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Vendola a Un'emozione chiamata libro

Vendola a Un'emozione chiamata libro

Bagno di folla per Vendola: “Berlusconi? La biografia del nostro Paese”

OSTUNI - E’ stata la sua prima uscita pubblica da aspirante candidato premier. Ed è stato il primo, autentico bagno di folla ricevuto dopo l’annuncio della sua scesa in campo nella bagarre nazionale. Il calore della piazza di Ostuni e del salotto letterario della Città bianca era tutto per lui, per il Governatore della Puglia Nichi Vendola, di scena alla serata inaugurale di “Una emozione chiamata libro”, anno 2010. La platea giusta per emozionare e ribadire il suo impegno: “I governi di centrodestra piuttosto che risollevare il Paese dalla crisi lo stanno affossando. Stanno spezzando la schiena alla nazione. Mi candido a ricostruire il cantiere dell’alternativa, a sparigliare i giochi di un centrosinistra che non fa più un discorso capace di interpretare la crisi del mondo, la crisi dell’Europa e la crisi italiana. Un centrosinistra incapace di scrutare l’orizzonte, di trovare le parole per creare un varco tra passato e futuro. Un centrosinistra dalle mille facce, affetto dalla sindrome di Zelig, e sostanzialmente privo di una proprio identità»

OSTUNI - E' stata la sua prima uscita pubblica da aspirante candidato premier. Ed è stato il primo, autentico bagno di folla ricevuto dopo l'annuncio della sua scesa in campo nella bagarre nazionale. Il calore della piazza di Ostuni e del salotto letterario della Città bianca era tutto per lui, per il Governatore della Puglia Nichi Vendola, di scena alla serata inaugurale di "Una emozione chiamata libro", anno 2010. Una prima di eccezione, dunque. Per un tema che sembra disegnato su misura: "Il passato, il presente e il possibile futuro del nostro Paese".

In cattedra, ad aprire ieri sera la 14a edizione della rassegna letteraria, proprio colui che il futuro si candida a rappresentarlo, per sconfiggere il berlusconismo: "I governi di centrodestra piuttosto che risollevare il Paese dalla crisi lo stanno affossando. Stanno spezzando la schiena alla nazione. Mi candido a ricostruire il cantiere dell'alternativa, a sparigliare i giochi di un centrosinistra che non fa più un discorso capace di interpretare la crisi del mondo, la crisi dell'Europa e la crisi italiana. Un centrosinistra incapace di scrutare l'orizzonte, di trovare le parole per creare un varco tra passato e futuro. Un centrosinistra dalle mille facce, affetto dalla sindrome di Zelig, e sostanzialmente privo di una propria identità». Di tanto e di altro ancora, ha discusso il Governatore, sotto tantissimi riflettori e partendo dal tema conduttore della kermesse letteraria: "Viva l'Italia! O no?"

Sul palco allestito all'interno del Chiostro di Palazzo San Francesco, al fianco di Vendola, c'erano il sindaco di Ostuni, Domenico Tanzarella, la curatrice della rassegna (la giornalista e scrittrice Anna Maria Mori) e lo storico Guido Crainz (docente di Storia contemporanea nella Facoltà di Scienze della comunicazione dell'Università di Teramo), autore del libro "Autobiografia di una Repubblica" (Donzelli editore).

Tra le righe dell'opera, la storia di cinquant'anni della nostra repubblica, raccontata in un saggio amaro e coraggioso che parte dall'eredità del fascismo, dalla nascita della "repubblica dei partiti" e dagli anni della guerra fredda sino ad arrivare ai giorni nostri, agli anni di tangentopoli, alla seconda repubblica.

"Un libro - ha commentato Tanzarella - che, grazie ad un'analisi lucida e condivisibile, si presta davvero all'evento: una sorta di consacrazione dell'ascesa al Governo del Paese del presidente della Regione Puglia. Lo possiamo gridare forte: non ci resta che Vendola". E lui, il candidato presidente in pectore, cattura la platea, raccoglie applausi a scena aperta e parte da lontano, per spiegare che "Berlusconi è la biografia della nostra nazione". Prende spunto dal libro del professor Crainz, per affondare i colpi. Cita persino il mitico film di Luigi Zampa, Anni Ruggenti, (girato peraltro a Ostuni negli anni Sessanta) per fotografare le due facce dell'Italia di sempre: "quella della povera gente, di chi si accontenta di chiedere al Duce una finestra per respirare e quella dei furbetti".

Poi cita gli obiettivi della sua missione: "Ricostruire il senso della comunità", partendo dai tanti quartieri sparsi su e giù per lo Stivale dove il concetto stesso di comunità si è smarrito, inghiottito dalla povertà, dalla criminalità: "La questione settentrionale e quella meridionale - ha spiegato - non sono sorelle. Sono figlie di un'unica nazionale chiamata a rialzare la testa". Ai cronisti conferma: "La mia è una decisione fatta seguendo l'istinto del cuore. Vincerò le primarie del centro-sinistra e poi batterò Berlusconi.

Ad ascoltarlo c'è una gran folla, anche all'esterno del chiostro di Palazzo San Francesco. Per due ore tace la movida. Sul maxischermo va in scena lo show del Governatore.

E a chi, dal centrodestra, gli chiede di continuare a governare la Puglia, risponde con una battuta: "Non sapevo di avere tanti fans nelle vesti di governatore. Cercherò di accontentare loro per quanto attiene il governo della Puglia e di dare a questi signori una cocente delusione per quel che riguarderà il mio impegno, che confermo, nella costruzione di un governo alternativo della nazione".

L'ultima replica è per Di Pietro e per quanti, a sinistra, vorrebbero frenare la sua corsa: "Sono altre e sono fuori dai palazzi e dalle segreterie dei partiti le platee alle quali intendo parlare. E non per questo pretendo di raccogliere sempre e soltanto applausi, ho messo in conto anche i fischi".

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