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La discarica di Autigno

La discarica di Autigno

Brindisi: discarica a rischio chiusura

BRINDISI - Non c'è solo il problema del conferimento dei rifiuti da parte delle aziende a preoccupare in questi giorni decine e decine di imprenditori brindisini. C'è anche il rischio, più che concreto, che la Provincia chieda l'avvio dell'iter di sospensione dell'autorizzazione che nel 2008 era stata concessa per la discarica di contrada Autigno, l'unica attualmente funzionante a Brindisi, e affidata dal 20 luglio scorso alla ditta Nubile. In caso di revoca avremmo non solo l'emergenza dei tir fermi nel porto e carichi di rifiuti, ma anche il blocco dei conferimenti da parte dei mezzi della Monteco, l'azienda che raccoglie i rifiuti solidi urbani di tutta la città. Brindisi come Napoli, insomma. Esagerazioni? A leggere le carte in nostro possesso non si direbbe proprio.

BRINDISI - Non c'è solo il problema del conferimento dei rifiuti da parte delle aziende a preoccupare in questi giorni decine e decine di imprenditori brindisini. C'è anche il rischio, più che concreto, che la Provincia chieda l'avvio dell'iter di sospensione dell'autorizzazione che nel 2008 era stata concessa per la discarica di contrada Autigno, l'unica attualmente funzionante a Brindisi, e affidata dal 20 luglio scorso alla ditta Nubile. In caso di revoca avremmo non solo l'emergenza dei tir fermi nel porto e carichi di rifiuti, ma anche il blocco dei conferimenti da parte dei mezzi della Monteco, l'azienda che raccoglie i rifiuti solidi urbani di tutta la città. Brindisi come Napoli, insomma. Esagerazioni? A leggere le carte in nostro possesso non si direbbe proprio.

LE MANCATE GARANZIE. Il 19 novembre scorso il dirigente del settore Ecologia dell'amministrazione provinciale ha preso carta e penna per scrivere una lettera alla Nubile srl (e per conoscenza al Comune di Brindisi e alla Regione): 10 righe per intimare alla ditta «il rispetto all'obbligo di prestazione delle garanzie finanziarie previsto dall'Autorizzazione integrata ambientale rilasciata dalla Regione Puglia nel 2008, inerenti sia il periodo di gestione operativa che quello di post chiusura della discarica». Tradotto in soldoni: la Nubile dovrebbe trovare una banca disposta a rilasciare una fideiussione pari a circa 22 milioni di euro, così come stabilito nell'Aia: quasi 15 milioni per la gestione operativa del sito e altri 8 per la gestione post-chiusura. Sono somme che vengono richieste a garanzia per tutelarsi da eventuali danni ambientali o altri rischi. La stessa Aia cita testualmente: «la mancata presentazione delle garanzie finanziarie entro 120 giorni comporta la sospensione, previa diffida ad adempiere, per un periodo massimo di 30 giorni. Decorso tale termine senza che la ditta abbia adempiuto, l'autorizzazione è revocata». Di giorni, dalla concessione dell'Aia, ne sono trascorsi 1500. E di quei soldi non c'è traccia. Perché fino a luglio scorso il gestore della discarica era l'Ato Br/1, che poi è stata soppressa. Dal 20 luglio il Comune ha affidato il sito alla Nubile srl, per 15 anni, in cambio di 176 milioni e mezzo di euro.

LA CONTESTAZIONE. Nelle 13 pagine sottoscritte a Palazzo di Città dall'amministratore unico della Nubile, Luca Screti, e dal segretario generale del Comune, Paola Giacovazzo, però, l'unico riferimento all'Aia riguarda "l'adeguamento impiantistico dell'impianto di produzione del Cdr alle disposizione Aia della Regione Puglia". Nessun riferimento diretto, invece, a quei 22 milioni di euro di garanzie da prestare (e per i quali una banca richiederebbe a sua volta garanzie per almeno 100 milioni di euro), che la Provincia oggi reclama.

Il contratto col Comune, invece, obbligava la Nubile a versare una cauzione definitiva di 8 milioni 800 mila euro (con polizza fideiussoria), un'altra di 1 milione per i lavori da effettuare prima dell'avvio della discarica; una terza polizza di 4 milioni contro eventuali danni ambientali. La fine dell'articolo 10 del contratto dice che "la Nubile srl, con nota del 13 luglio 2012, ha precisato gli impegni relativi alla polizza in favore della Provincia ai sensi del regolamento regionale n. 18 del 16 luglio 2012".

È anche questa mancanza di chiarezza che oggi permette a Screti di rispondere alla Provincia (il 23 novembre) in questo modo: «Il calcolo per la determinazione delle garanzie, così come da regolamento regionale, è da riferirsi esclusivamente ai lotti 1 e 2 della discarica (poiché i lotti 3 e 4 sono già esauriti) gestiti dalla nostra azienda. La scrivente ha inoltre un contratto di concessione per la gestione della discarica, e non per la post-gestione, né per la sistemazione finale». Alla luce di queste precisazioni, Nubile attende dalla Regione il nuovo calcolo delle garanzie finanziarie che, grazie all'ottenimento della certificazione Uni En Iso 14001, dovranno essere ridotte del 40%, come prevede proprio il regolamento regionale. Screti conclude: «Restiamo in attesa della nuova Aia, senza la quale non si potrà richiedere l'emissione delle garanzie in oggetto».

IL TERZO INCOMODO. Dunque la Provincia reclama il rispetto dell'Aia regionale e minaccia la revoca dell'autorizzazione a sfruttare la discarica. La Nubile chiede lo sconto. Ma è davvero la Nubile a dover farsi carico di quelle garanzie? O piuttosto un terzo soggetto, la Daneco Impianti srl di Milano, che compare nel contratto sottoscritto col Comune e che ha permesso alla Nubile di aggiudicarsi l'appalto?

(continua)

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