Comune sull'orlo del dissesto: "Il sindaco faccia nomi e cognomi"

L'ex sindaco di Carovigno, Carmine Brandi, risponde al monito di Massimo Lanzilotti sulla situazione di pre dissesto dei conti comunali

Riceviamo e pubblichiamo un intervento tramite il quale l’ex sindaco di Carovigno, Carmine Brandi, risponde a un comunicato dell’attuale sindaco, Massimo Lanzilotti, sulla situazione economica dell’amministrazione comunale, gravata da debiti per milioni di euro. 

Dopo le dichiarazioni a mezzo comunicato stampa del sindaco di Carovigno, Massimo Lanzilotti, sento il dovere di precisare e chiamare con il giusto nome le cose. Non userò paroloni, ma cercherò di utilizzare un linguaggio comprensibile, partendo da esempi concreti del buon padre di famiglia. I bilanci come nella gestione famigliare vengono determinati da entrate e uscite.  Se vi è un reddito, questo viene utilizzato per le spese (correnti), acqua, luce, gas, alimentazione e se rimane qualcosa, si può permettere di effettuare qualche uscita a ristorante. Quindi nei comuni, bisogna tenere sotto controllo le entrate e le uscite proprio come nella famiglia. 

L'intervento del sindaco Lanzilotti

Il sindaco, con questo comunicato, non ha fatto altro che creare panico e apprensione nei confronti della cittadinanza. Mi meraviglia al quanto il fatto che lui dovrebbe sapere che i bilanci vengono redatti e certificati dai funzionari di ragioneria dopo che gli stessi sono passati al vaglio del parere dei revisori dei conti. Solo successivamente con atti prima di Giunta e poi di consiglio, vengono approvati. 
I bilanci della mia consiliatura, grazie ad un oculato controllo della spesa, sono stati chiusi in equilibrio, senza problemi, nonostante l’esborso di costi importanti come il risanamento della partecipata Carbinia, 1.038.000 €, (a tal proposito, ho mandato io stesso i documenti alla Procura della Corte dei conti) per  verificare eventuali azioni di responsabilità nei confronti di chi quel buco aveva creato (amministratori, revisori dei conti della Carbinia, e sindaci che si sono succeduti nel corso degli anni), e il pagamento di debiti fuori bilancio derivanti da espropri fatti negli anni 70/80 (quasi 1200000 €).

Poi, vorrei precisare che nel mezzo della mia amministrazione, fino ad arrivare al Sindaco Lanzilotti, c’è stata la gestione di un soggetto terzo primum inter pares, (il commissario prefettizio), che avvalendosi della collaborazione del funzionario di ragioneria di Brindisi (di sua fiducia), ha approvato il bilancio dopo lo stesso iter amministrativo. Possibile che non si siano accorti (prima i funzionari, poi i revisori dei conti), di un probabile dissesto?  Allora invito il sindaco ad essere più chiaro, a parlare di fatti, e soprattutto di produrre atti, nomi, cognomi, e responsabili, senza demagogia.

In conclusione: il pareggio dei conti si ottiene con una oculata gestione delle entrate (a proposito mi risulta che quest’anno le entrate del ticket della mensa sono circa 14000 euro, cifra ridicola), si ottiene facendo entrare gli accertamenti inviati agli evasori fiscali (nella mia consiliatura sono state inviate cartelle di accertamento per circa 6000000 sei milioni di euro). 

Poi vorrei chiedere al sindaco come sono state spese le entrate della tassa di soggiorno circa 120000 euro o dove sono finiti i soldi cash (240000 euro) inviati nel 2017 dal ministero degli Interni per il disagio sul territorio per la presenza dei Cas o delle ulteriori somme mandate sempre dal ministero degli Interni nel corso del 2018. I debiti prima o poi si pagano ha affermato il Sindaco (verità assoluta), come pure le promesse si mantengono. Invito il sindaco ad essere più chiaro, con la speranza che una volta tanto, abbia il coraggio di affrontare le questioni dicendo la verità. I cittadini di Carovigno, hanno bisogno di certezze. 

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