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"Bando per le periferie, a Brindisi il Paradiso può attendere"

Anche Antonio Carito, esponente di Italia Unica, critica la scelta del Comune di partecipare al bando da 18 milioni di euro con in progetto per gli ex capannoni Saca

Critiche anche da Antonio Carito, esponente di Italia Unica, sulla scelta del Comune di Brindisi di partecipare al bando per la riqualificazione delle periferie con un progetto per la riqualificazione dei capannoni ex Saca.

BRINDISI - Il Comune di Brindisi intende utilizzare gli eventuali fondi (18mila euro), rivenienti dal bando emanato dal governo,  non per le periferie e le aree degradate ma  per la ristrutturazione riqualificazione dei capannoni ex Saca .

A difesa delle scelte operate dall’Amministrazione, l’assessore Miggiano si avventura in delle affermazioni alquanto opinabili e per certi versi fantasiose se non inquietanti. Il Bando (che forse l’assessore non ha avuto il tempo di leggere) è stato pubblicato GU Serie Generale n.127 del 1-6-2016 , scade quindi il 30.08.16’ ma all’art. 6 viene scritto che “I soggetti proponenti possono presentare anche progetti di  carattere preliminare. In tal caso si impegnano ad approvare, entro  60  giorni dalla sottoscrizione della convenzione o  accordo  di  programma,  il relativo progetto definitivo o esecutivo “ , quindi al contrario di ciò che afferma la Miggiano vi erano tutti i tempi tecnici necessari , eccetto se abbiamo una macchina tecnica comunale del tutto inefficiente (come lascia intendere la Miggiano). Ovviamente ma è bene ribadirlo, il bando non è stato emanato per “punire” Brindisi , i tempi stabiliti sono pari per tutti i comuni Italiani.

Non vi è chi non veda nel comportamento dell’assessore approssimazione e ricerca esasperata di puerili giustificazioni e ciò che è peggio e triste è che lo fa anche ricorrendo a  richiami da libro cuore.

L’assessore Miggiano è alquanto supponente nel momento in cui replica alle osservazioni che le sono state rivolte definendone gli autori, quasi con schermo,  “minoranze” .  Forse sfugge il dato certo e incontrovertibile che  è lei a far parte di una giunta che non è sostenuta da una maggioranza qualificata,  come infatti si è evinto dalla votazione sulla relazione programmatica del sindaco ( a cui si richiama la Miggiano) che ha ottenuto solo 15 voti.

L’atteggiamento della Miggiano è quello di chi non sa (o non vuole , o non può) stabilire delle priorità , ed è fuori di dubbio che la riqualificazione delle periferie e delle aree degradate è una delle principali priorità se non la prima .

Ricorrere allo strumento  del bando emanato dal Governo in tema di riqualificazione delle periferie per dare il via a progetti da imprecisati “sogni nel cassetto” di dubbia ispirazione , è  un atto strumentale , discutibile e al di fuori dello spirito del bando emanato dal Governo . 

In ultimo chiediamo all’assessore Miggiano di chiarirci quale sia attualmente la esatta qualificazione urbanistica dell’area su cui insistono i capannoni.

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