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Giovedì, 27 Gennaio 2022
Politica

Aumento Imu, piovono critiche

BRINDISI - Dopo la presa di posizione del consigliere comunale Riccardo Rossi, arrivano altre critiche alla decisione della giunta comunale di aumentare l'IMU sulle seconde case. A schierarsi contro sono sia "la Puglia prima di tutto”, rappresentata in Consiglio da Massimiliano Oggiano, che un esponente del PD, Enzo Albano.

BRINDISI - Dopo la presa di posizione del consigliere comunale Riccardo Rossi, arrivano altre critiche alla decisione della giunta comunale di aumentare l'Imu sulle seconde case. A schierarsi contro sono sia "la Puglia prima di tutto?, rappresentata in Consiglio da Massimiliano Oggiano, che un esponente del PD, Enzo Albano.

«La Puglia prima di tutto esprime tutto il proprio disappunto su come questa Amministrazione ha intenzione di affrontare lo sforamento del patto di stabilita. È infatti intenzione della stessa utilizzare lo strumento dell'inasprimento della leva fiscale aumentando di un punto percentuale l'Imu sulla  seconda casa di fatto colpendo indiscriminatamente le proprietà immobiliari delle famiglie già abbondantemente tartassate da un imposizione fiscale ormai ai limiti della sopportazione», scrive Oggiano, che critica anche la procedura utilizzata dalla maggioranza per portare la delibera in Consiglio.

«Il metodo utilizzato nel portare il provvedimento in questione all'attenzione dell'assemblea senza utilizzare i normali canali procedurali, come la discussione in seno alla conferenza dei capigruppo, in nome di una urgenza che ai più è sembrata fuori luogo e poco rispondente alla realtà, suscita una inevitabile preoccupazione e la dice lunga su come questa Amministrazione intende affrontare temi così sentiti dalla comunità intera: approssimazione, incompetenza e difetto di comunicazione tra la parte politica e la struttura burocratica, in questo caso il settore servizi finanziari».

Secondo Oggiano la situazione finanziaria dell'Ente, «non poteva non essere a conoscenza del settore servizi finanziari già da tempo, e il fatto che lo stesso pare non lo abbia comunicato nei tempi e nei modi dovuti dall'urgenza degli stessi, ha dell'incredibile, soprattutto alla luce del fatto che meno di un mese fa sono stati approvati gli equilibri di bilancio». E poi, secondo il consigliere, «l'aumento di un punto percentuale dell'IMU sulla seconda casa non risolverà il problema, infatti la stessa relazione a corredo della relativa delibera a firma dell'assessore al Bilancio, Carmela Lomartire, e del dirigente nulla dice in merito al fatto che tale inasprimento consentirebbe il rientro all'interno del patto di stabilità. La sensazione è che si stia navigando a vista».

Di diverso tenore, ma sempre critica, la presa di posizione di Albano: «In queste ore c?è in discussione la proposta di aumentare l?IMU dallo 0,76 allo 0,86 per le  seconde abitazioni, per gli immobili concessi in comodato d?uso gratuito ai parenti, aree edificabili, fabbricati. Nessuna considerazione o riferimento, invece, alla situazione economica familiare e agli insostenibili effetti  dell?IMU sui magri bilanci degli  anziani  soli, delle giovani coppie, ( per effetto delle minori detrazioni ), dei pensionati al minimo, delle famiglie mono-reddito, dei precari, dei lavoratori in cassa integrazione, delle famiglie alle prese con il pagamento del mutuo".

"Ho l?impressione - dice Albano - che ogni volta si  giri attorno  a quella che è la regola democratica in base alla quale tutti sono tenuti a concorrere alla spesa pubblica in ragione della loro capacità contributiva, espressa dall?art. 53 della Costituzione Italiana, per cui si finisce sempre per penalizzare sempre gli stessi, le categorie più deboli, quelle più esposte, quelle che dichiarano il dovuto».

Per l'esponente del PD, la strada da seguire sarebbe un'altra: «La diminuzione di uno o due punti percentuali dell?Imposta Municipale unica da applicare alla prima casa ( non di lusso) e relativa pertinenza, (da 0,4 a 0,2 o 0,3) che poteva  essere largamente  compensata  con l?aumento dell?Imu, al massimo consentito dalla legge dell?1,06%, sulle centrali elettriche , antenne di telefonia mobile, impianti eolici, fotovoltaici (esclusi i  piccoli impianti collocati sui fabbricati destinati prevalentemente al consumo proprio, ininfluenti all?imposizione Ici),  in genere sugli opifici classificati in categoria catastale D1».

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