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Arriva Salvini: a lui e ad altri il Sud può perdonare le cattive parole, non la cattiva politica

Il 24 febbraio Matteo Salvini sarà in Puglia. Il tour meridionale del leader della Lega prosegue malgrado le prime contestazioni che lo accolgono assieme alla vista dei teatri affollati in cui parla. Salvini è l’uomo nuovo della nuova Lega. In verità è un nuovo molto “usato”

Il 24 febbraio Matteo Salvini sarà in Puglia. Il tour meridionale del leader della Lega prosegue malgrado le prime contestazioni che lo accolgono assieme alla vista dei teatri affollati in cui parla. Salvini è l’uomo nuovo della nuova Lega. In verità è un nuovo molto “usato”. Come direttore di Radio Padania, parlamentare europeo e uomo di spicco della Lega di Milano, Salvini ha fatto vedere tutto, e di più, del leghismo più xenofobo, antimeridionale, ortodosso.

Nessuna sua parola negli anni in cui nella Lega si facevano cose strane di cui si è occupata la magistratura. Il buon Matteo era lì, non vedeva, non sentiva e soprattutto non parlava. La “nouvelle vague” della politica moderna scopre la facondia, soprattutto in tv, solo quando i forti sono stati indeboliti da altri o dai propri difetti e soprattutto scopre la necessità di voltare pagina dopo aver riempito di sé tutte le pagine precedenti.

 E’ così che Salvini si presenta al Sud e prossimamente in Puglia con il volto dell’uomo di destra (lui viene dalla sinistra) che chiede scusa ai meridionale per gli insulti. Insulti grevi, non stiamo parlando di qualche “vaffa” scappato di bocca, ma di teorizzazioni razziste, di canzonacce, di insulti alla nostra gente. Tuttavia se uno decide di confessare che ha fatto cazzate fino a un certo punto e poi se le rimangia è bene prenderne atto. In fondo non accettammo che Fini si mettesse la Kippah e si commuovesse al Museo della Shoa a Gerusalemme e non sono diventati molti ex fascisti i più accesi sostenitori di Israele? Viva quindi il Salvini rinsavito.

 La domanda è questa: il Sud può perdonare? Il Sud, a mio parere, generosamente può perdonare anche le parole cattive, non può perdonare la politica cattiva, sia quella dei dirigenti politici meridionali sia quella dei leghisti. Le parole cattive di Salvini e dei suoi compagni di merenda si sono tradotti in un ventennio di ostracismo economico di governo verso il Mezzogiorno. Se oggi stiamo messi male una buona parte di responsabilità se la deve prendere la Lega che peraltro non ha fatto fare un solo passo in avanti al Nord.

Qui Salvini è imperdonabile. Con quale faccia si presenta per chiamare alla rivolta civile proprio lui che è stato protagonista di primo piano di una controrivoluzione incivile? Non credo che i pugliesi debbano contestare il suo diritto di parlare nelle nostre terre. Credo però che dobbiamo rivolgere uno sguardo verso quel mondo, fatto di politici voltagabbana ma anche di popolo, che si appresta a incoronare un altro Masaniello.

Temo che Salvini prenderà voti al Sud. E questi voti saranno la conferma che la malattia del Sud e è nel Sud. Come disse il compianto Satta Flores in un bellissimo film di Ettore Scola a proposito dei suoi concittadini di Nocera: “Si chiama Nocera inferiore perché siete inferiori”. Chi non segue Salvini non è però superiore anzi deve farsi un esame di coscienza, soprattutto se riveste ruoli pubblici, su come può accadere che un personaggio che tanti danni ha fatto al Sud riesca a radunare una parte della nostra gente per interpretarne il malcontento. Fatevi una domanda e datevi una risposta.

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