Politica Ostuni

Asi nella bufera: mentre la politica litiga, la Zona industriale affonda nelle buche

OSTUNI - La politica si spacca, divisa sui regolamenti, ingolfata sugli statuti, ingessata sulla poltrone. Ingabbiato tra nomine e interessi incrociati, il Consorzio Asi palesa concretamente limiti e difetti. Quasi si fosse persa la bussola dello sviluppo attorno alle aree industriali che rischiano di affondare nel degrado. Ostuni ne è la prova. “Abbandonati tra buche e la polvere. Così non è più possibile lavorare”. A gridarlo in coro sono gli imprenditori e i lavoratori della Zona industriale della Città bianca, che stamane hanno inscenato una manifestazione di protesta, per attirare l’attenzione dell’opinione pubblica e soprattutto delle Istituzioni competenti, sulle condizioni di abbandono dell’area.

OSTUNI - La politica si spacca, divisa sui regolamenti, ingolfata sugli statuti, ingessata sulla poltrone. Ingabbiato tra nomine e interessi incrociati, il Consorzio Asi palesa concretamente limiti e difetti. Quasi si fosse persa la bussola dello sviluppo attorno alle aree industriali che rischiano di affondare nel degrado. Ostuni ne è la prova. "Abbandonati tra buche e la polvere. Così non è più possibile lavorare". A gridarlo in coro sono gli imprenditori e i lavoratori della Zona industriale della Città bianca, che stamane hanno inscenato una manifestazione di protesta, per attirare l'attenzione dell'opinione pubblica e soprattutto delle Istituzioni competenti, sulle condizioni di abbandono dell'area.

Una ventina le aziende, a fronte di una cinquantina di capannoni, in parte abbandonati, per lo più attrezzati alla meglio e utilizzati come deposito. Buona parte degli stabilimenti sorti a suo tempo di fatto sono stati dismessi: c'è chi ha investito, ingrandendosi, a monte della rete ferrata.

"Ma chi è rimasto - spiega Antonio Nosarti, titolare di un'autocarrozzeria e di un Servizio di autonoleggio - ha investito di recente tra le mura del "settore B", scommettendo sul rilancio infrastrutturale e sul recupero urbano del vecchio agglomerato, ricevendo in cambio il disinteresse di chi avrebbe dovuto garantire il rilancio e la crescita dell'area: strade dissestate, collegamenti pubblici inesistenti e della fogna, nonostante gli scavi, neppure l'ombra".

Gli operatori tornano così a denunciare con forza lo stato di decadimento ambientale e strutturale del quartiere. A partire dall'assoluto e indecente dissesto delle strade. Sotto accusa gli enti territoriali, che a giudizio degli stessi imprenditori non porrebbero le dovute attenzioni alle problematiche che attanagliano l'area che ospita le loro aziende.

Le falle gestionali del Consorzio Sisri si riflettono sull'asfalto: buche grandi come voragini imperano in più punti e lungo tutto il circuito di collegamento con la provinciale Ostuni-Villanova. Lo stato in cui versa il "tappetino" (quel poco che resta, per dirla tutta) è indecente, a tal punto da rappresentare in alcuni punti anche un serio pericolo per la salvaguardia degli automezzi e per l'incolumità di automobilisti e camionisti, costretti quotidianamente ad effettuare autentici slalom per evitare il peggio.

Finché si è alla guida di una piccola utilitaria, è sufficiente dotarsi di buona concentrazione e di tanta pazienza, per scongiurare danni. Diverso e più complesso il discorso per chi tale circuito lo affronta al volante di un mezzo pesante. Senza dire che all'interno dell'area operano aziende che offrono anche servizi di valenza turistica, destinati a risentirne sotto il profilo dell'immagine.

Se le strade in questione versano in tale stato, non è un caso. "Sino a qualche mese fa - racconta Osvaldo Cavallo, di Lavasud - le stesse sono state interessate da opere di scavo, necessarie per dotare l'area di acqua e fogna. Lavori in parte terminati (malamente) da mesi e che hanno lasciato segni sin troppo visibili: scavi rattoppati, canali di scolo privi di griglie di copertura, materiale di risulta tuttora ammassato in un'area parcheggio". In attesa che l'intervento infrastrutturale venga completato, aggiunge Angelo Anglani (operaio specializzato Telcom) resta la polvere e restano pure le buche".

Una situazione segnalata da tempo: "Abbiamo più volte sollecitato la Pubblica amministrazione locale ed il Sisri - sottolineano Beniamino Marseglia (titolare di un Centro revisione per auto) e Pietro Dalia (di Nuova Golden Marmi) - ad affrontare concretamente il problema, al fine di porre rimedio a questo autentico e fastidioso calvario. Non sappiamo se gli interventi in cantiere siano stati ultimati o meno. Ma in ogni caso ci devono mettere nelle condizioni di operare. E le strade in questo stato non ce lo consentono".

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Asi nella bufera: mentre la politica litiga, la Zona industriale affonda nelle buche

BrindisiReport è in caricamento