Venerdì, 22 Ottobre 2021
Politica

"Consorzio Asi, rivedere i contratti: le grandi aziende paghino di più"

Intervista al sindaco Riccardo Rossi sull'Area sviluppo industriale del capoluogo: "Accordi per costi molto ridotti, andrebbero attualizzati"

BRINDISI - Chiusa la partita della Giunta bis, si apre quella della presidenza del Consorzio Asi (Area sviluppo industriale). Dopo le dimissioni da presidente del Cda di Domenico Bianco, il sindaco Riccardo Rossi e gli altri soci del Consorzio dovranno trovare una nuova figura. Se quando gli si chiede un nome, il sindaco Riccardo Rossi preferisce aspettare l'8 aprile, data della prossima riunione dell'assemblea consortile, per cortesia istituzionale nei confronti degli altri soci, non lesina però dettagli sul suo punto di vista sull'area brindisina. E su altre questioni di attualità. Un esempio: i contratti in essere, che devono essere rivisti, almeno per quel che riguarda le grandi aziende presenti sul territorio.

Secondo lei, di che interventi ha necessità l'area brindisina?

"Un po' ne avevamo parlato anche col presidente Bianco negli ultimi periodi. Noi abbiamo da migliorare i servizi erogati a chi occupa la zona industriale. Poi, si può ragionare sulla realizzazione di un vero e proprio catalogo. Ovvero, definire quali luoghi sono disponibili per essere occupati da chi si vuole insediare, quali sono i costi, quali i servizi, quali vantaggi si possono avere".

Poi c'è il capitolo "fondi" dalla Regione Puglia.

"Certo, sono da amministrare. Parliamo di nove milioni e mezzo di euro, che in tutte le zone Asi potranno migliorare questi servizi. Dobbiamo, inoltre, migliorare sulle infrastrutture - parliamo di quelle logistiche, strade e illuminazione - sull'accesso alla banda larga. Poi, aspetto importante, si devono rivedere i contratti che le grandi aziende hanno in concessione con Asi, per durate e costi molti ridotti. Vanno ridiscussi e attualizzati".

A proposito di conti, vuole mettere la parola fine alle polemiche sul bilancio?

"Francamente, le ho trovate fuoriluogo, perché riguardavano aspetti normativi. Cioè le modalità con cui possono essere inserite in bilancio sopravvenienze attive, ovvero quelle che si generavano dalle visure di rendicontazioni da parte del Provveditorato alle opere pubbliche, situazioni sulla questione sugli ammortamenti di queste opere, rispetto ai quali Asi aveva chiesto la consulenza a Deloitte".

E' stato quantificato un utile importante, ma ci sono stati dei mugugni.

"Si è determinato che l'utile è oltre 900mila euro. Si è fatto polemica anche su questo, perché, depurato dalle sopravvenienze attive, dai contributi dei soci, c'è comunque un utile di circa 150mila euro della gestione caratteristica. Per cui ho detto che l'Asi oggi ha una sua sostenibilità. Certo, bisogna lavorare per recuperare ulteriori risorse, rispetto ai contratti di cui ho parlato prima. Ritengo anche che l'Asi per sua natura non debba chiudere con utili stratosferici".

Cioè?

"E' un ente che ha come obiettivo fornire servizi nella zona industriale. Per cui è possibile, nel caso ci siano nella gestione caratteristica forti utili, che i prezzi e i costi di questi servizi possano ridursi. Ed è bene che lo si faccia per rendere ancora attrattiva la zona industriale. Cioè, è la natura stessa dell'Asi che deve far sì di puntare all'equilibrio, in modo da fornire servizi adeguati a costi competitivi".

C'è, poi, sul piatto la proposta di accorpamento dell'assessore regionale Delli Noci.

"La proposta è ferma, ne hanno parlato i vari Consigli comunali interessati. E' una questione tecnica molto complessa. Le varie Asi hanno contabilità e metodi di scrittura dei bilanci molto differenti. Quindi c'è tutto un lavoro di questo tipo da fare, per capire alcuni aspetti. Fin qui, il tema tecnico, poi c'è un discorso politico da fare".

Ogni Amministrazione vorrebbe avere "indipendenza" politica su Asi, giusto?

"C'è la volontà da parte delle comunità di mantenere il controllo su parte del proprio territorio. E c'è un punto anche che andrebbe risolto: il Consorzio Asi ha, dal punto di vista normativo, la possibilità di pianificare parti del territorio, le zone che gestisce, in maniera sovraordinata a quella dei Comuni. E' un problema, a mio modo di vedere, che andrebbe risolto. Prima di poter pensare a ogni tipo di accorpamento, andrebbe risolto questo punto".

Ma lei, personalmente, che ne pensa dell'accorpamento?

"Io penso che sia molto difficile poter coniugare un'unica Asi che va da Foggia a Lecce, ci sono peculiarità differenti dei territori. Avere un'unica politica non si determinerebbe con un vero rapporto con il territorio. Questo tipo di concertazione non sarebbe positiva".

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