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Imprese brindisine nelle attività locali: l’opposizione chiede un tavolo di concertazione

I consiglieri Lo Martire, Loiacono, Ribezzi, Cavalera e Quarta depositano un’interrogazione alla giunta e al sindaco

BRINDISI - L’opposizione apre un dibattito sul ruolo e la presenza delle attività brindisine nelle grandi committenze del territorio. I consiglieri Carmela Lo Martire, Luciano Loiacono, Umberto Ribezzi, Roberto Cavalera e Gianluca Quarta hanno depositato una interrogazione al sindaco di Brindisi e alla giunta comunale. La questione sarà affrontata al primo consiglio comunale utile, ad eccezione di quello in programma domani (martedì 27 aprile), a partire dalle ore 14. In particolare i consiglieri chiedono la convocazione di un “un tavolo di concertazione con le associazioni imprenditoriali al fine di verificare quali siano le percentuali di presenza di imprese brindisine nelle attività locali e quale sia la percentuale delle maestranze brindisine all’interno delle stesse per confrontarsi e discutere le criticità e gli eventuali accorgimenti da applicare per aiutare le imprese brindisine in un momento così grave per l’economia locale”.

Nell’interrogazione si pone l’accento sul sostegno all’economia del territorio garantito dalle attività locali, “in un rapporto sinergico circolare che, soprattutto in questo momento di grande incertezza, necessita di tutta l’attenzione possibile”. “L’elevato tasso di disoccupazione – si legge nelle premesse determina una perdita di capitale umano, di competenze e di motivazioni che indebolisce il potenziale di crescita della nostra economia”. Si fa riferimento, in particolare, “alla controversa situazione della tutela del territorio brindisino, delle aziende brindisine e delle maestranze locali, con svariati articoli di testate giornalistiche che hanno sollevato le diverse problematiche a cui periodicamente le aziende locali, che svolgono impresa sul territorio, vengono sottoposte nonostante cerchino di risollevare l’economia locale in un periodo segnato da una estrema crisi”.

Nello specifico viene la vicenda “umana e professionale  di un noto imprenditore brindisino che, dopo aver effettuato importanti investimenti finanziari, aver ottenuto le migliori certificazioni aziendali in materia di qualità della lavorazione, rispetto dell’ambiente e delle sicurezza e soprattutto aver lavorato con serietà, onestà e professionalità e aver impiegato maestranze locali, si è visto improvvisamente escluso dalle attività di impresa sul territorio della nostra città a vantaggio di un’altra azienda, con sede in altra provincia, che sembrerebbe non avere le medesime qualità”. 

 “A tutela di questo imprenditore – si legge ancora nella nota - è anche intervenuta pubblicamente la sua associazione di categoria che ha posto l’accento sulla vicenda, ricordando il più volte dichiarato impegno della politica a voler tutelare l’imprenditoria locale ed ha chiesto l’intervento politico del Sindaco e del Presidente della Provincia. Pur non volendo entrare nel merito della questione, è preciso compito dei rappresentati politici raccogliere le istanze locali e cercare di porre in essere azioni che possano tutelare il nostro territorio e gli abitanti dello stesso”. 

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