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Saccomanno glorifica Grimaldi, ma c'è un centrodestra critico che lo smentisce

Il principale sponsor del presidente greco non trova unanimità a livello regionale. De Biasi predica cautela e difende la libertà d'impresa nel porto, la Poli Bortone dice: "Ero contro Haralambidis e mi sostituirono in Commissione trasporti"

BRINDISI – Non c’è solo il Pd cittadino che scoppia sulle gestioni legate più al consolidamento delle fortune elettorali dei singoli che ai problemi della città, situazione denunciata pubblicamente da numerosi dirigenti e iscritti, ma anche il centrodestra si mostra diviso su una delle vicende al centro dell’attenzione in queste settimane, quella della concessione Grimaldi. Sono diverse le prese di posizione di esponenti di rilievo dei partiti dell’area che sollevano grossi dubbi sull’opportunità di consegnare le uniche infrastrutture operative passeggeri e ro-ro del porto ad un unico armatore, mentre altri corrono a tamponare le falle di una gestione, quella del presidente greco dell’Autorità Portuale, Iraklis Haralambidis, che hanno contribuito a insediare negli uffici della ex Stazione Marittima, dove Grimaldi trova un appoggio incondizionato.

Saccomanno, Haralambides, Vitali e MennittiTra i soccorritori di Haralambidis c’è l’ex senatore ed ex assessore regionale Michele Saccomanno. Fu lui, soprattutto, a caldeggiare la candidatura di Haralambidis alla presidenza dell’Autorità portuale di Brindisi, approfittando dei rapporti anche con l’allora ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, ex Alleanza Nazionale come lui. Ma il suggeritore originario fu il senatore genovese Enrico Musso, collega accademico del professore greco e cofondatore con lo stesso Haralambidis di una associazione europea dei docenti di economia e diritto marittimo. Saccomanno è sempre rimasto in contatto con Haralambidis e qualcuno li ha notati insieme anche qualche giorno fa in un locale brindisino (Nella foto, Saccomanno, Haralambidis, Vitali e Mennitti).

Il trionfalismo di Saccomanno - Oggi Saccomanno interviene sul caso Grimaldi esibendo come trofeo il ritiro dell’interrogazione sulla vicenda della concessione presentata alla Camera dei Deputati dalla leader di Fratelli d’Italia An, Giorgia Meloni. E’ sempre Saccomanno che comunica ciò, e non la segreteria della deputata ed ex ministro romana. “L'on. Giorgia Meloni ha, nella giornata di ieri, ritirata la interrogazione parlamentare riguardante il porto di Brindisi presentata alla Camera dei Deputati. L'intervento della Presidente di Fratelli d'Italia era stato determinato da informazioni imprecise e tendenziose che, alla opportuna verifica e confronto attraverso i rappresentanti locali e nazionali di riferimento del territorio, si sono rivelate insussistenti nelle tesi formulate e nelle ipotesi espresse”.

L’ex senatore Saccomanno, che forse ricava le proprie valutazioni solo da ciò che gli viene raccontato in Autorità portuale, perché non risulta che abbia mai incontrato alcun esponente degli agenti marittimi, degli spedizionieri o delle imprese portuali autorizzati a rappresentare le rispettive categorie, si spinge ad accreditare le opinioni altrui, sostenute dall’analisi delle normative in vigore nonché dei contenuti dell’istanza di concessione,  come “imprecise e tendenziose”, e ripropone una lettura dei fatti esclusivamente di parte.

Giorgia Meloni-2“Con grande onestà intellettuale l'on. Giorgia Meloni ha preso atto dei seguenti dati oggettivi: che la concessione demaniale alla Grimaldi nel porto di Brindisi non preclude ad altri operatori interessati lo scalo; che la stessa Grimaldi vuole investire a Brindisi per creare un sistema logistico integrato con maggiori occasioni per un aumento dello scambio di traffico e delle coincidenze marittime; che la concessione non diminuirebbe la possibilità di acquisire nuovi traffici con meccanismi di turnazione come già avviene a Genova e Venezia; che il porto di Brindisi non perderebbe il ruolo strategico di porto ro-ro con il potenziamento del corridoio Adriatico come già inserito nell'ultima bozza del piano di riforma del Piano Generale dei Trasporti”, scrive Saccomanno nella sua nota (Nella foto, Giorgia Meloni).

Secondo Saccomanno, “sono questi, in parte preponderante, le motivazioni che hanno determinato il ritiro della interrogazione parlamentare, riconoscendo così da parte di Fratelli d'Italia il sostegno dovuto ad ogni azione che unitariamente il Centrodestra può esprimere a favore di un Porto per il quale con l'esperienza della amministrazione Mennitti si è voluti ripartire, liberi da qualsiasi subalternità ad altri porti della piattaforma pugliese”.

Adriana Poli Bortone-5Le dichiarazioni di Adriana Poli Bortone – L’onorevole Adriana Poli Bortone sceglie di entrare nel merito del problema senza cadere nella polemica con Saccomanno, e a BrindisiReport.it conferma la sua opinione, ma da utente. “Non voglio entrare nel merito della vicenda dell’interrogazione di Giorgia Meloni, però voglio parlare come utente. E’ sotto gli occhi di tutti che nel porto di Brindisi c’è regime di monopolio, e quando c’è monopolio, per l’utenza non c’è possibilità di scelta”. La Poli Bortone, sempre nelle vesti di utente, ricorda di aver dovuto affrontare grandi disagi nel raggiungere la Grecia dal porto di Brindisi. “Non posso che lamentarmi del fatto – prosegue l’onorevole – che nel porto di Brindisi non c’è diversificazione dell’offerta e vi sono prezzi, orari e percorsi imposti. Questo a me come utente non va bene. Se ad altri va bene, non posso farci nulla” (Nella foto, Adriana Poli Bortone).

L’onorevole Poli Bortone si dice quindi stupita per il fatto che le rampe traghetti possano essere date in concessione ventennale a un’unica compagnia. “Io – afferma ancora l’ex ministro del primo governo Berlusconi – non le avrei date in concessione a nessuno. E mi meraviglio che l’Europa non intervenga su fatti del genere”. Fra l’altro la Poli Bortone ricorda che all’epoca della nomina di Haralambidis non era d’accordo con tale designazione. “E proprio per il fatto che non ero d’accordo – conclude – venni sostituita nella commissione Trasporti del Senato”.

Il capogruppo de “La Puglia Prima di Tutto” – Non sono certo schierati fideisticamente per la concessione ventennale a Grimaldi neppure l’ex presidente della Provincia e rappresentante di Forza Italia a Brindisi, Nicola Frugis, che ha detto recentemente come la pensa, e neppure il capogruppo de “La Puglia Prima di Tutto” in consiglio regionale, Francesco De Biasi, a dimostrazione che la questione non affatto ideologica o di schieramento. Del resto, può andare a sostegno dell’Autorità Portuale anche il documento del Pd cittadino di qualche giorno addietro (una delle ragioni che ha aggravato il malessere della base).

Francesco De Biasi-2De Biasi è invece critico sulla questione Grimaldi: “L’obiettivo, che non va mai perso di vista, è il rilancio definitivo del porto di Brindisi, sul quale non si può continuare da un lato a piangersi addosso e dall’altro negare qualsiasi prospettiva di apertura. Non basta dire se si è favorevoli o contrari alla scelta di concedere alla Grimaldi la concessione delle aree portuali ma bisogna anche entrare nel merito senza inutili pregiudiziali che finirebbero inevitabilmente con l’inquinare il dibattito”, dichiara Francesco De Biasi. “E’ chiaro che siamo di fronte ad una compagnia prestigiosa che sulla carta potrebbe fare molto per rilanciare il porto di Brindisi, ormai da troppi anni relegato al ruolo di misero comprimario sul palcoscenico dell’Adriatico. Ma allo stesso tempo bisogna ragionare sulle scelte e sulle contropartite. Il territorio, insomma, ne deve beneficiare a 360°, altrimenti non servirà a nulla” (Nella foto, Francesco de Biasi).

Secondo De Biasi, il primo punto riguarda il regime di monopolio, che andrebbe in spregio delle normative comunitarie che richiamano la libera concorrenza: “Una concessione ventennale solo ad un soggetto potrebbe tra l’altro essere un errore nel momento in cui non sono certi e chiari gli investimenti e gli eventuali incrementi di traffico. Sarebbe invece opportuno tenere libera una parte del porto per aprire ad altri soggetti che potrebbero essere interessati una volta che il rilancio sia partito”.

“Con chiunque voglia scendere in campo nel porto di Brindisi – afferma De Biasi affrontando la questione occupazionale – bisogna concordare il futuro dei lavoratori che gravitano nell’area dello scalo, così come deve essere chiaro che la manodopera locale non solo non deve essere tagliata fuori, ma deve diventare il naturale ‘serbatoio’ per nuove eventuali assunzioni. Ma di tutto questo si può e si deve parlare, sentito il parere di tutte le parti in causa. Anche perché Brindisi deve mostrare di avere un minimo di potere contrattuale; tanto peggio di come vanno le cose, davvero è difficile immaginare”.

Potere contrattuale che sino a questo momento, e certamente ai tempi di Saccomanno, era sostituito dagli accordi nei palazzi romani, sulla testa di Brindisi, dei brindisini e degli operatori portuali della città che oggi denunciano di essere stanchi di essere esclusi da ogni decisione cruciale.

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