nuova” classe dirigente saprà ottenere. In bocca al lupo ad Alternativa Popolare, ai suoi dirigenti nazionali e regionali. Noi ci abbiamo messo il cuore, che lo facciano gli altri adesso”.

La risposta degli altri

Cosimo De Michele-3La risposta degli altri, ovviamente, non si è fatta attendere: “Le tardive dimissioni di Argese costituiscono l’epilogo di una triste vicenda che, se vi fosse stato un minimo di rispetto per il partito che lo ha accolto e gli ha permesso di uscire dall’oblio nel quale era sprofondato, avrebbe dovuto concludersi ben prima”, hanno scritto  i delegati provinciali Mimmo Bianco, Mimmo De Michele, Giuseppe Greco e Rino Pierri. “Il tono rancoroso e irriguardoso che permea la sua nota conferma lo “stile” dell’uomo e tutte le sue palesi debolezze.

Argese si è dimesso al pari del “coraggioso” Schettino, che dopo aver deliberatamente portato al disastro l’imbarcazione, pavido e meschino abbandona la nave sostenendo che la colpa sia degli altri”, sostengono i firmatari della nota.  “La reiterata mistificazione della realtà, la presentazione ai terzi dell’inesistente sono le sue uniche “opere” degne di nota. Anche nell’ultimo comunicato coinvolge fantomatici coordinatori di comuni del Brindisino, dei quali però si guarda bene dal farne i nomi, e dei quali non si è mai avuto contezza o prova di esistenza in vita”.

A questo punto si chiedono: “ Ma perché Argese non fa questi nomi? Forse perché molti di questi, al netto di qualche stretto parente o collaboratore, sarebbero gli stessi soggetti per i quali lo stesso Argese, un paio di mesi fa, avrebbe posto firme apocrife su un documento a sostegno del suo operato, ma senza alcuna consapevolezza degli interessati che per altro figurano in alcuni casi tra le file di altri partiti e movimenti politici?”, continuano a chiedere.

“Per quanto ci riguarda la pratica di Argese era già chiusa da quando il commissario Colucci era venuto a Brindisi ed aveva nominato i sottoscritti delegati Provinciali. In sostanza Argese si è dimesso da un incarico che non ricopriva già da tempo, trascinando in questa impresa altri 13 coordinatori dei quali non si è mai avuto contezza o prova di esistenza in vita”, sostengono in gruppo, capitanati da De Michele, brindisino, il quale potrebbe ottenere un posto nella lista per la Camera dei deputati, essendoci stato il via libera di Alfano e Lupi, nelle ultime ore, dopo il gradimento di Colucci.

Non solo. “Ancor più incomprensibile, a tratti patetica, pare l’ostinazione dell’ex coordinatore Argese di screditare l’immagine e la serietà del segretario regionale del partito, Giannicola De Leonardis, il quale ben ha fatto non a strizzare l’occhiolino, come meschinamente si vuole far credere, ma a valutare attentamente l’inaffidabilità e inefficienza di qualcuno”.

Il consigliere regionale 

C’è anche un riferimento al consigliere regionale Morgante: “Chiediamo di non ripetere gli errori del “de cuius”, di avere rispetto delle scelte operate da Colucci e, se davvero ha a cuore il bene del partito, di non interferire con le scelte che riguardano la provincia di Brindisi, i suoi autorevoli dirigenti  e soprattutto i suoi collegi. Ribadiamo che il commissario  Colucci ha già avviato il suo lavoro in terra di Brindisi e che delegati hanno già avviato l’opera di ricostruzione di Alternativa Popolare nominando già qualche settimana fa i commissari cittadini di alcuni Comuni della nostra provincia”.

Morgante ha chiesto ai vertici nazionali “con tempistica e modalità opportune”, di essere nominato commissario per la provincia di Brindisi. Il motivo? Il seguente: “Un partito come Alternativa opolare non può essere legato alla gestione arbitraria, sul territorio, di una piccola fazione, e nessuno può arrogarsi la licenza di cacciare chicchessia, per di più senza un doveroso confronto e una discussione seria e articolata. E ogni decisione inerente la provincia di Brindisi, così come le altre in Puglia, deve essere sottoposta al vaglio, certificata, legittimata e condivisa dal coordinamento regionale”. 

Gli incarichi sono stati affidati a: Vincenzo Franceschini Carovigno, Luigi Galiano Francavilla Fontana, Antonio Molentino Ostuni, Rino Pierri Brindisi, Mauro Marino’ Oria, Maurizio Drazza San Pietro v.co, Pino Polito Erchie, Cosimo Indennitate San Pancrazio salentino, Annalisa Carella Mesagne.

L’ultimo messaggio per Argese: “Stia tranquillo l’amico Argese: questa notte dormiremo finalmente tranquilli dopo queste fantomatiche e inesistenti dimissioni; ma soprattutto stia certo che  AP, in terra di Brindisi, ben presto raggiungerà importanti risultati visto che oggi, grazie alla sua gestione, e peggio di così, il partito non poteva sprofondare”.


 

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