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Cassa integrazione Dcm: approvato ordine del giorno di D'Attis e Aresta

Passa Il documento che impegna il governo a valutare la possibilità di prorogare gli ammortizzatori sociali, nonostante il parere contrario espresso dal sottosegretario Anna Macina, che rappresentava l'esecutivo

BRINDISI - Nonostante il parere contrario del governo, la Camera dei deputati, con 207 voti favorevoli e 191 contrari, ha approvato l’ordine del giorno proposto congiuntamente da Mauro D’Attis (Forza Italia) e Luca Aresta (Movimento 5 stelle) che impegna l’esecutivo a valutare la possibilità di prorogare la cassa integrazione per i 74 dipendenti della ditta Dcm (ex Gse) la cui cassa integrazione scadrà nel mese di aprile 2021.

“Assurdo – rimarca D’Attis in una nota - che la sottosegretaria Anna Macina, che rappresentava il governo in Aula, abbia dato parere contrario proponendo di accettarla solo come ‘raccomandazione’. Con il collega Aresta abbiamo preteso l’impegno del Governo e quindi abbiamo chiesto di procedere al voto”. Hanno votato a favore i gruppi di Forza Italia, 5 Stelle, Lega, Fratelli d’Italia e alcune componenti del gruppo Misto. Contrari PD, Leu e Italia Viva (oltre alla sottosegretaria Macina). Ora c’è l’impegno a valutare l’opportunità di proroga. Giovedì mattina question time in commissione al Ministro del Lavoro e poi emendamento in legge di bilancio. 

“Il trattamento salariale straordinario, come si ricorderà, percepito dai dipendenti da febbraio 2020 – si legge in un comunicato congiunto di D’Attis e Aresta - scadrà il prossimo 26 aprile e per il territorio di Brindisi potrebbe tradursi in una crisi sociale di notevole impatto. Per questo ci siamo battuti e ci stiamo battendo per la proroga degli ammortizzatori di un altro anno. Ma il percorso che abbiamo deciso di intraprendere a tutela di questi lavoratori non si conclude oggi: giovedì mattina, infatti, è già in programma un question time al Ministro del Lavoro in Commissione. E non solo: presenteremo anche un emendamento alla legge di Bilancio per sostenere la proroga annuale”. 

“Tutto quello che abbiamo annunciato, insomma, per restituire la serenità dovuta a 74 persone e alle loro famiglie. Tuttavia, il voto di oggi ha un sapore “agrodolce”: ci dispiace essere stati costretti a richiedere il voto sul testo perché il governo, nella persona del sottosegretario alla Giustizia Anna Macina, aveva espresso parere contrario. Per fortuna, la maggioranza dei colleghi, invece, ha inteso dare un segnale di attenzione alla vertenza occupazionale”.

L'intervento di Anna Macina, sottosegretaria alla Giustizia 

“La situazione della Dcm di Brindisi meriterebbe maggior serietà. Stamani in Aula alla Camera è stato approvato un ordine del giorno (che il governo aveva accolto come raccomandazione) che purtroppo risulta, nella migliore delle ipotesi, inefficace. Qualcuno sta provando a venderlo come strumento risolutivo, un atteggiamento irrispettoso nei confronti dei lavoratori stessi”. Afferma Macina. 

“Non è il governo – continua -  a ‘prorogare la cassa integrazione’ che necessita di apposita istanza del datore di lavoro. È come impegnarsi a far diventare nera la luna. Ancora: l’ordine del giorno impegna l’esecutivo a vincolare fondi per la proroga della cassa integrazione dei lavoratori Dcm. Fondi che non hanno bisogno di essere impegnati perché già ci sono".

"Evidentemente si ignora l’iter amministrativo applicabile a questa vicenda. Dovrebbe essere noto, infatti, che i presupposti di una eventuale proroga sono la presentazione di una richiesta da parte dell’azienda e la definizione del piano industriale. Al momento entrambi in fase di istruttoria. Ecco perché l’ordine del giorno rischia di essere una inutile perdita di tempo".

"Con buona pace di chi vorrebbe trasformare la vicenda in una questione personale, dimenticando i lavoratori, il governo è impegnato seriamente per risolvere questa crisi aziendale. Sto portando avanti, da tempo e anche in queste ore, un’interlocuzione con il Ministero del Lavoro e con il Ministero dello Sviluppo Economico. Serve una soluzione che passi anche attraverso altre forme di cassa integrazione. E vigilerò affinché venga presto convocato il tavolo al Mise, unica sede in cui poter trovare una risposta per quei 77 lavoratori".

"Ho incontrato i lavoratori Dcm tempo fa e ho garantito loro tutto il mio sostegno. Spiace polemizzare ma è bene che si capisca che vendere fumo con ordini del giorno inappropriati non aiuta quei lavoratori che hanno invece tutto il diritto ad essere ascoltati e tutelati e non usati per piantare bandierine. La politica è altro”.

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