Il Laboratorio plaude a Ferrarese

BRINDISI - Nessuna preoccupazione di fronte ai forti segnali di malessere che giungono dall'interno del Pd. Nessun passaggio nel gruppo consiliare, nessuna consultazione con i capigruppo. Nessuna riunione preliminare alla seduta del consiglio provinciale dedicata al nuovo intervento su Cittadella della Ricerca. Il Laboratorio continua ad essere un esempio di decisionismo. Anche l'azzeramento della giunta provinciale, annunciato da Massimo Ferrarese riceve subito quattro visti.

Il presidente della Provincia Massimo Ferrarese

BRINDISI - Nessuna preoccupazione di fronte ai forti segnali di malessere che giungono dall'interno del Pd. Nessun passaggio nel gruppo consiliare, nessuna consultazione con i capigruppo. Nessuna riunione preliminare alla seduta del consiglio provinciale dedicata al nuovo intervento su Cittadella della Ricerca. Il Laboratorio continua ad essere un esempio di decisionismo. Anche l'azzeramento della giunta provinciale, annunciato da Massimo Ferrarese riceve subito quattro visti.

"In data odierna si sono riuniti i segretari provinciali del Partito Democratico (Corrado Tarantino), dell'UdC (Ciro Argese), del Partito Socialista (Domenico Tanzarella) e di Noi Centro (Giuseppe Salonna). Si è preso atto positivamente della decisione del presidente Massimo Ferrarese - fa sapere un comunicato - di attuare quanto già annunciato da tempo e, cioè, un azzeramento al giro di boa del mandato amministrativo. Il tutto, con l'unica lodevole finalità di potenziare ulteriormente l'azione politico-amministrativa che in questi primi due anni e mezzo ha traguardato risultati importanti e positivi per il territorio della provincia di Brindisi".

"Pertanto, nell'esprimere convinta condivisione sull'operato del presidente Ferrarese, le stesse forze politiche annunciano che quanto prima saranno messi a punto alcuni dettagli per migliorare ulteriormente il lavoro svolto fino ad oggi e contestualmente saranno consegnate al Presidente delle proposte per la composizione del nuovo esecutivo", conclude il comunicato, senza precisare se la condivisione è estesa anche all'annunciata trasformazione della società di gestione di Cittadella della Ricerca da società consortile per azioni a società a responsabilità limitata, condito dal tentativo di lapidazione mediatica del consiglio di amministrazione in carica sino al 2009 e del suo presidente di area Pd.

Bisogna vedere però sino a che punto la questione Cittadella troverà invece condivisione nel gruppo consiliare del Partito Democratico, convocato per domani mattina dal capogruppo Damiano Franco, vicepresidente della Provincia sino al 2009 nella giunta Errico, e sostenitore dell'esperienza Cittadella affidata a Vitantonio Gioia. Franco, per la cronaca, non è stato neppure informato dell'azzeramento. A Gioia, e all'ex direttore Angelo Colucci, sono giunte stasera espressioni di solidarietà da parte del consigliere regionale Giovanni Brigante (La Puglia Per Vendola) e del movimento Sviluppo e Lavoro, dopo quelle di ieri dell'ex presidente della Provincia, Michele Errico.

"In riferimento alle notizie apparse sulla edizione del 22 u.s. del quotidiano Senzacolonne. che ha pubblicato un articolo che io ritengo, conoscendo il destinatario delle accuse, altamente diffamatorio, esprimo fraterna dolidarietà ed incondizionato appoggio, mio personale e della Associazione Culturale Sviluppo e Lavoro, pregandoTi di estendere questo messaggio a tutti i componenti il Consiglio di Amministrazione che ha presieduto", scrive Brigante.

Resta da capire, poi, perchè Ferrarese abbia deciso di azzerrare l'intera giunta se fonti ufficiose dicono che in realtà l'assessore da cambiare è solo uno: al posto di Natale Curia da S.Pietro vernotico, Antonio Gioiello (Pd) da Latiano. Bastava procedere ad un semplice rimpasto. Ma l'azzeramento coincide con il consiglio convocato per domani stesso a tamburo battente sul nuovo intervento che riguarda Cittadella della Ricerca, e ci andrà formalmente senza assessori, col carnet politico aperto. Che significato ha tutto ciò? Si tratta di un segnale alla parte del Pd che non ci sta?

Di questi segnali qualcuno si è stufato, come il membro della segreteria provinciale e responsabile dell'organizzazione Giuseppe Ferraro, autore di un intervento che pubblichiamo in questa stessa home page, ma sono prevedibili anche precise manifestazioni di dissenso questa sera nel corso della riunione del comitato cittadino del Partito democratico, che discuterà ancora della procedura seguita per la scelta del candidato sindaco Mimmo Consales, già oggetto di un manifesto di dura critica firmato da numerosi esponenti brindisini del partito.

Sull'azzeramento interviene anche l'opposizione di centrodestra alla Provincia: "Il presidente della Provincia Massimo Ferrarese non ha perso giorno, in questi anni di mandato, per definire il suo governo come un esecutivo attivo, capace di lavorare sodo e bene, insomma, di amministrare con efficienza il territorio brindisino – commenta Antonio Scianaro, vicecapogruppo provinciale del Pdl -. Oggi, invece, ci ritroviamo con la decisione di Ferrarese dell’azzeramento della sua giunta; come interpretare la sua azione se non come una questione tutta di spartizione di poltrone che non ha nulla a che vedere con lo sbandierato rilancio programmatico? Difatti è da messi che all’interno della pur ampia maggioranza serpeggiano malumori e mal di pancia".

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Sul fronte del secondo polo, quello che è al lavoro per tentare la formazione di una coalizione che comprenda Sel, Rifondazione, Italia dei Valori, Verdi, il cartello di movimenti Brindisi Bene Comune, l'area vicina a Michele Errico, La Puglia per Vendola e Sviluppo e Lavoro che fanno capo a Giovanni Brigante, il manifesto dei medici, professionisti ed esponenti della società civile coordinato dall'avvocato Roberto Fusco, va registrato un rinvio dell'incontro inizialmente previsto per questa sera a mercoledì sera, per impegni di alcuni dei rappresentanti del tavolo che ha già tenuto nei giorni scorsi il suo primo incontro, partendo dai programmi per giungere possibilmente a verificare la possibilità di coalizzarsi dietro un candidato unico.

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