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Giovedì, 20 Gennaio 2022
Politica

Cobas con Bobo. Ferrero: “Scarcerateli”

BRINDISI - Reazioni a catena, a margine del blitz che alle prime luci dell’alba ha portato la magistratura brindisina ad emettere 18 ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari nei confronti dei promotori e di alcuni componenti il Comitato dei disoccupati di Brindisi, compreso il capo storico dei Cobas di Brindisi, Bobo Aprile. “Aver dato voce a coloro che sono ritenuti dai benpensanti di questa città, soggetti da emarginare, cittadini di serie B e utilizzabili solo come serbatoio di voti da usare strumentalmente nelle campagne elettorali, farcite di false promesse. Questa è stata l'attività svolta da Bobo Aprile (il responsabile e fondatore a Brindisi dei Comitati di Base) e da numerosi aderenti al Comitato dei disoccupati brindisini”.

BRINDISI - Reazioni a catena, a margine del blitz che alle prime luci dell'alba ha portato la magistratura brindisina ad emettere 18 ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari nei confronti dei promotori e di alcuni componenti il Comitato dei disoccupati di Brindisi, compreso il capo storico dei Cobas di Brindisi, Bobo Aprile. "Aver dato voce a coloro che sono ritenuti dai benpensanti di questa città, soggetti da emarginare, cittadini di serie B e utilizzabili solo come serbatoio di voti da usare strumentalmente nelle campagne elettorali, farcite di false promesse. Questa è stata l'attività svolta da Bobo Aprile (il responsabile e fondatore a Brindisi dei Comitati di Base) e da numerosi aderenti al Comitato dei disoccupati brindisini".

Lo scrivono in un comunicato alcune associazioni e movimenti, come la Confederazione Cobas, Medicina Democratica, Brindisi bene comune, No al carbone, Associazione RuniRuni, Osservatorio sui Balcani, Pugliantagonista.it.

Le stesse associazioni parlano di "un'operazione di polizia che nella nostra città non ha precedenti". Un sapore del tutto particolare, ha finito per assumere anche la manifestazione odierna in piazza Vittoria, annunciata nei giorni scorsi e promossa dai Cobas per discutere dei problemi del servizio di raccolta dei rifiuti. "Abbiamo chiesto ed ottenuto - è stato sottolineato - la partecipazione di altre associazioni provenienti da Lecce, Bari e Taranto, che verranno appositamente per esprimere solidarietà ai destinatari dei provvedimenti".

Prosegue la nota: "Il Cobas e il Comitato dei disoccupati nell'ultimo anno hanno condotto numerose proteste in città per ottenere lavoro, anche con assunzioni presso l'azienda della raccolta rifiuti, onde far avere a tutti i cittadini migliori servizi pubblici. I capi di imputazione nel linguaggio dei tribunali parlano di violenza privata e interruzione di pubblico servizio, ma altro non sono che l'aver fatto manifestazioni con centinaia di disoccupati, sit-in e altre normali e pacifiche attività sindacali e manifestazioni del pensiero".

Sulla vicenda interviene anche il segretario nazionale del Prc Paolo Ferrero: "Chiedo l'immediata scarcerazione del compagno Bobo Aprile e dei disoccupati arrestati a Brindisi, colpevoli unicamente di lottare per il lavoro. Lo stato invece di trattare la disoccupazione come un problema di ordine pubblico dovrebbe fare posti di lavoro. Questo non accade perché il governo Berlusconi tutela unicamente i privilegi dei ricchi scaricando sulla povera gente i costi della crisi. Esprimo quindi la piena solidarietà agli arrestati e ai Cobas. La piena riuscita della manifestazione del 15 sarà la migliore risposta a questi immotivati arresti".

Solidarietà ai 18 componenti del Comitato dei disoccupati arrestati dalla polizia viene espressa, in distinti comunicati, anche dalla segreteria regionale pugliese di Rifondazione comunista e da Alternativa comunista Puglia. I dirigenti dei due partiti chiedono anche la loro immediata scarcerazione.

"Condanniamo fermamente ogni forma di violenza e riponiamo piena fiducia nel lavoro della m agistratura, ma quanto accaduto a Brindisi pone un problema di rilevanza sociale. Siamo di fronte ad una situazione paradossale a causa della mancanza di risposte adeguate. La politica non può restare indifferente di fronte all'esasperazione sociale dei cittadini". Lo ha dichiarato il senatore Giuseppe Caforio intervenendo in Aula a proposito dell'arresto di alcuni componenti del "Comitato dei disoccupati". E' sconcertante - prosegue Caforio - assistere all'arresto di cittadini e rappresentanti sindacali che hanno rivendicato il diritto al lavoro sancito dalla nostra Carta costituzionale, peraltro nei confronti di una società concessionaria di un servizio pubblico, mentre la casta si occupa solo di salvare se stessa".

Dalla parte di Bobo Aprile anche Salvatore Valentino, consigliere Comunale uscente, già Capogruppo "Democratici e Repubblicani": "Vogliamo manifestare anche noi la solidarietà umana a Bobo Aprile reo di aver cercato di difendere le istanze di una delle categorie in assoluto più emarginate dalla società, quella degli ex-detenuti. Bobo ha cercato nei limiti del possibile di incanalare la rabbia e la disperazione di tanti giovani disoccupati con precedenti penali lungo i binari di una protesta civile e non violenta. Ne ricordiamo il ruolo di mediazione avuto pochi mesi fa durante un drammatico incontro avuto in Comune tra i capogruppo consiliari ed il comitato di disoccupati da lui coordinato che schiumava rabbia contro le 33 assunzioni di lavoratori forestieri avvenute alla Monteco. Sicuramente qualcuno dei suoi adepti avrà ecceduto nelle rimostranze con comportamenti penalmente sanzionabili ma altrettanto eccessivo ci appare un mandato d'arresto a carico Aprile, per aver contributo in maniera determinante alla realizzazione di condotte illecite agendo quale istigatore delle condotte delittuose del 1 e 2 marzo violando apertamente l'intimazione del questore a non tenere riunioni o manifestazioni".

"Aprile - conclude la nota - non è il boss di una associazione a delinquere ma appartiene piuttosto a quella categoria di folli idealisti che istintivamente si colloca dalla parte dei più deboli ed emarginati cosi come è accaduto per Luther King, Ghandi, Mandela e come loro ha finito col pagare col carcere il sogno di un mondo più giusto. Nel ribadire la nostra piena fiducia nell'operato della Magistratura ci auguriamo di rivedere preso libero Bobo pronto ad affrontare qualche altra difficile battaglia ed ad inseguire qualche altro sogno irraggiungibile".

"Quanto accaduto oggi rappresenta motivo di grande preoccupazione per la Cisl di Brindisi e per tutto il movimento dei lavoratori». Lo afferma in una nota l'organizzazione sindacale secondo cui l'arresto dei disoccupati avvenuto oggi a Brindisi «costituisce l'epilogo di una vicenda che ha del paradossale: dopo 40 anni di lotte sindacali, in città si torna ad un clima di esasperazione, tale da indurre la magistratura ad intervenire pesantemente".

"In momenti altrettanto bui, se non di più, la sinergia tra istituzioni e forze sociali e produttive, aveva consentito di ammortizzare le crisi ed isolare gli estremisti, come ad esempio nel 2004 per quanto riguarda la vicenda della multi servizi. Al contrario oggi l'esasperazione dei disoccupati - sottolinea la Cisl di Brindisi - si è scontrata con l'inerzia dell'Amministrazione Comunale dimissionaria, impedendo di fatto alle organizzazioni sindacali di espletare quel ruolo di mediazione sociale, indispensabile nelle aree a forte crisi occupazionale come la nostra".

"Questo gruppo di disoccupati, certo con metodi che non condividiamo, - afferma la Cisl - ha tuttavia posto questioni che meritano una attenta riflessione che solo la politica e le istituzioni possono e devono dare". La Cisl di Brindisi conclude sostenendo "la massima disponibilità ad aprire tavoli di confronto che individuino le soluzioni possibili".

"Il dramma della mancanza di lavoro, che a Brindisi si fa sempre più diffuso ed allarmante, è sfociato negli arresti domiciliari di diciotto disoccupati che avevano partecipato ai primi dello scorso mese di marzo ad un presidio presso i cantieri della Monteco compiendo atti ritenuti dagli inquirenti penalmente illeciti. La protesta era stata originata dalla convinzione dei dimostranti secondo la quale la predetta azienda avrebbe assunto operai provenienti da altre province escludendo i tanti disoccupati brindisini". E' quanto scrivono Legambiente, Fondazione "Dott. Antonio Di Giulio", Forum ambiente salute e sviluppo, Medicina Democratica, Salute Pubblica, Comitato cittadino "Mo' Basta!"

"Si tratta - aggiungono - di un provvedimento giudiziario indubbiamente pesante sulla cui appropriatezza saranno chiamati ad esprimersi i competenti uffici giudiziari con una valutazione dei fatti, soprattutto sotto il profilo della intenzionalità, che confidiamo sia il frutto della necessaria ponderatezza e del dovuto senso di responsabilità".

"Per parte nostra - conclude la nota - sentiamo di dover fare una amara constatazione e di offrire una sentita testimonianza. Una constatazione per dire che la tragedia della disoccupazione e della conseguente "fame" finisce a Brindisi, nel deserto di interventi politici rivolti a fronteggiare almeno i casi più gravi e dolorosi, per dar luogo a provvedimenti restrittivi della libertà personale che al loro peso afflittivo aggiungono in danno dei disoccupati l'impossibilità di andare in cerca di qualche precario lavoro aggravando la situazione delle loro famiglie. Una testimonianza per affermare che uno degli arrestati è Bobo Aprile, esponente locale dei Cobas e dei movimenti locali di cittadinanza attiva: una persona che, al servizio delle sue idee, si è sempre spesa generosamente per cause di giustizia sociale".

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