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Martedì, 18 Gennaio 2022
Politica

Battesimo del parco, torna Mennitti

BRINDISI – Sarà il sindaco di Brindisi, Domenico Mennitti a presenziare sabato prossimo, alle ore 19, alla cerimonia di inaugurazione del parco urbano, realizzato tra i rioni Commenda e Bozzano ed intitolato al dottor Antonio Di Giulio. Due eventi, in uno. L’appuntamento è fissato all’ingresso dell’oasi (da via Di Vittorio).

BRINDISI - Sarà il sindaco di Brindisi, Domenico Mennitti a presenziare sabato prossimo, alle ore 19, alla cerimonia di inaugurazione del parco urbano, realizzato tra i rioni Commenda e Bozzano ed intitolato al dottor Antonio Di Giulio. Due eventi, in uno. L'appuntamento è fissato all'ingresso dell'oasi (da via Di Vittorio).

Per il sindaco, sarà la prima uscita pubblica dopo l'operazione del 21 giugno scorso, che si rese necessaria a seguito di una copiosa emorragia gastrica causata dalla rottura di alcune varici.

La situazione era precipitata mentre il sindaco aveva già iniziato un percorso di esami diagnostici, deciso dopo il malore che lo aveva colto la sera della cerimonia inaugurale della regata Brindisi-Corfù. Era un'avvisaglia di un problema più grave di una congestione dovuta ad una bevanda troppo fredda.

Tornato pian piano in forma, il primo cittadino vuole così essere presente sabato all'intitolazione del parco. Al suo fianco, ci saranno il vice sindaco Mauro D'Attis e il presidente del Consiglio comunale Angelo Rizziello. Prevista la partecipazione dei componenti della Giunta Municipale e di una nutrita rappresentanza di consiglieri comunali.

La scheda del parco "Antonio Di Giulio": il polmone verde attrezzato si estende su una superficie complessiva di circa 8 ettari. Il sistema del verde del Parco urbano "Magrone-Patri" è fondato su due peculiarità sostanziali: le caratteristiche del sito; l'analisi dell'utenza; Due aspetti di fondamentale importanza, alla base della scelta sia dei diversi ambiti, sia dell'intera componente floristica dell'area del parco.

Il sito ha la funzione di raccordare gli "esterni" di due elementi del territorio: la città e la campagna. E in fase progettuale questa specificità ha fortemente caratterizzato l'idea progettuale. La ricerca del "genius loci" dell'area ha indirizzato l'attività di progetto verso la riproposizione di tutti quegli elementi naturalisti che in passato vestivano l'area e di cui oggi rimangono importanti testimonianze nei numerosi "orti" della parte bassa del parco.

E' proprio da questa valutazione nascono gli ambiti del parco con ognuno la vegetazione che lo caratterizza. Nella parte alta, dove trovano compimento la scuola, il campo da minigolf e il centro di ristoro il caratteri della vegetazione proposta rispondono al soddisfacimento della funzione estetico, ornamentale e di rappresentanza. Ma allo stesso tempo, soprattutto per quel che riguarda la scuola la vegetazione si propone un importante ruolo: quello psico-educativo.

La proposta di essenze arboree ed arbustive, prevalentemente da fiore, trova giustificazione nell'offrire ai ragazzini la possibilità di conoscere per primi il cambio delle stagioni. Il frutteto didattico,ed esempio, annovera una collezione di drupaceae tra le prime fiorire dopi i rigori invernali. Un grande "effetto" estetico percettivo che gioverà soprattutto agli scolari che avranno evidentemente l'occasione di trovare appena fuori l'aula un "laboratorio verde" all'aperto in cui potranno costatare il cambio delle stagioni con le varie che l'albero stesso manifesterà.

La stessa piazza centrale vestita di elementi colonnari come i cipressi e da arbustive quali lavande e pittospori: tre elementi strutturali della flora mediterranea che trovano proprio in questo ambito la riconoscenza della loro bellezza e apprezzata storia. Ad attrarre l'attenzione sulla tavola planimetrica, è anche l'isola dei palmizi intorno al tema dell'acqua. Il significato è chiaro e preciso: l'oasi di palme e acqua vuole essere quasi una metafora di grande richiamo verso un maggior rispetto alla tutela e alla conservazione della risorsa idrica. E la centralità del boschetto di palme oltrechè rispondere ad una funzione evidentemente estetica ripropone in fora "sostenibile" un richiamo "educativo" al consumo dell'acqua stessa.

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