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“Il voto ai CinqueStelle per respingere il possibile ritorno di uomini rapaci”

Gianluca Serra, candidato sindaco: “Temo che Cavalera resti ingabbiato come Carluccio”. Sul Pug: “Scomoderemo di nuovo Goggi, Acque Chiare nel carico urbanistico della costa”. Per lo sviluppo: “Reddito e lavoro con turismo e agricoltura, potenziamento dei servizi sociali”. E su Cerano: “Enel dia risposte”

BRINDISI – “Non credo che i CinqueStelle a Brindisi possano replicare il 52 per cento dei consensi ottenuto alle politiche del 4 marzo scorso: ai brindisini chiediamo fiducia e un moto di orgoglio per respingere poteri forti e il possibile ritorno di coalizioni nelle quali trovano posto uomini rapaci che seguono interessi personali”.

Gianluca Serra e Gianluca Bozzetti, presentazione candidatura-2

La presentazione

Gianluca Serra, avvocato, è da oggi ufficialmente il candidato sindaco dei 5Stelle, il movimento che dopo la prima partecipazione alle amministrative nel 2016 (con Stefano Alparone) cerca il successo. Prima ancora, intende scalfire una parte politica, evidentemente ritenuta la diretta antagonista nella competizione del prossimo 10 giugno, quella che suscita maggiore preoccupazione: “Il centro”, dice il professionista in conferenza stampa, a distanza di qualche giorno dalla certificazione rilasciata dallo staff, alla presenza dei simpatizzanti. Non tantissimi, in verità. “Il gruppo che conta il diverse liste e temo che Roberto Cavalera, collega che stimo, così come Massimo Ciullo, esponente della destra, si trovi costretto a fare o conti con la gestione di personalità che, così come nella passata Amministrazione, hanno dimostrato di essere interessate ad altro rispetto alla città di Brindisi”, ha detto. “Cavalera, secondo me, come Carluccio potrebbe restare schiacciato da queste persone, io le ritengo ladri di polli. All’ex sindaca, poverina, è successo esattamente questo”.

Video: "Reddito e lavoro al centro del nostro programma"

Il rapporto con Fabio Leoci

fabio leoci-2Uno sguardo al passato recente, uno al futuro immediato, Serra, sposato e padre di due figli (Sergio, undici anni, e Riccardo quattro), Serra ha messo i puntini sulle i, con avallo del consigliere regionale Gianluca Bozzetti: “Con lui mi sono avvicinato al meet-up Uniti per Brindisi nel periodo dell’Amministrazione Carluccio, come reazione perché ho visto forze politiche che non si muovevano nella giusta direzione, ma piegarsi a logiche che, scusate il termine, mi hanno schifato”.

Il legale, laureato a Bari con testi in Diritto penale sulla Tangentopoli italiana, si è avvicinato al movimento e ha iniziato a fare attivismo: “Sono rimasto nell’ombra, non mi piacciono le mani di protagonismo”. Per gli attivisti che speravano nella certificazione dell’altro candidato Fabio Leoci, avvocato anche lui, Serra sarebbe stato “scelto da pochi, chiusi in una stanza, mentre facevano finta di aprirsi”. C’è anche un post su Facebook. “La verità – dice – è che non avevo intenzione di candidarmi e ho accolto con entusiasmo l’invito a discutere di una serie di argomenti, ma in tre mesi non si è parlato di programma e per questo ho salutato e sono andato via. A quel punto, assieme ad altri attivisti storici, abbiamo deciso di non sprecare quel che era stato fatto ed è stata presentata una lista di 21 persone”. Quella che poi è stata certificato dall’organo terzo e imparziale dello staff: “Neppure io sapevo quante ce ne fossero e chi fossero i candidati sindaco”, ha sottolineato Bozzetti. “E questa è un’ulteriore garanzia di trasparenza”. Con Leoci né oggi, né domani ci sarà dialogo: “Prendo atto di quello che ha detto e di conseguenza mi comporto”, ha risposto a chi ha chiesto se avesse intenzione di coinvolgere l’altro candidato.

I giovani di Ora tocca a noi

Niente da fare. Pare anche impossibile o quanto meno difficile il dialogo con il movimento dei giovani Ora tocca a noi: “Non possiamo fare coalizione, come da regolamento”, precisa Serra. “Prendo atto del fatto che Riccardo Rossi si sia detto interessato, ma mi chiedo se abbia o meno consultato il Pd e Leu. In ogni caso, spero che non siamo fagocitati dalla politica per poi essere sputati lontano. Questo mi dispiacerebbe”.

Serra, a voler essere pignoli, non è un volto nuovo della politica, perché è stato candidato al consiglio comunale nella lista di Impegno sociale nel 2002, anno della rielezione di Giovanni Antonino con maggioranza bulgara (il 72 per cento dei consensi): “Mi piacque il progetto della piscina di riabilitazione al rione Casale e lavorai per questo, ci misi la faccia ma non pensavo di candidarmi. Ero quello che oggi si direbbe un riempi-lista, tanto è vero che mi votarono solo alcuni dei miei clienti. Se volete chiamatelo pure un peccato di gioventù, ma è rimasto l’impegno nel sociale”.

La centrale Enel di Cerano

Enel e Cerano

Il programma dei CinqueStelle è agganciato a due punti chiave: reddito e lavoro, con attenzione al turismo e alla agricoltura, senza dimenticare la crisi nel settore aeronautico e la riconversione di Cerano. “Enel deve dare delle risposte e dovrà sedersi al tavolo delle trattive che, stranamente ha aperto in tutti gli altri siti italiani, ma non a Brindisi. Alla società chiediamo sin da ora bonifiche e nuove prospettive, salvaguardando i livelli occupazionali”.

Il pug, la costa e Acque Chiare

Guardando alla costa, per Serra gli insediamenti devono necessariamente essere compatibili con l’ambiente ed essere definiti nel Pug: “A noi piace il Dpp lasciato in eredità dalla Giunta Mennitti nel 2011 e scomoderemo di nuovo Giorgio Goggi”, ha anticipato facendo riferimento a possibili contatti con il docente universitario che ha rotto con l’Amministrazione di centrosinistra di Mimmo Consales, con contenzioso legale ancora pendente.

Il villaggio Acque Chiare

“Resta l’idea di Brindisi città d’acqua, ma c’è la necessità di liberare il porto da vincoli esistenti e bisognerebbe far rientrare nel carico urbanistico il villaggio di Acque Chiare, fermo restando che occorre aspettare la pronuncia della Cassazione sulla confisca o meno. La costa è e deve avere una vocazione agricola e turistica, certamente non è ipotizzabile uno sviluppo dell’area come se fossimo a Milano”. Citazione di Goggi ripresa dal candidato sindaco Serra.

Le società partecipate

Sulle società partecipate, l’idea dell’avvocato, specializzato in diritto fallimentare, è chiara: “Continueremo con il metodo seguito dal commissario Santi Giuffrè, il quale ha dato un assist utile per fare goal nel momento in cui ha scelto gli amministratori per competenza, lasciando da parte le appartenenze politiche. I risultati sono evidenti: la Multiservizi, da sempre considerate come un bubbone, per la prima volta ha chiuso con un utile, e l’Energeko ha ampliato l’oggetto sociale inserendo la gestione dei rifiuti”. Nei prossimi giorni, Serra intende incontrare gli amministratori e i lavoratori: “Sono delle risorse, non vanno considerati come portatori di voti”. Nella struttura di Palazzo di città, il candidato pensa di istituire un team per attrarre fondi europei, mentre spingendosi fuori, nei quartieri, vorrebbe restituire le chiavi delle circoscrizioni abolite per fare dei comitati destinati all’ascolto dei residenti, avendo anche la possibilità di inserire assistenti sociali”.

MULTISERVIZI SEDE-2

Il contratto alla tedesca

Sul finire, una parentesi in chiave nazionale per spiegare che il movimento chiederà agli attivisti, sulla piattaforma, se gradiscono o meno il cosiddetto contratto alla tedesca, al quale il leader Luigi Di Maio ha fatto riferimento per avviare un confronto con il Pd. “In caso contrario, si tornerà alle urne. Ad ogni modo, non ci sarà conseguenze sul piano delle elezioni locali, comunali o regionali: i CinqueStelle non fanno coalizioni con nessuno”.

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