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Chiusa la sede del 118 al Casale: Forza Italia attacca, Rossi si difende

Il partito d'opposizione e il comitato Sciaia-Materdomini sul piede di guerra, ma il sindaco spiega: "Io non sono stato neanche avvisato dall'Asl, comunque a breve risolveremo". La contro-replica: "Gli uffici comunali conoscevano la situazione da mesi"

BRINDISI - Disservizi e polemiche: è quanto sta accadendo in queste ore a Brindisi. I disservizi sono al rione Casale. Le polemiche sono prettamente politiche. Succede che il presidio del 118 al Casale venga dismesso, le ambulanze partono dall'ex Di Summa. I cittadini attendono di più, con i rischi che ne seguono. Forza Italia e il comitato Sciaia-Materdomini attaccano il sindaco Riccardo Rossi, il quale non solo si difende, ma spiega di essere stato scavalcato: "Io non sono stato avvisato della scelta. Avremmo potuto aspettare qualche giorno e avremmo avuto un'altra sede, sempre al Casale". Procedendo con ordine: come detto, la postazione del 118 presente in quel rione viene chiusa. Serve diverse zone della città, zone periferiche perlopiù. 

Naturalmente, monta la polemica. Il partito di opposizione Forza Italia, con una nota della coordinatrice cittadina, Livia Antonucci, fa sentire la propria voce sulla vicenda. Accusa il sindaco Riccardo Rossi di "superficialità", spiegando di aver ricevuto diverse lamentele da parte dei cittadini. E chiede al primo cittadino brindisino di ripristinarlo con urgenza. Anche il gruppo esecutivo del Comitato Sciaia-Materdomini interviene, con una lettera: "Aspettare l'ambulanza per più di venti minuti per un'emergenza sanitaria per noi residenti di zona Materdomini non è più un incubo ma una realtà. E' successo questa mattina e succederà di nuovo". 

Riccardo Rossi-18

BrindisiReport ha contattato Riccardo Rossi (nella foto sopra), il quale parla di situazione "estremamente grave". E aggiunge che la responsabilità è dell'Asl. "La struttura ha dei problemi, per questo abbiamo avviato il recupero della sede con il Pon Legalità. Bisognava individuare un'altra sede, quindi. E noi l'abbiamo fatto. E' la Kennedy, sempre al Casale". Il nodo è una mancanza di comunicazione. Prosegue Rossi: "Ci sono da fare alcuni lavoretti, sì, ma è questione di pochi giorni. Io l'ho detto al dottore Leone (direttore del 118 dell'Asl di Brindisi, ndr)". Dunque, Rossi non è stato avvisato dello spostamento. Non solo, spiega il primo cittadino, avrebbe anche la soluzione a portata di mano.

Rossi non solo si difende, infatti, ma affonda il colpo nei confronti dell'Asl: "In maniera autonoma, senza alcuna comunicazione al Comune, hanno trasferito la postazione del 118 presso l'ex Di Summa. Io, incredibilmente, di questa storia non ne so assolutamente nulla. E' vero che la sede ha dei problemi, ma non capisco cosa abbia fatto precipitare l'urgenza. Sarebbe bastato avviare un confronto con il sindaco e il dottor Leone avrebbe avuto tutte le informazioni del caso. Parliamo di lavori della durata di tre giorni. E non capisco un'altra cosa. Come mai alcune forze politiche lo hanno saputo (dello spostamento del 118, ndr) prima di me?", chiosa il sindaco.

I locali del 118 del Casale, grazie al Pon Legalità, dovranno essere riutilizzati per altre finalità. Il dottor Massimo Leone, direttore del 118, risponde a Rossi: "Siamo rimasti lì pur non essendoci le condizioni igieniche perché d'estate abbiamo necessità di coprire la zona costiera. Al momento i locali di cui ci ha parlato il Comune non ci sono stati dati. Per questo abbiamo operato questa scelta temporanea e urgente. Nel momento in cui il Comune ci dovesse offrire una location adatta, torneremo al Casale che, è bene spiegarlo, non è scoperto dal punto di vista sanitario. Noi è da mesi che siamo stati avvisati dal Comune che quell'immobile verrà utilizzato per altre finalità. Avevamo l'urgenza di spostarci. E gli uffici comunali lo sapevano benissimo", chiosa invece il dottor Massimo Leone.
 

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