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La "città futura" vista dal sindaco: connubio tra spirito imprenditoriale e culturale

A un anno dalla rielezione, il primo cittadino Antonello Denuzzo traccia un bilancio e guarda al futuro. L'intervista su lavori pubblici, risorse del Pnrr, mobilità sostenibile e rapporti col Pd

FRANCAVILLA FONTANA - Lo squillo del cellulare rimbomba nell'ufficio. Antonello Denuzzo risponde, parla, chiude e si siede. Più volte. Continua a compulsare il cellulare. "Non va il display, oggi". Evidentemente, i cellulari dei sindaci sono messi ogni giorno a dura prova. Un anno fa è stato rieletto, a capo di una coalizione di centro-sinistra, dopo aver perso per strada un pezzo della "Città Futura". In totale sono sei anni alla guida di Francavilla Fontana, una città commerciale, con una zona industriale attiva.

"E non solo. E' importante valorizzare e coniugare questa vocazione con quella culturale. Penso alla musica, per esempio. Mettiamola a valore, e non mi riferisco tanto all'aspetto economico. C'è anche lo sport, sempre legato all'imprenditoria. La Virtus deve affrontare una sfida importante, per rimanere tra i professionisti. E la squadra è simbolo dell'imprenditoria locale. Quindi, si tratta di valorizzare questo spirito, allargandone il raggio. Sempre a proposito di imprenditoria, tengo a ribadire la solidarietà e la vicinanza dell'Amministrazione a Sergio Lippolis, dopo il grave episodio che ha subito. Si è trattato di un gesto vile e criminale"

Dopo la premessa del sindaco Denuzzo che spiega lo spirito di Francavilla Fontana, l'intervista può cominciare.

La coalizione "Città Futura" ha subito modifiche. Vale anche per i progetti alla base?

"No, nel senso che continuiamo a perseguire l'interesse della città, come testimoniano tanti cantieri che sono in giro e che non si sono fermati, come testimonia l'attenzione rivolta ad alcuni temi. Per esempio: c'era una struttura in via Bilotta, completamente degradata, che stiamo rigenerando. Tornerà a essere un asilo. L'idea di fondo resta quella di consegnare a Francavilla ciò che serve a Francavilla".

Quindi il secondo mandato è in continuità col primo?

"Continuiamo ad ascoltare le esigenze dei cittadini e a fare una sintesi. Non tutte le esigenze possiamo soddisfarle nell'immediato, poiché non sempre ci sono risorse. Tornando alla precedente domanda, c'è stato un cambiamento nei compagni di viaggio. Alcuni li abbiamo persi. E questo mi dispiace anche sul piano personale. Altri si sono aggiunti: il Movimento 5 Stelle e il Partito Democratico. Proviamo a fare insieme gli interessi della città".

A proposito di interessi, in tutti i sensi, che come procede per i Giochi del Mediterraneo?

"Proprio in questi giorni sta proseguendo l'interlocuzione con la struttura commissariale. Stiamo inviando al commissario la documentazione relativa a stadio e palazzetto. Stiamo lavorando affinché quell'evento, che ha una portata storica - i Giochi sono le olimpiadi del Mediterraneo - passi anche da Francavilla. Attraverso quelle risorse intendiamo certamente implementare le strutture e stiamo pensando, d'intesa con la struttura commissariale, di realizzare altre infrastrutture, come i parcheggi".

Insomma, questa è un'esperienza in continuità con la precedente, giusto?

"Ci sono tanti progetti in piedi che, per essere realizzati, hanno bisogno di un arco di tempo superiore ai cinque anni. Penso all'ex mercato coperto, all'ex biblioteca. Per non parlare di via Roma... la visione è rimasta quella. Non solo perché io sono il sindaco del primo mandato, ma perché chi si è aggiunto ha sposato e condivide tale visione".

Passiamo al capitolo casse comunali. In che modo i fondi Pnrr aiutano la città?

"Intanto voglio chiarire un aspetto: l'Italia ha ricevuto tutte quelle risorse perché eravamo, durante la pandemia, in seria difficoltà. Non era scontato che Paesi diversi dessero l'ok, ma io sono un europeista convinto. Ora siamo noi a essere responsabilizzati. A Francavilla di risorse ne sono arrivate. Nessuno ci ha regalato nulla: abbiamo progetto e abbiamo concorso. L'asilo di cui ho parlato sopra, per esempio, è stato realizzato con fondi Pnrr".

Altri esempi?

"Ci sono risorse Pnrr che hanno aiutato tanti altri cantieri: l'ex mercato coperto, le scuole. Alcuni cantieri sono già chiusi. La sfida è questa: provare a utilizzare queste risorse per colmare lacune che erano in essere da molto tempo. Ci tengo a ringraziare tutti gli uffici comunali per questo lavoro. Hanno compreso, durante il Covid, che era necessario innestare una marcia in più".

E nel futuro, su quali cantieri volete puntare?

"Visto che ci troviamo a Castello Imperiali, c'è l'idea di mettere a valore l'area verde qui intorno. Abbiamo provato a ottenere risorse per questo, ma non è andata a buon fine. L'idea resta valida, magari limata. Poi, partirà il cantiere del giardino pensile della biblioteca. Abbiamo rimesso mano a un progetto, a causa dell'aumento vertiginoso delle materie prime, che riguarda il problema che attanaglia, quando piove, il quartiere 'Musicisti'".

Cambiando argomento, due mesi fa c'è stata la querelle dei sacchi neri. E il contratto per i rifiuti è datato.

"Per quanto riguarda il contratto, si proroga da troppo tempo. Però sento di dire che siamo alla vigilia del nuovo bando. Al momento ci sono pochi margini per migliorare il servizio. Nelle intenzioni degli amministratori del nostro Aro, il servizio dovrebbe migliorare col nuovo contratto. Per quanto riguarda il problema di due mesi fa, la questione riguarda i bustoni neri. Dentro c'era di tutto. E così, con un'ordinanza, ne ho vietato l'utilizzo".

Oggi può dire che la scelta ha funzionato?

"Il risultato è arrivato nel breve periodo: una quantità enorme di rifiuti conferiti in maniera non corretta è stata abbattuta, a vantaggio della differenziata di carta e plastica. Abbiamo pensato di andare nel quartiere San Lorenzo, dove spesso i rifiuti non venivano conferiti correttamente. Abbiamo distribuito sacchi e informazioni. E i risultati si sono visti. Anche perché ogni volta che noi portiamo in discarica rifiuti conferiti male, paghiamo una penale. Abbiamo dato una svolta radicale alla questione".

Come avete raggiunto questo risultato?

"Siamo andati a spiegare la questione nelle scuole. E per questo ringrazio i dirigenti scolastici. E' importante spiegare ai bambini certi concetti. Lo dico da padre: se tuo figlio ti rimprovera perché sbagli o butti una carta per terra, non lo rifarai più. La vergogna può anche essere rivoluzionaria. E' un sentimento malinteso".

Altro argomento: la mobilità sostenibile. Alcune scelte hanno incontrato resistenza. E' la strada giusta?

"Rispondo raccontando quanto mi è stato detto da due docenti spagnole, venute qui qualche giorno fa. Venivano dalla Galizia, non da una metropoli come Madrid o Barcellona. La prima impressione che mi hanno riferito è il numero sorprendente di auto, anche con una sola persona a bordo. Da loro sarebbe impensabile, adesso, per un'auto attraversare il centro storico, come qui. Questo non vuol dire che abbiamo in animo di pedonalizzarlo integralmente dalla sera alla mattina. Però una riflessione va fatta".

Dall'altro lato, molti sembrano apprezzare il nuovo corso in tema di mobilità.

"Qualcosa sta cambiando, non perché io abbia la bacchetta magica, ma perché abbiamo mostrato scorci della città che prima erano 'nascosti'. Penso a via Roma. E' una decisione della quale non mi pento. Abbiamo anche visto nascere delle attività e ora è più fruibile".

Prima ha parlato di nuovo compagni di viaggio. Poco dopo il varo della nuova Giunta c'è stato uno screzio col Pd. Come sono oggi i rapporti?

"Dopo solo due mesi la fase non può neanche essere definita di assestamento. Quel comunicato appartiene a un'altra fase dell'esperienza amministrativa. Ritengo che i rapporti siano buoni e ci si dice le cose con franchezza. Poi, un partito ha dinamiche diverse rispetto a un'esperienza civica. Il rapporto è di leale collaborazione. L'importante è condividere la bussola: l'interesse della città. A breve pubblicheremo un bando per il centro di carico intermodale, per esempio. E questo appartiene all'attuale esperienza. Devo dire che con gli assessori in quota al Pd il rapporto è lineare, ci sentiamo senza orari, senza risparmiarci. Anche in questa seconda esperienza, sono grato a chi condivide con noi questa esperienza".

Nella scorsa consiliatura ha tenuto per sé la delega ai Lavori pubblici. Adesso quella alla Cultura. Come mai queste scelte?

"Vedo una continuità tra lavori pubblici e cultura. Sto provando a occuparmi dei luoghi per le attività culturali. Per anni Francavilla è rimasta 'appesa' a una struttura privata. E meno male che c'è! Ora siamo in dirittura d'arrivo col teatro Virgilio, per esempio, con alcuni locali a Bax, dove si terranno diverse attività. Sono vari gli spazi pubblici che mancavano e che saranno a disposizione della città. Vale anche per la chiazza cuperta".

A proposito di chiazza cuperta. Lei tiene molto a questo progetto. C'è qualcosa di simbolico in questo?

"La chiazza cuperta è stata per tanti anni e tornerà a essere il cuore pulsante della città. Non solo per la posizione, è un simbolo: dentro si tenevano attività commerciali. Quando mi sono insediato nel 2018, quel monumento era coperto da un velo d'incuria e di rassegnazione. Adesso c'è un cantiere importante lì dentro. Ora avverranno le demolizioni, poi si passerà al recupero dell'immobile. Dobbiamo averne cura. E' il manifesto delle mie intenzioni verso la città. E poi, come detto, è il cuore pulsante. E non si può vivere senza un cuore".

Quando sarà restituita alla città?

"La fine dei lavori è prevista per il dicembre 2025".

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