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Giovedì, 9 Dicembre 2021
Politica

Attentati, Consales: "Serve un vertice di tutti i consiglieri comunali della provincia"

Un consiglio comunale monotematico non basta. Il sindaco Consales, dopo l'attentato incendiario subito ieri dal consiglieri comunale Toni Muccio (che fa seguito a quello subito qualche giorno prima dallo stesso primo cittadino), lancia la proposta di convocare un "grande incontro di tutti i consigli comunali della provincia" sulla questione sicurezza

BRINDISI – Un consiglio comunale monotematico non basta. Il sindaco Consales, dopo l’attentato incendiario subito ieri dal consiglieri comunale Toni Muccio (che fa seguito a quello subito qualche giorno prima dallo stesso primo cittadino), lancia la proposta di convocare un “grande incontro di tutti i consigli comunali della provincia” sulla questione sicurezza. L’odierna seduta del consiglio comunale, in programma da giorni, si è aperta con una riflessione sugli incendi dolosi che hanno devastato le auto del sindaco e del capogruppo di Noi Centro. Dalle forze della maggioranza e dell’opposizione sono giunti univoci attestati di solidarietà nei confronti delle vittime di tali atti, sui quali sono in corso indagini condotte dai carabinieri e dalla polizia.

Da più parti è arrivato l’invito a fare fronte comune di fronte al clima di tensione che circonda Palazzo di Città. Ma Consales, nel corso di un lungo eToni Muccio-4 accorato intervento, ha denunciato il silenzio del presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, su quanto sta avvenendo a Brindisi. “Non si possono sottovalutare – ha dichiarato Consales – questi fenomeni. La dimostrazione lampante è arrivata a Milano, durante assemblea nazionale Anci, visto che il presidente Fassino ha aperto i lavori esprimendo solidarietà a me stesso. Anche il sindaco di Roma e il presidente della Regione Toscana mi hanno manifestato solidarietà, a fronte dell’assordante silenzio del presidente Regione Puglia (ma a tal proposito c’è da dire che anche lo stesso segretario regionale del Pd, Michele Emiliano, ha espresso solidarietà nei confronti della città, ma non nei confronti del primo cittadino, ndr), che vediamo sempre più lontano dal territorio di Brindisi, anche nel mancato intervento rispetto a tante altre vicende”. A detta di Consales, “Brindisi è sempre più cenerentola della Regione”. Lo dimostra, a suo dire, l’indifferenza del governatore verso le sorti della Cittadella della ricerca e del polo universitario di Brindisi.

“Mi auguro che trascorra il più velocemente possibile – ha affermato il sindaco - il tempo che ci separa dalla prossima legislatura della Regione. Avremo modo di rivendicare quello che la Regione non ha fatto per Brindisi in questi anni. Un esempio per tutti? L’assenza totale della Regione – prosegue Consales - rispetto all’offerta universitaria, visto che ha ritenuto utile finanziare Taranto e Foggia, ignorando la domanda proveniente dalla sede universitaria di Brindisi”. 

Tornando agli attentati, Consales invita a non giustificare in qualche modo la violenza con la disperazione e la mancanza di lavoro che affligge parte della cittadinanza. “Questo accoppiamento  - ha dichiarato il sindaco - deve sparire. Deve sparire dai discorsi di chi rappresenta lo Stato in questo territorio. Non è immaginabile di paragonare la disperazione di questo territorio con chi attacca le istituzioni che in questo territorio stanno facendo di più rispetto ad ogni altro soggetto impegnato a livello istituzionale”. Consales rimarca quindi come “il Comune di Brindisi sia la più grande stazione appaltante della provincia”. E poi, la condanna di ogni forma di commistione fra il malaffare e l’operato della pubblica amministrazione. 

“La politica – tuona Consales - deve smetterla di continuare a riservare corsia preferenziale a chi ha avuto un passato di reati legati al malaffare della città. E’ inquietante la presenza di personaggi con notevoli precedenti penali, sempre fuori in questo palazzo di città. Non è immaginabile – afferma ancora il sindaco - che non ci sia controllo del territorio anche attraverso utilizzo telecamere. Non è immaginabile che le forze dell’ordine non abbiano mai chiesto di acquisire un dato relativo alle presenze costanti  che si registrano fuori da questo palazzo. Dobbiamo restituire dignità anche ai tanti disperati, ai tanti disoccupati. Ci sono dei plurilaureati che vengono  a chiedere di pulire i bagni. Dobbiamo restituire dignità facendo capire che non vengono dopo i pregiudicati, che vengono a minacciare a mano armata gli amministratori”.

Consales avanza inquietanti sospetti anche sull’assegnazione degli alloggi popolari di recente realizzati in via Torretta, per i residenti delle baracche di parco Bove. “Aspetto ancora di ricevere ulteriori informazioni  - dice il primo cittadino - su un paio di episodi  che non mi quadrano nell’assegnazione dei nuovi alloggi a parco Bove. Aspetto di sapere il motivo per cui chi chiede una casa il 3 del mese, dopo due giorni la ottiene. E chi sta da 15 anni in graduatoria, ancora la aspetta.  Aspetto di capire se ci siano state pressioni non denunciate dei dirigenti comunali. Questa è una situazione che ha fatto degenerare la situazione fino alle conseguenze attuali”. E a tal proposito viene fatto un riferimento al novo corso nella Brindisi Multiservizi, il cui obiettivo “sarà di restituire piena dignità e legalità in questa società, dove gli atti di intimidazione non sono mancati in questi anni e c’è tantissima brava gente che si spacca la schiena per portare il pane a casa”.

In questo clima si innesta dunque la proposta di convocare tutti i consiglieri comunali della provincia, in presenza o del ministro, Angelino Alfano, o del viceministro, Filippo Bubbico, degli Interni. “ Chiederò a Bubbico o ad Alfano – afferma Consales - di partecipare a una grande riunione di tutti consigli comunali della provincia che vorrei organizzare nel teatro Verdi insieme a esponenti di primo piano delle forze dell’ordine. Abbiamo bisogno della presenza dello Stato". 

L'idea di un consiglio monotematico risuona dai banchi della maggioranza e della posizione.  “La classe politica – dichiara il capogruppo del Pd, Salvatore Brigante - ha l’obbligo di alzare la testa. La mancanza di lavoro non può essere la unica e sola giustificazione a fatti che stanno colpendo l’amministrazione. Qui c’è un filo rosso che unisce tutti questi episodi e che va verso la delegittimazione della classe politica eletta democraticamente negli anni precedenti”. Brigante rivolge un appello al prefetto Nicola Prete affinché “si muova e dica come uno stato di diritto deve tutelare chi è stato eletto e ha l’obbligo di esprimere liberamente la propria opinione”.

Raffaele Iaia, Noi Centro, chiede “un’urgente conferenza capigruppo per un consiglio comunale monotematico che mi auguro non diventi poi una passerella”. Pietro Santoro, Forza Italia,  pone l’accento sul fatto che “la maggioranza ha ritenuto la scorsa settimana di andare da sola dal prefetto, ha voluto fare da sola, oggi sta cambiando tattica. Prendiamo atto di questi comportamenti non corretti”.

Toni Muccio esorta “a non sottovalutare il fenomeno. Tutti quanti insieme  - afferma il capogruppo di Noi centro - dobbiamo puntare i piedi per puntare a continuare a fare il nostro dovere ed esercitare il nostro mandato senza alcun condizionamento, esorto tutti a fare squadra”. 
 

Riccardo Rossi, capogruppo di Brindisi bene comune, accoglie l’invito ad abbassare i toni. "Sia chiaro - afferma Rossi - che così come la maggioranza non può essere ristretta in un  recinto da chi chiede qualcosa, allo stesso modo le minoranze non possono essere chiuse in un recinto politico da chi con questi atti tende a condizionare la vita di questa città. Auspico forte interlocuzione con le autorità e intervento presso il procuratore capo, in cui si avanzino le proposte necessarie affinché questa città non diventi con un’unica regola, quella del più forte”.

Giampiero Pennetta, centrodestra, riferendosi all’attentato ai danni di Muccio e Consales parla di un “gesto vigliacco”. “Insieme a tanti atti delittuosi che per futili motivi poi trascendono in delitti deplorevoli – afferma Pennetta - dobbiamo farla tutta piena la nostra parte. Non basta un consiglio monotematico. Dobbiamo allargare questo dibattito alla Provincia”. 

Roberto Fusco, Sì Democrazia, invita a “dare risposte ai cittadini sulle varie gravi emergenze, che non giustificano nessun atto di criminalità. Se non si vuole stare al rito vuoto della solidarietà, cominciamo a pensare a soluzioni concrete che ci consentano di dare una risposta unitaria alle grandi domande che la città ci pone. La solidarietà la offriamo con una offerta concreta di aiuto alle soluzioni da dare a questa città”.

Luigi Sergi, gruppo indipendente,  crede “che sia veramente giunto il momento di fare quadrato in questa città, se vogliamo porre fine a queste forme di intimidazione. Tutte le forze politiche presenti in questo consiglio comunale devono fare quadrato per la soluzione dei problemi. Questa città è tutto un problema. E’ una città fatta di disperati. La disperazione purtroppo porta a delinquere. Dobbiamo evitare che questa città continui ad essere città di disperati”.

Il presidente del consiglio comunale, Luciano Loiacono, chiude il dibattito,  facendosi promotore di un incontro di tutti i consiglieri con il prefetto. Sulla questione attentati interviene anche il coordinatore salentino dep Nuovo centrodestra, Massimo Ferrarese, che attraverso una nota stampa ha annunciato che interesserà della questione il ministro Alfano. "Alla luce del nuovo grave atto criminale perpetrato la notte scorsa a Brindisi - afferma Ferrarese -  esprimo tutta la mia solidarietà e vicinanza al consigliere comunale Toni Muccio. Incontrerò a breve il ministro dell'interno Angelino Alfano - ha aggiunto Ferrarese - per parlare della situazione di massimo allarme che si sta verificando nell’intero territorio provinciale e che richiede un intervento immediato e deciso da parte delle istituzioni".

"Gli episodi che si sono verificati nelle ultime settimane nel capoluogo, ma anche a Ceglie Messapica -prosegue Ferrarese - non costituiscono più solo un campanello d’allarme ma la prova di una impennata della criminalità che va arginata in tempi brevi e con dura determinazione".

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