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Processo parlamentarie, le difese: "Il falso sta per essere depenalizzato". Rinvio

Un estemporaneo accordo Pd - Sel, che può apparire del tutto anacronistico oggi in ambito nazionale, inizia a produrre i suoi effetti nelle aule giudiziarie brindisine: è stata infatti formalizzata la questione che potrebbe decretare la morte di un processo a carico di 30 scrutatori imputati

BRINDISI - Un estemporaneo accordo Pd – Sel, che può apparire del tutto anacronistico oggi in ambito nazionale, inizia a produrre i suoi effetti nelle aule giudiziarie brindisine: è stata infatti formalizzata la questione che potrebbe decretare la morte di un processo a carico di 30 scrutatori imputati di falsità in scrittura privata per aver manipolato, inserendo nomi di presunti votanti in realtà mai recatisi al seggio durante le primarie –parlamentarie del dicembre 2012,  consultazioni indette proprio del Partito democratico e di Sinistra ecologia e libertà. Il 9 ottobre il giudice monocratico Adriana Almiento si esprimerà sulle questioni preliminari sollevate dalle difese.
Prima fra tutti, introdotta dall’avvocato Carmelo Molfetta, quella che riguarda l’imputazione, reato che sta per sparire dal codice penale. 

Non appena il governo, che ha 18 mesi di tempo, varerà il relativo decreto attuativo, il reato contestato a 30 responsabili del seggio non sarà più tale. E non si potrà che chiudere la partita, a dibattimento, con una sentenza di non luogo a procedere. Il decreto legislativo, che riguarda però diversi aspetti del processo penale, è stato pubblicato sulla gazzetta ufficiale il 2 maggio scorso ed è in vigore dal 17 maggio. Attende che dal governo venga compiuto solo un altro piccolo passo.

Si parla di “depenalizzazione, messa alla prova, nuove regole per contumacia e irreperibili” una sorta di mini riforma del processo penale che prevede una serie di modifiche, ad esempio in materia di immigrazione clandestina, di droga. Scompare il reato di atti osceni in luogo pubblico e un bel po’ d’altre contestazioni per cui si finirà soltanto per dover pagare una sanzione amministrativa. Nell’articolo due, punto 3, lettera A c’è anche il salvagente per gli imputati brindisini nel processo “parlamentarie” nato da un’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Nicolangelo Ghizzardi e condotta dagli uomini della Digos di Brindisi.

Si legge che saranno abrogati: “i delitti di cui al libro secondo, titolo VII, capo III, limitatamente alle condotte relative a scritture private, ad esclusione delle fattispecie previste dall’articolo 491.E’ compreso l’articolo 485 del codice penale, la falsità in scrittura privata: ‘chiunque al fine di procurare a sé o ad altri un vantaggio, o di recare ad altri un danno, forma in tutto o in parte una scrittura privata falsa o altera una scrittura privata vera, è punito qualora ne faccia uso o lascia che altri ne facciano uso, con la reclusione da sei mesi a sei anni”.

Proprio il reato contestato ai 30 imputati il cui collegio difensivo è composto anche dagli avvocati Raffaele Missere, Giancarlo Camassa, Davide Di Giuseppe, Francesca Riccio.

Franco ColizziLa proposta che ha condotto poi all’approvazione del decreto legislativo è firmata da 39 parlamentari del Pd, uno di Sel e un altro del Nuovo Centrodestra. Inutile dispendio di energie e danaro, secondo le difese, sarebbe fare iniziare un processo che molto probabilmente non vedrà la fine. Il 9 ottobre deciderà il giudice anche su altre questioni preliminari su presunti difetti di querela e errori nella qualificazione giuridica dell’accusa.

Nota di rilievo: il denunciante, il candidato (alle parlamentarie) di Sel, Francesco Colizzi, non era in aula e non c’era neppure il suo legale. Non ha inteso, quindi, costituirsi parte civile e quindi nessuno ha ribattuto ai rilievi degli avvocati degli imputati. Una scelta rinunciataria dovuta probabilmente alla mossa normativa che è ben più che un presagio. Il reato di falso - verosimilmente -  non esisterà più, il processo sarà cancellato. Non c’è modo, ormai, di tornare indietro. 

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