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Stefano Alparone

Stefano Alparone

“Cinque stelle ora monarchia feudale: vogliono solo yesman”

Stefano Alparone: “Escluso senza motivo. Solo una fake news la democrazia diretta, vista l’arbitrarietà”

BRINDISI – “Vero che sono stato escluso dalle parlamentarie del movimento Cinque Stelle, ma non n conosco il motivo: non lo hanno detto e di fatto l’insindacabilità della decisione dello staff diventa arbitrarietà che riporta ai tempi della monarchia feudale. Altro che democrazia diretta. Solo una fake news”.

Dopo il silenzio, Stefano Alparone, consigliere comunale uscente, già candidato sindaco per i grillini, parla. Eccome, se parla, di quello che resta il “suo” movimento perché nonostante quello che è successo il brindisino se da un lato è costretto a fare conti con l’esclusione dalla corsa al Senato, dall’altro non intende lasciare i Cinque Stelle.

“Sono e rimango un attivista, ma non posso tacere di fronte a quello che è stato consumato nelle ultime ore, quando ci sono state una serie di esclusioni che hanno il sapore di epurazioni a tutti gli effetti”, ha detto Alparone nel corso della conferenza stampa che si è tenuta oggi, 19 gennaio 2018, a Palazzo Virgilio.

“Le motivazioni sono ignote. In che senso? Nel senso che a me, come ad altri del resto, non sono state comunicate. Il che è la negazione della trasparenza”, prosegue l’ex consigliere comunale che del movimento è stato il capogruppo in Assise. “Sono costretto, purtroppo, ad affermare che la notizia secondo la quale attraverso lo strumento delle parlamentarie sulla piattaforma Rosseau, è un fake. Falso nel senso che si tratta di una foglia di fico per nascondere quanto è stato fatto davvero, ossia un’epurazione”. Lo ripete diverse volte quel termine.

“Non trovo un’altra spiegazione, visto che lo staff deve attenersi al regolamento del movimento, secondo cui le motivazioni dell’esclusione devono essere comunicate. Invece niente. Diverso è il discorso della insindacabilità affermata nel testo che, ovviamente ho accettato, ma l’arbitrarietà non può essere accettata”.

“Non ho mai offeso il movimento, anzi l’ho rappresentato in Consiglio comunale. E comunque, se dovesse essere questa la ragione, dovevano dirla, in modo tale da consentirmi di dare la mia versione dei fatti, sotto firma di memoria difensiva”. Stando al regolamento, ci sono dieci giorni di tempo. “In conclusione, non posso non pensare che si sia trattato di una scelta politica, nel senso che abbiamo voluto escludere i vecchi attivisti per far posto agli yes man. Mi chiedo: che democrazia è questa?”.

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