Politica Ceglie Messapica

Ceglie: Forza Italia divisa fra due candidati. Ciracì tuona contro i “francavillesi”

"Comprendo il sogno dei tre francavillesi di avere un sindaco pupazzo, ma purtroppo noi cegliesi siamo ossi duri, abituati a scegliere con la loro testa". Le dichiarazioni rilasciate dal deputato Nicola Ciracì a BrindisiReport confermano, se mai ce ne fosse bisogno, come lo scontro fra le due anime di Forza Italia, quella berlusconiana e quella fittiana, abbia raggiunto l'acme a Ceglie Messapica

CEGLIE MESSAPICA – “Comprendo il sogno dei tre francavillesi di avere un sindaco pupazzo, ma purtroppo noi cegliesi siamo ossi duri, abituati a scegliere con la loro testa”. Le dichiarazioni rilasciate dal deputato Nicola Ciracì a BrindisiReport confermano, se mai ce ne fosse bisogno, come lo scontro fra le due anime di Forza Italia, quella berlusconiana e quella fittiana, abbia raggiunto l’acme a Ceglie Messapica, dove si sta facendo incandescente la campagna elettorale in vista delle prossime amministrative.

Da un lato ci sono il commissario regionale, Luigi Vitali, e il commissario provinciale, il senatore Pietro Iurlaro, che hanno riabbracciato Ncd di Luigi VitaliMassimo Ferrarese (lo stesso Ferrarese, Vitali e Iurlaro sono appunto i "tre francavillesi" di cui prima) appoggiando la candidatura del sindaco uscente Luigi Caroli. Dall’altro c’è il deputato (fittiano) Nicola Ciracì, che sponsorizza la candidatura di Angelo Maria Perrino.

Pietro Iurlaro, con una nota diramata ieri (16 marzo) aveva ufficializzato il sostegno di Forza Italia a Luigi Caroli. “Per la prima volta dopo diverso tempo, quindi – afferma Iurlaro - Forza Italia e Nuovo centrodestra hanno trovato, in provincia di Brindisi, una condivisone di idee, programmi e risorse umane che ricuce strappi personali durati fin troppo a lungo”. L’alleanza Forza Italia – Ncd implica un riavvicinamento fra Caroli e l’avvocato Cesare Epifani (probabile capolista degli azzurri), sollevato dall’incarico di vicesindaco nel 2013, per volere dello stesso Caroli (nella foto a destra, Luigi Vitali). 

E a detta di Ciracì, “il sindaco Caroli ha veramente stomaco a salire sul palco con tutte  quelle persone, Epifani in primis, che lo hanno riempito di insulti tutti documentabili sulla stampa e su Facebook. Comprendo che pur di restare attaccati alla poltrona si fa qualsiasi cosa, ma questo festival dell’incorerenza è troppo. Noi questa campagna elettorale la faremo con il sorriso”.  “I parlamentari, i Pietro Iurlaroconsiglieri comunali, il club  e la base di Forza Italia, cioè  tutta  Forza Italia di Ceglie – dichiara Ciracì - hanno già da gennaio scelto di sostenere con chiarezza Angelo Perrino a sindaco. E su questa candidatura civica, oltre all’associazione 72013 e al Laboratorio Perrino, ci sono tutti i consiglieri comunali del centrodestra”. 

Ciracì denuncia, senza mezzi termini,  ingerenze dei “francavillesi” nella politica cegliese. “Chiaramente – afferma il parlamentare – del caffé al bar che hanno preso i tre francavillesi, tutti noi ce ne freghiamo altamente, perché Ceglie è autonoma. Non è più in vendita. Se qualcuno pensa che le sorti di Ceglie si decidono a viale Lilla (una delle strade principali di Francavilla Fontana, ndr) il mio compito comunque è quello difendere la mia città dalla svendita che qualcuno potrebbe fare”. (Nella foto a sinistra, Pietro Iurlaro) 

“Per me – prosegue Ciracì - è una gioia che adesso vanno tutti insieme nel festival dell’incoerenza. Sarà più facile fare strike e liberare la città da personaggi in cerca d’autore, che peraltro hanno trovato pure autori scarsi”. 

Ciracì rimarca come la coalizione di Perrino sia composta da “giovani, donne, persone competenti, serie e pulite”. “Abbiamo l’allergia – afferma Ciracì - verso i ribaltonisti e verso tutti coloro i quali cambiano partito e idea ogni giorno, come se fossero calzini. La nostra felicità è avere già un programma innovativo, redatto dal nostro candidato sindaco Perrino; è avere il consenso dei giovani cegliesi e un grande sentimento positivo che li unisce: quello di cambiare musica”. 

Uno dei fronti che vede impegnati Perrino e Ciracì è la promozione del biscotto cegliese anche al Vinitaly, “dopo averlo fatto alla Bit – afferma il deputato - e alla borsa del turismo di Berlino”. “Peraltro in questa occasione - spiega Ciracì - il direttore Perrino (direttore del giornale online “Affaritaliani.it”, di cui è stato fondatore nel 1996, ndr) riceverà un premio per la sua opera di valorizzazione del Salento”. “E secondo lei - afferma Ciracì, rivolgendosi a chi lo intervista - di fronte a tutte queste cose belle e positive che stiamo facendo, qualcuno si può preoccupare di chi non riesce a farsi eleggere consigliere comunale nemmeno nella sua città?”.

Con Vitali è scontro aperto. “Ogni giorno – prosegue Ciracì – ci toglieremo la piccola soddisfazione di pubblicare una chicca di questi personaggi che dimostri, se mai ce ne fosse bisogno, quanto sono incoerenti”. A tal proposito, Ciracì ha già tirato fuori, quest’oggi, la prima "chicca". Si tratta di un vecchio comunicato con cui Vitali annunciava di aver espulso dal Pdl alcune persone, fra cui Luigi Caroli, che oggi si ritrova al suo fianco.

E dunque Ciracì preannuncia “l’impegno di sottoscrivere un codice di comportamento etico per la campagna elettorale con gli altri due candidati, Pietro Mita e Dario Chirulli (sulla cui candidatura a sindaco ci soffermeremo più avanti, ndr), per evitare ribaltoni domani e per fare una campagna elettorale senza manifesti selvaggi, senza spreco di risorse e con l’impegno di denunciare anche il voto di scambio, se ci fosse. Perché temo che qualcuno voglia usare il disagio sociale per estorcere voti”

“La prima cosa che faremo – assicura Ciracì - è controllare quante persone che hanno avuto rapporti con il Comune, imprenditori e parenti o assunti con contratto interinale verranno candidati. Perché se verificheremo che sono stati usati strumenti e risorse del Comune per fini clientelari, non ci sottrarremo a denunciarlo a chi di competenza. La nostra deve essere una campagna e, pulita e basata sui programmi”. Quanto alla spaccatura di Forza Italia, Ciracì rivendica di essere iscritto a Forza Italia da prima di Vitali e di chiunque altro. “Forza Italia è casa nostra - conclude il parlamentare - su questo non c’è ombra di dubbio”. 

Angelo Maria Perrino, contattato da BrindisiReport, preferisce non entrare nel merito di quelle che lui definisce “beghe di vecchia politica fra persone che come direbbe il mio vecchio amico Grillo sono salme che parlano di tombe”. “E invece Ceglie – afferma Perrino - non può attendere.  Bisogna concentrarsi sul programma e costituire una giunta di grande valore tecnico - professionale, per approvare immediatamente il piano regolatore che aspetta da decenni, e per abbassare le tasse comunali, che stanno uccidendo Angelo Maria Perrinomolte attività e imprese artigiane e commerciali”. 

“Bisogna valorizzare – prosegue Perrino - il terzo settore, le Ong e le parrocchie assegnando loro appalti che erogheranno i servizi, daranno lavoro e valorizzeranno l’antica caratteristica di Ceglie, che è la solidarietà fra cittadini. Tutto il resto è vecchia politica. E la politica di questi tempi non ha più nulla da dire. Noi  - conclude Perrino - non vogliamo essere i terminali di cose decise a Roma o ad Arcore. Vogliamo che i cegliesi siano cittadini e non sudditi. Vogliamo che i diritti dei cegliesi vengano fatti valere e con loro anche i doveri”. (Nella foto a destra, Angelo Maria Perrino)

A proposito di beghe politiche, in giornata anche nella coalizione di centrosinistra si è aperta una crepa non indifferente. Il medico Dario Chirulli (nella foto in basso a sinistra), battuto da Pietro Mita alle primarie, ha annunciato attraverso un comunicato pubblicato sul suo profilo Facebook che correrà da solo al ruolo di primo cittadino, a capo di una lista autonoma. Alla base della sua scelta vi è il mancato appoggio del centrosinistra a Tommaso Gioia, candidato al consiglio regionale. Chirulli spiega le ragioni del suo gesto in una dettagliata nota, che si riporta di seguito. 

"Comunico oggi ufficialmente la volontà di presentarmi alle prossime consultazioni elettorali di maggio in qualità di candidato sindaco, essendo a Dario Chirulli-2capo della lista civica Dario Chirulli. La decisione è maturata a seguito di lunghe riflessioni e alla luce degli ultimi avvenimenti accaduti nell’ambito della locale sezione PD. Come è noto il 30 novembre 2014 il candidato di Sinistra del PD Pierino Mita vinse le Primarie battendomi di una manciata di voti (1027 versus 1002). Riconosco al mio avversario, amico il grande merito di aver saputo organizzare e guidare i suoi alla vittoria anche in un contesto di evidente inferiorità numerica.

In quella occasione, però, è emerso un fatto sorprendente: che un cittadino qualunque, come il sottoscritto, non sostenuto da alcuna organizzazione partitica, ma sospinto solo dal favore popolare avesse potuto combattere alla pari contro la sinistra intera. Non solo, nei giorni a seguire, il risultato mi parve anche troppo stretto perché in molti mi avvicinarono a scusarsi per non essere venuti a votare, non essendone a conoscenza. Leggevo negli sguardi, nelle parole, nel pensiero di quelli la delusione per l’occasione persa, il desiderio di rivincita e io mi sentivo investito di una responsabilità che competeva solo a me.
I risultati comunque erano quelli ed ero tenuto a rispettarli.

Mi vincolava anche l’idea che il mio amico Tommaso Gioia, mio grande concittadino e compagno della stessa avventura politica, potesse avere la candidatura di consigliere regionale. Sognavo già un asse Ceglie-Bari con il mio amico, instancabile alfiere di Ceglie, a perorare di continuo la nostra causa nei palazzi del potere. Ma quando l’altra sera, alla convention con Emiliano, annunciai la quasi sicura nomina di Tommaso a candidato consigliere regionale, nessuno dell’assemblea che non fosse dei nostri applaudì, né l’amico Pierino Mita in conclusione di serata spese una sola parola per il commento della notizia. La freddezza, se non l’astio, nei confronti della nostra linea di partito è emersa ancora più chiaramente l’altro giorno quando Rocco Argentiero ha invitato il consigliere regionale Pino Romano a un incontro da tenersi a Ceglie con l’elettorato di centrosinistra.

Non c’è chi non veda il significato anticampanilistico di questa iniziativa. Per quanto mi riguarda ritengo la cosa disgregante e comunque sufficiente a determinare una spaccatura tra le due linee di partito. Comunque, anche in assenza di queste contese politiche, avrei scelto di presentarmi da solo. Il momento che stiamo vivendo è estremamente delicato. Stiamo vivendo una crisi economica e sociale spaventosa. Chi è stato alla guida di Ceglie finora sembra non essersene accorto.Io ritengo di dover dare il mio contributo stando in prima linea. Non me ne vogliano i miei amici di partito: non si può tradire se stessi, non si può tradire la propria città".

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