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Comune al verde, ma tanti crediti

BRINDISI - Il Comune di Brindisi è stato ad un passo dal rischio default e ancora oggi è in piena emergenza, visto che vanta 60 milioni di crediti e negli ultimi due mesi sono stati fatti i salti mortali per poter garantire il pagamento degli stipendi ai dipendenti. È questo il succo della conferenza stampa tenuta stamane dal sindaco Mimmo Consales in vista della conferma degli eletti al Consiglio Comunale (giovedì) e della prima seduta dell’assise (il 23 luglio). I numeri elencati dal primo cittadino sono davvero preoccupanti: «A cominciare dal nuovo taglio di 4 milioni di euro comunicato il 14 maggio dal ministero dell’Interno. Il bilancio di previsione era già lacrime e sangue, con 6 milioni di euro di tagli alle risorse statali rispetto allo scorso anno e moltissimi capitoli di bilancio a quota zero».

BRINDISI - Il Comune di Brindisi è stato ad un passo dal rischio default e ancora oggi è in piena emergenza, visto che vanta 60 milioni di crediti e negli ultimi due mesi sono stati fatti i salti mortali per poter garantire il pagamento degli stipendi ai dipendenti. È questo il succo della conferenza stampa tenuta stamane dal sindaco Mimmo Consales in vista della conferma degli eletti al Consiglio Comunale (giovedì) e della prima seduta dell'assise (il 23 luglio). I numeri elencati dal primo cittadino sono davvero preoccupanti: «A cominciare dal nuovo taglio di 4 milioni di euro comunicato il 14 maggio dal ministero dell'Interno. Il bilancio di previsione era già lacrime e sangue, con 6 milioni di euro di tagli alle risorse statali rispetto allo scorso anno e moltissimi capitoli di bilancio a quota zero».

Vuol dire che non ci sono fondi per le manutenzioni. Che a fatica sono stati assicurati i soldi per la Fondazione Nuovo Teatro Verdi e per l'Università. Che l'Estate Brindisina non avrà grandi nomi e grandi eventi, «ma tante iniziative utili in termini di crescita culturale». Insomma siamo sul lastrico, ma nonostante ciò, Consales ricorda che «non è stata e non sarà aumentata l'aliquota Imu, e con l'incasso delle imposte locali saranno garantiti gli stipendi». Però i problemi di liquidità restano: «Dei 60 milioni di euro vantati dal Comune, 10 derivano dalla gestione della discarica: i comuni e i privati che conferiscono i rifiuti sono indietro con i pagamenti. Finora nessuno ha mosso un dito. Nei giorni scorsi sono partite le lettere di sollecito».

Altri 11 milioni e 700 mila euro l'Amministrazione li avanza dallo Iacp: ben 8 di questi derivano da una sentenza passata in giudicato da molto tempo (ed anche in questo caso nessuno si è preoccupato di recuperare quei soldi). «Poi magari se un cittadino non ha pagato 100 euro di Tarsu gli arrivano le ganasce fiscali oppure se è un'azienda non le viene rilasciato il Durc e magari fallisce», ha commentato Consales, continuando a sciorinare l'elenco dei crediti: «Non abbiamo riscosso fitti per abitazioni e locali commerciali per 5 milioni e 700 mila euro. E anche in questo caso nessuna azione legale».

Poi c'è il capitolo Tarsu: i cittadini hanno pagato la prima rata il 15 giugno, ma a quanto pare c'è una evasione conclamata che ammonta a 21 milioni di euro. Mancano all'appello anche 4 milioni 370 mila euro di somme non versate di Ici; mentre chi ha realizzato impianti fotovoltaici deve versare un milione 700 mila euro. Insomma, le casse del Comune sono a secco, e capita invece che alcuni mutui sottoscritti con la Cassa depositi e prestiti non siano ancora stati utilizzati (ma se ne pagano già le rate).

«Tutto ciò - ha concluso Consales - giustifica una serie di provvedimenti che riguardano la macchina burocratica e che non possono essere differiti. Abbiamo voci di spesa irrazionali. I servizi sociali funzionano ma potrebbero funzionare molto meglio. Ho nominato un nuovo dirigente. Altri spostamenti dirigenziali arriveranno a breve». Intanto sono state trasferiti ad altre mansioni alcuni dipendenti delle ripartizioni Lavori pubblici e dell'Urbanistica, e perfino una unità dell'Ufficio di Gabinetto. I sindacati non hanno battuto ciglio: «Anche loro hanno compreso che il momento è difficilissimo». Sono in corso controlli sulle gare d'appalto e sull'attività delle società partecipate, in particolar modo della Multiservizi, che è arrivata ad avere 177 dipendenti («e se mi chiedete cosa fanno, stiamo cercando di capirlo», ha detto il sindaco).

Consales si appropria del termine ormai diventato di moda, quello di spending review: «Stiamo contattando tutte le società che svolgono controlli di gestione delle spese, perché penso che si possa risparmiare tanto, evitando sprechi e utilizzando meglio il denaro che impieghiamo per il mantenimento delle società partecipate». Il primo cittadino ha il volto teso e l'aria molto preoccupata: «Questa è la città che consegno al Consiglio comunale, nella speranza che ci sia uno sforzo comune per risollevarla». E quanto al ritardo con cui si sta giungendo alla conferma degli eletti, Consales non ha avuto timori referenziali: «Non si tiene una città due mesi senza Consiglio per fare dei conteggi».

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