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Mercoledì, 22 Maggio 2024
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Batteria Menga: Giunta approva co-finanziamento, ma esplode il caso-Borri

L'assessore ha espresso voto non favorevole: "Progetto non sottoposto alla valutazione dell'Urbanistica e destinazione poco coerente". Malumori nel Pd, che esprime preoccupazione

BRINDISI - Con la delibera di Giunta numero 48 ieri, venerdì 18 febbraio 2022, è stato mosso un passo decisivo per il recupero della batteria Menga, un compendio militare sul litorale nord di Brindisi. Un atto fortemente voluto dall'assessore Emma Taveri (foto sotto). Ma c'è il rovescio della medaglia: si è registrato il voto contrario al cofinanziamento dell'assessore Dino Borri, che ha diverse deleghe, prime tra tutte quella all'Urbanistica, ma anche alla Rigenerazione Urbana e della Costa. La batteria Menga potrà diventare un "nuovo polo turistico e culturale del mare e dell’arte contemporanea, offrendo una nuova proposta per migliorare la fruizione della destinazione da parte del turista e della comunità e favorire l'attrazione di nuovi flussi di viaggiatori verso l'area", si legge nella delibera. Ma prima di affrontare il caso-Borri, qualche parola sul progetto.

Emma Taveri-3-5

Il recupero della batteria Menga

Il Comune di Brindisi ha partecipato a un avviso del ministero della Cultura. Obiettivo: interventi per la tutela, la conservazione, il restauro, la fruizione, la valorizzazione e la digitalizzazione del patrimonio culturale materiale ed immateriale. Il Ministero finanzia fino all'80 per cento dei costi ammissibili previsti, il resto lo mette l'ente, in questo caso il Comune di Brindisi. L'Amministrazione comunale ha approvato la partecipazione al "Fondo cultura", "proseguendo un percorso già avviato di riqualificazione del litorale nord della costa di Brindisi, a partire dalle aree denominate 'Punta del Serrone' e 'Punta Penne', ha individuato uno dei maggiori compendi militari presente appunto nell'area prescelta, la batteria ex Menga, attualmente in stato di abbandono ma con enormi potenzialità", come si legge nella delibera numero 48. Il Ministero ha ammesso la proposta brindisina. Dei 1.197.679,39 euro complessivi risulta ammessa a finanziamento una cifra pari a 958.143,39 euro, oltre il cofinanziamento comunale previsto. Ieri, in Giunta è stato preso atto di questo risultato. Ma, soprattutto, "di dare indirizzo al dirigente del settore Servizi Finanziari di prevedere lo stanziamento nel bilancio 2022-2024 quale cofinanziamento per euro 239.535,99", ovvero la cifra non coperta dal finaziamento ministeriale.

Dino Borri-3

La versione di Borri

Ma non tutto è andato liscio in Giunta, visto il voto contrario dell'assessore Dino Borri (foto sopra). Il quale, contattato telefonicamente da BrindisiReport, ha spiegato: "Il voto contrario deriva dal mio dissenso su quella che io ritengo superficialità di destinazione di edifici storici. E' imputabile alla proposta dell'assessorato al Turismo (retto da Emma Taveri, ndr). Non è la prima volta che capita. Io altre volte ho portato pazienza, in alcune occasioni non ero presente, peraltro. Io non condivido e voto contro. Si tratta di edifici vincolati. La proposta è di farne un centro digitale per la cultura del Mediterraneo. Ma parliamo di una batteria, una struttura militare, della Prima guerra mondiale. Ripeto: la destinazione non è coerente con la storia dell'edificio". Quindi, un problema per Borri è la destinazione finale della batteria Menga. Ma c'è un secondo problema per Borri, di comunicazione, si può dire: "Non ne sapevo niente. Mi sono lamentato anche di questo aspetto. Il progetto non è stato sottoposto al nostro ufficio (Borri è assessore all'Urbanistica, ndr). Queste cose vanno fatte con calma, non improvvisando", chiosa Borri.

I malumori nel Partito Democratico

Intanto, dopo il voto, nel Partito Democratico brindisino è partita la discussione. E si è cercato di leggere questa posizione dell'assessore Borri, un tecnico. C'è stata una riunione tra consiglieri e assessori targati Pd. La parola chiave è stata "preoccupazione". Certo, la tenuta della maggioranza non è in discussione, ma Borri ricopre un assessorato non di secondo piano. E il fatto che si sia trovato in disaccordo con un altro assessorato non di secondo piano, quello al Turismo, è certo un segnale. Stando a indiscrezioni, la scelta di Borri non è piaciuta all'interno del Pd per due ordini di motivi. Il primo è il turismo, i Democratici sono convinti che sia un volano dello sviluppo cittadino, un volano al quale non è possibile rinunciare. E sono certi della bontà del progetto batteria Menga. Ritengono le posizioni di Borri come ideologiche, figlie di pregiudizi che i cittadini potrebbero non comprendere. Il secondo motivo è, se così si può dire, di natura personale: molti nel Pd hanno visto questa scelta come una mancanza di confronto interno alla Giunta da parte dell'assessore Borri. Comunque sia, il voto contrario di Borri di certo ha fatto discutere, anche perché il Pd intende non arretrare nei confronti di determinate scelte progettuali.

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