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Bruno: "Brindisi è a un bivio"

BRINDISI – Domenico Mennitti, provato nel fisico, non potrà continuare la sua seconda legislatura alla guida del Comune di Brindisi. Il giorno del commiato è molto vicino, e la riapparizione di sabato sera per l’inaugurazione del parco urbano realizzato tra i quartieri Commenda e Bozzano, intitolato alla memoria di uno dei primi ambientalisti della città, il dottor Tonino Di Giulio, è un atto simbolico.

BRINDISI - Domenico Mennitti, provato nel fisico, non potrà continuare la sua seconda legislatura alla guida del Comune di Brindisi. Il giorno del commiato è molto vicino, e la riapparizione di sabato sera per l'inaugurazione del parco urbano realizzato tra i quartieri Commenda e Bozzano, intitolato alla memoria di uno dei primi ambientalisti della città, il dottor Tonino Di Giulio, è un atto simbolico.

Intorno, è tutto pronto per la spallata decisiva che dovrebbe riportare Brindisi, secondo le intenzioni di alcuni, alle condizioni di un territorio privo di autonomia dove tutto è possibile, per piccole bande locali e grandi gruppi internazionali. Chi invece è pronto a battersi perché ciò non avvenga, si chiede intanto se i cittadini hanno capito l'importanza del momento.

Ma controllando le armi a disposizione, nella convinzione che non bastano le idee per fermare azioni e progetti che contrastano con ciò che Brindisi oggi chiede, si scopre che occorre un argine non aggirabile come la vecchia linea Maginot, un atto di intenti che raccolta la necessità di resistere, e consenta di ripartire. Non bastano le idee, non bastano i no al rigassificatore votati dalle assemblee elettive. Occorre un programma.

Il problema che sta di fronte oggi a quella parte della politica che non intende confondersi con i comitati di affari non è cercare una tregua tra centrodestra e centrosinistra, ma fare una scelta unitaria su questo punto che è necessario a tutti, e in primo luogo alla città. Quale sia il punto, è ormai chiaro: Brindisi rischia di essere sommersa da analisi dei problemi della sicurezza portuale e da progetti nella stessa area del porto che esulano da una valutazione ambientale strategica (che certamente rileverebbe il rischio industriale e l'effetto domino) e da ogni attenzione alle esigenze urbanistiche della città; Brindisi è incalzata dal pressing di operazioni come quella di British Gas che condannerebbe a morte ogni possibilità di sviluppo del porto; nell'incertezza dei riassetti necessari, alcuni cercano di giocare d'anticipo (Palaeventi).

L'assessore comunale all'Urbanistica, l'architetto Tonino Bruno, una lunghissima militanza socialista, l'esperienza di assessore regionale, è uno dei pochi uomini della politica brindisina che conosce molto bene i primi capitoli, quelli degli anni Sessanta e Settanta, ed ora assiste alla scrittura dei nuovi. E' stato lui a dire, pochi giorni fa, che la prossima campagna elettorale, ed il cammino che la precederà, non sarà segnato da uno scontro tra centrodestra e centrosinistra, ma tra due idee diverse e contrapposte sul futuro della città (e del territorio provinciale).

Per Tonino Bruno non ci sono dubbi: il patto tra tutti coloro che vogliono portare Brindisi verso un nuovo tipo di sviluppo va sottoscritto attorno all'unico strumento che oggi può stabilire il riferimento da contrapporre a chiunque voglia attribuirsi, senza averlo, il diritto di decidere per i brindisini: il Documento programmatico preliminare al nuovo Piano urbanistico generale. Quella analisi della situazione della città che indica una serie di risposte e di condizioni, dal no al rigassificatore, allo spostamento fuori dal porto del traffico combustibili, al rilancio commerciale dello scalo marittimo, alle bonifiche, alla sicurezza e al diritto alla salute.

E' così, assessore Bruno? Il Documento programmatico preliminare può essere il manifesto di chi vuole riprendere il pieno controllo del futuro della città?

"Per la prima volta ci sono conoscenze a disposizione, dati concreti per comprendere cosa si può fare per risolvere i problemi, salvaguardando il territorio da quelle aggressioni continue di interessi particolari e privatistici. Su questo le forze politiche dovrebbero dare un segnale nuovo".

Ma potrebbero esserci letture diverse dell'emergenza, e idee diverse per le soluzioni.

"Ciò è perfettamente normale e legittimo. Ma la prova che deve dare la politica oggi è quella della comprensione della estrema delicatezza del momento, che vede la città ad un bivio decisivo. Su questa base si può decidere di adottare in consiglio comunale il Documento programmatico preliminare, e spostare il confronto per integrarlo, migliorarlo, alla successiva fase dell'approvazione. Del resto si tratta di un atto che accoglie le tre scelte chiave indicate dalla nuova normativa regionale e dall'assessore Angela Barbanente: sostenibilità economica, ambientale e sociale di ogni progetto, Questo vale per quelli degli enti locali, ma anche per quelli privati, come quelli industriali, e per quelli di enti come le Autorità portuali. Inclusi gli orientamenti dei pareri relativi".

L'urbanistica può fare tutto questo?

"L'urbanistica non può sciogliere i nodi dello sviluppo, ma può indicare come organizzare il territorio, i servizi, le attività economiche. Noi sappiamo che dobbiamo attirare capitali, persone, flussi turistici e utilizzare anche per Brindisi, e non solo per il Salento, la nostra potente dotazione di infrastrutture aeroportuali, portuali e terrestri. Il caso Ryanair è emblematico della coincidenza positiva tra interessi imprenditoriali privati e interessi del territorio, ma noi utilizziamo solo in minima parte questa occasione; facciamo solo da punto di passaggio di flussi turistici verso la provincia di Lecce. Quindi sappiamo che bisogna fare i conti con questo problema, come è evidente a tutti che se organizzassimo il porto con servizi efficienti a costi competitivi il fatturato delle merci e dei passeggeri ne trarrebbe occasioni di crescita".

Lo riconoscono tutti, ma poi, nella pratica quotidiana, le cose vanno diversamente.

"Infatti. Per fare crescere Brindisi nel pieno rispetto del diritto alla salute e alla sicurezza, migliorando la qualità della vita dei cittadini, aumentando le occasioni di sviluppo e lavoro, bisogna compiere questi passi. Lo diciamo nel Documento programmatico preliminare. Ma può anche esserci qualcuno che ritiene sia più giusto fare tre rigassificatori e altre due centrali a carbone, e mettere tutto il resto in secondo piano. Se si vuole altro, però bisogna dirlo. Altrimenti bisogna battersi per eliminare i vincoli e andare verso un futuro diverso, senza progetti industriali calati dall'alto, senza decisioni prese da consigli di amministrazioni a tremila chilometri di distanza, ma basato su scelte fatte qui, a Brindisi. Siamo al punto che un gruppo come British Gas può attribuirsi il potere di condizionare con la sue gasiere i tempi di attesa per le altre navi e attività portuali. Se ciò accadesse, sarebbe la fine".

Torniamo al discorso della città al bivio, allora. Si riuscirà a fare questa seduta del consiglio comunale prima del punto critico?

"L'urbanistica ha tre punti di riferimento. I diritti: qualità della vita, lavoro, cultura, salute, sicurezza. Gli interessi, poi i patrimoni di valori: quanto vale la politica, quanto vale la società, quanto valgono gli interessi di parte. Ecco perché la battaglia non può più risolversi solo tra ambientalisti e industrialisti. La società deve uscire allo scoperto, non può più lasciare tutte le decisioni nelle mani di 40 consiglieri comunali. Alla fine il percorso non lo decide l'urbanistica, che può solo indicarlo. Io sto con chi vuole essere protagonista del rilancio della città".

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