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Carovigno, Mele non si eclissa: resiste e resta nella coalizione col Pd

La coalizione comunicata via mail dalla posta dell’ex sindaco, con la presentazione del giovane commercialista Massimo Lanzilotti che avrà il sostegno del Partito democratico e delle civiche

CAROVIGNO – Un passo indietro Mimmo Mele l’ha fatto, ma non troppo. Non tanto da eclissarsi dalla scena politica, quanto basta per rispedire al mittente, al Pd e ai “bacchettoni”, le polemiche imbastite con il filo della morale in uno con quello dell’etica. Perché se è vero che non sarà più candidato sindaco a Carovigno per quella macchia che per Michele Emiliano e Pino Romano è indelebile a dispetto del diritto all’oblio, è altrettanto vero che l’impegno, il suo personale, ci sarà tutto a sostegno del giovane Massimo Lanzilotti, commercialista, nome che piace al Partito democratico e alle civiche che avevano dato fiducia a Mele.

Il candidato sindaco Massimo Lanzilotti-2Il retroscena. Cambiando l’ordine dei fattori, insomma, il risultato non dovrebbe cambiare nella competizione elettorale a Carovigno, dove il protagonista indiscusso resta sempre e solo lui. Altroché non è più il tempo di Mele, battuta scontata che pure qualcuno ripete con il sorriso abbozzato in viso. Resiste eccome il primo cittadino dimissionario ed è pronto a dare dimostrazione del suo peso, di quanto piaccia a chi andrà a votare, di quanto sia presente sul territorio e di quanto sia labile il confine tra le quinte, dietro le quali qualcuno avrebbe voluto e vorrebbe vederlo, e il palcoscenico vero.

La prova? L’indirizzo mail dal quale è partito il comunicato stampa destinato alle redazioni per la presentazione ufficiale della coalizione che sostiene la candidatura di Lanzilotti, 34 anni, laureato nel 2004 in Economia Aziendale con specializzazione in Finanza Aziendale, alla Bocconi di Milano, revisore contabile, esperto in analisi bancarie, alla guida dello studio di consulenza LmLab. Agli attenti osservatori, infatti, non è certa la sfuggita la provenienza del messaggio: segreteria di Mimmo Mele. Come a dire, mica mollo la presa. Sono qui e rimango. Del resto che rimanesse attivo, c’era da aspettarselo: sintomatico, in questa direzione, il contenuto delle primissime dichiarazioni del nuovo candidato sindaco, dalle quali è emersa l’investitura con la benedizione di Mele.

“Ringrazio il sindaco uscente  per aver riposto totale fiducia nei miei confronti”, si legge nella nota dello scorso fine settimana firmata da Lanzilotti, che nel 2013 si candidò consigliere comunale col Movimento Schittulli. “Per l´ennesima volta Mimmo (Mele, ndr) si è dimostrato un uomo di grande spessore umano e politico, un uomo maturo, aperto e consapevole che ha messo al primo posto il bene di Carovigno, scegliendo di fare un passo tanto importante”. 

Sarebbe stato opportuno – forse – che la presentazione dei suoi sostenitori arrivasse dalla segreteria del nuovissimo candidato. E invece no. Resta il “vecchio”, nonostante la staffetta con il passaggio di testimone avvenuto davanti al Pd, il partito di Emiliano, ex pm, ex sindaco di Bari, il quale una volta appreso del possibile ritorno di Mele al Comune ha sgranato gli occhi ed è corso ai ripari punzecchiando il capogruppo uscente al Consiglio regionale, Pino Romano, di San Pietro Vernotico, ricandidato.

Mimmo MeleIl caso. Eppure di Mele come candidato sindaco con il placet del Pd sapevano nel Brindisino, dal momento che c’era stato il via libera non solo della segreteria cittadina guidata da Marzia Bagnulo, avvocato, assessore comunale uscente al Turismo, ricandidata (anche ora con Lanzilotti) ma della direzione provinciale. Sapevano il senatore Salvatore Tomaselli così come il consigliere regionale Giovanni Epifani, entrambi invitati alla riunione in chiave elettorale. Ma la questione morale che non ammette eccezioni, errori di natura personale, e che resta sorda anche agli inviti ad aspettare che la giustizia faccia il suo corso, essendoci nel caso di Mele un processo in corso, premeva.

Lui, l’imputato, che credeva di ritornare al Comune con il sostegno del Pd in aggiunta alle civiche, non se l’è tenuta: “Quanto alle dichiarazioni dei moralizzatori e del capogruppo del Pd in Regione, Pino Romano, dico che di certo non accettiamo la morale da chi, in associazione con altri personaggi, tutti salvati dalla prescrizione – secondo intercettazioni del Nas –  compivano azioni “al fine di commettere delitti di turbativa d’asta, abusi d’ufficio, falsi in atto pubblico, corruzione e rivelazione di segreto di ufficio” nelle vicende che ruotano intorno agli appalti della Asl Brindisi”.

La coalizione. Acqua passata, insomma. Per tutti, ma non per il Pd che messo alle strette altro non ha potuto fare se non rompere con Mele candidato sindaco. Ma non con Mele uomo. “Ha fatto la sua scelta e la rispettiamo”, dice Corrado Tarantino, consigliere uscente e ricandidato del Pd. Ma in che rapporti siete rimasti? “Ottimi”, risponde. “Ma ora basta con le polemiche. Lo scenario che si è presentato è nuovo: abbiamo il dovere di non far tornare Carovigno pericolosamente indietro, è il tempo di una bella prova di speranza”.

Corrado TarantinoIl Pd, quindi, è della partita esattamente come prima. C’è il “Movimento un’Altra Storia” e ci sono diverse liste civiche e rappresentanti della società carovignese. “Il percorso, avviato nei primi giorni della scorsa settimana, si è concluso quando i rappresenti si sono ritrovati intorno ad un tavolo e hanno condiviso i pilastri per la definizione di un programma e di una idea comune di città”, si legge nella nota spedita dalla segreteria di Mimmo Mele. Quali sono? “Trasparenza amministrativa, partecipazione popolare e apertura ai cittadini nei processi decisionali; sviluppo eco-sostenibile e valorizzazione delle bellezze paesaggistiche, storiche e culturali di Carovigno. L’idea di una comunità aperta e solidale, accogliente, è alla base del nuovo progetto politico e amministrativo”.

“Massimo Lanzilotti è un giovane professionista carovignese, capace di aggregare tutte le forze positive della città, giusta sintesi tra competenza e rinnovamento. Tale proposta è aperta a quanti, singoli o rappresentanti di movimenti e associazioni della città, intendano contribuire a quella che si prospetta come una vera rivoluzione per la nostra comunità”. Ps: anche Mele c’è, evidentemente.

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