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Cassano, l'appoggio a Renzi e le scomuniche di chi considera la sinistra cosa propria

E’ apparsa sul “Corriere del Mezzogiorno” a firma di Maddalena Tulanti una lunga intervista a Franco Cassano che motiva il suo “si” alla fiducia al governo Renzi e la sua approvazione dell’ Italicum. La tesi di fondo di Cassano è questa: viviamo in un mondo globalizzato in cui la velocità di decisione del mondo finanziario e di tutte le organizzazioni che intervengono sulla vita del pianeta richiede a livello statale una democrazia decidente che sappia tenere il passo della velocità del competitor/avversario

E’ apparsa sul “Corriere del Mezzogiorno” a firma di Maddalena Tulanti una lunga intervista a Franco Cassano che motiva il suo “si” alla fiducia al governo Renzi e la sua approvazione dell’ Italicum. La tesi di fondo di Cassano è questa: viviamo in un mondo globalizzato in cui la velocità di decisione del mondo finanziario e di tutte le organizzazioni che intervengono sulla vita del pianeta richiede a livello statale una democrazia decidente che sappia tenere il passo della velocità del competitor/avversario. La scissione fra democrazia e capitalismo può essere sanata/ricucita da una democrazia che non si fa mettere nell’angolo. Questo vale soprattutto per gli Stati.

Questa tesi suggestiva e affascinante può essere ovviamente contrastata. Io la condivido. Tuttavia su Facebook, per iniziativa dell’ex assessore alla sanità regionale, Tommaso Fiore, antico gauchiste pugliese, Franco Cassano viene contestato perché avrebbe disprezzato la sinistra (ovviamente la sinistra sono “loro”!) e in qualche modo si insiste sull’idea che a partire dal libro recente dello stesso Cassano  l’autore del “pensiero meridiano” sia passato armi e bagagli con Renzi per chissà quali immondi motivi. E’ un dibattito squallidissimo su cui altre volte ho richiamato l’attenzione.

Su questo brutto dibattito, però, voglio sollevare alcune questioni. La prima è la seguente. La sinistra non è di proprietà di nessuno. Non lo era neppure del Partito comunista negli anni d’oro. Figuriamo se oggi è di proprietà di Sel o della sinistra Pd o di altri ancora. La sinistra è  molti fiumi. Ciascuno dei quali ormai tende ad andare verso zone di mare opposte e se si risale il corso si scopre che i fiumi non partono dalla stesso ghiacciaio scongelato.

Oggi chiamiamo sinistra cose molto diverse. Non è la prima volta. Accadde agli albori del movimento operaio. Accadde dopo la rivoluzione russa. Eviterei lo spettacolo, allora tragico oggi ridicolo, di chi pensa di detenere le pergamene della sinistra che consentono loro di scomunicare gli altri. Del resto questa sinistra che decide chi è di sinistra non vince mai, non ha leader da invidiare, è in qualche caso cosa generosa in altri casi è presuntuosa. Conviene quindi tenere il dibattito sul merito, evitando il vittimismo dei gauchisti che si sentono abbandonati, criticati, unici depositari della verità proprio mentre aggrediscono ideologicamente chi non la pensa come loro.

Il merito che solleva Cassano è la chiave di lettura della nostra epoca. Come contrastare o competere con la velocità di mondi finanziari  in grado di correre velocissimamente, senza spostarsi mai, da una parte all’altra del pianeta? C’è la strada del comunismo cinese, cioè uno stato che si dice comunista, che reprime le libertà e assume le regole e i metodi dell’ avversario ( ma è l’avversario?), ci sono le rivoluzione moderne che sono etniche e religiose, c’è l’idea di dare alle democrazie occidentali strumenti di decisione rapidi al servizio di obiettivi definiti. Questi obiettivi da definire sono il campo di gioco in cui si capisce chi è per il progresso e chi è di sinistra. Il resto sono , come si dice a Bari, “chiacchiere vacanti”.  

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