“Brindisi deve essere rappresentata con un assessore in Giunta”

Intervista a Mauro Vizzino, consigliere regionale mesagnese alla sua seconda legislatura: "La sanità va ripensata completamente"

Dopo le elezioni regionali, BrindisiReport intervista i cinque consiglieri eletti nel Brindisino, per conoscerli e ascoltare la loro visione politica. E per fare qualche domanda sulla sanità pubblica nel nostro territorio.

MESAGNE – Si appresta a cominciare la sua seconda legislatura da consigliere regionale, Mauro Vizzino – 39 anni da Mesagne – è stato eletto nelle file della lista civica Popolari con Emiliano. Di professione impiegato, tiene a sottolineare che la politica regionale deve prestare più attenzione al territorio brindisino, rispetto alla scorsa legislatura. Cittadella della ricerca e sanità sono i due settori su cui intende impegnarsi da subito.

Adesso è un "senior" in Consiglio, cosa cambierà rispetto alla sua prima esperienza in Regione?

“Nella seconda legislatura un consigliere regionale ha molta più consapevolezza rispetto a ciò che può fare. L'esperienza ti insegna molte cose, metterle in pratica è complicato quando ti trovi in uffici lontani dalla normalità. Il tecnicismo fa da padrone in certi ambienti. Però si possono raggiungere risultati importanti per il territorio”.

A proposito di territorio, il presidente Emiliano aveva parlato del rilancio della Cittadella. A che punto siamo?

“C'è un'attenzione particolare sulla Cittadella, c'è l'intenzione di rilanciarla, come aveva annunciato Michele Emiliano. Noi saremo al suo fianco. Occorre fare il maquillage totale di una zona abbandonata da tempo, ma che ha molta attrattiva. Si trova tra Brindisi e Mesagne, ma è importante per tutta la provincia. Pensiamo a università, progetti di ricerca”.

E' presto per parlare di progetti concreti?

“E' tutto fermo da luglio, ci stiamo lavorando di nuovo ma ad ora è ancora presto. Il tempo di insediarci e ragioneremo su cosa fare. Ripeto: è abbandonata da tanti anni, dovremo intervenire quanto prima”.

Vi insedierete in un momento particolare per il nostro Paese. Il Covid ha cambiato la sua visione politica?

“Assolutamente sì. La sanità sarà un argomento al centro del dibattito in Regione, in particolar modo la sanità nel Brindisino, dove non abbiamo grandissimi risultati. C'è da ripensarla completamente, già prima non funzionava”.

In che modo va ripensata secondo lei?

“Ci sono tanti ambiti in cui intervenire. Pensiamo ai ricoveri per interventi minori, che non vengono effettuati perché servono posti Covid. Può essere materia di discussione, per spostare questi interventi presso ospedali del territorio. Mesagne è un esempio, prima rispondeva alla sigla 'Pta', adesso lì si potrebbero effettuare interventi per decongestionare il Perrino. C'è anche l'ospedale di San Pietro Vernotico che ha le stesse peculiarità”.

Il Perrino, infatti, è congestionato. C'è anche un problema di personale.

“Certo, gli interventi a bassa intensità possono essere fatti altrove, ma per quanto riguarda il personale, la questione è più complessa. C'è stato il blocco delle assunzioni per diversi anni. C'è da fare un grandissimo lavoro, questo complica la vita degli ospedali. Comunque, decongestionare il Perrino è un'idea che ho iniziato ad abbracciare negli interessi del territorio quando c'è stato il problema Covid, alla fine della scorsa legislatura. Il Perrino è sovraccarico nel pronto soccorso e con le liste d'attesa”.

Scegliere il Perrino come centro Covid è una decisione che condivide?

“Diciamo che l'unico ospedale che oggi poteva rispondere d'impatto alla pandemia, il più attrezzato, era il Perrino. Ci fosse stato tempo, avremmo potuto scegliere un ospedale diverso. Lì a Brindisi ci sono tanti reparti che, non avendo percorsi ben distinti, rischiano di portare contagi”.

I moduli esterni della terapia intensiva saranno utili?

“Sicuramente sì. Secondo me è una scelta utile, ma il problema del personale persiste. Io a breve andrò al Perrino per appurare questo. Voglio capire se abbiamo personale a sufficienza per la terapia intensiva. Se è lo stesso personale del reparto di terapia intensiva che si occupa anche dei moduli esterni, mi pongo diverse domande, domande a cui il management dell'Asl dovrà eventualmente dare risposte, perché la salute dei cittadini è prioritaria”.

Molti brindisini lamentano scarsa attenzione della Regione nei confronti di questa provincia.

“Ovviamente Brindisi ha pagato nella scorsa legislatura l'assenza di un assessore in Giunta. Secondo il mio punto di vista, avendo capito come funziona la macchina amministrativa regionale, è un aspetto fondamentale. Io in campagna elettorale ho portato l'esigenza di vedere Brindisi rappresentata da una persona in Giunta".

Questo sarà possibile?

“Io sono positivo. Non mi interessa il nome, ma penso che il presidente Emiliano stia lavorando in questa direzione. Brindisi ne ha diritto. Potrebbe anche essere un tecnico che non è stato candidato e che potrà rappresentare questa provincia nel migliore dei modi. Noi saremo al suo fianco”.

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