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Tomaselli e Consales

Tomaselli e Consales

"Tristezza per Consales, ora avanti nuovi protagonisti"

Il senatore Salvatore Tomaselli del Pd, da noi considerato uno dei principali sostenitori della maggioranza crollata dopo l'arresto del sindaco Mimmo Consales, questa sera ha inviato un commento alla stampa sulla vicenda, che pubblichiamo integralmente

BRINDISI - Il senatore Salvatore Tomaselli del Pd, da noi considerato uno dei principali sostenitori della maggioranza crollata dopo l'arresto del sindaco Mimmo Consales, questa sera ha inviato un commento alla stampa sulla vicenda, che pubblichiamo integralmente.

La notizia del provvedimento di custodia cautelare ai danni del sindaco di Brindisi Mimmo Consales, prima ancora di ogni valutazione politica, mi rattrista e mi addolora personalmente. Sono stato per diversi anni amico della sua famiglia, prima che eventi e scelte personali che lo hanno riguardato diradassero tali rapporti. Ne ho sostenuto nel 2012 la candidatura a sindaco e ho mantenuto in questi anni rapporti cordiali e di collaborazione istituzionale, non mancando di manifestargli più volte le mie perplessità circa alcune scelte amministrative e politiche.

Parto da tali considerazioni personali, innanzitutto, per rendere pubblico uno stato d'animo di tristezza e, se posso aggiungere, di rabbia per l'esito così infausto di una esperienza umana e politica, che porta dolore a tante persone e ad una città intera. E poi perché non ho mai inteso né intendo ora ipocritamente e cinicamente rinnegare rapporti e scelte compiute in assoluta buona fede, per quanto alla prova dei fatti conclusesi così drammaticamente.

Gli auguro che possa dimostrare la propria estraneità ai fatti contestati, pur avendo piena fiducia e stima per una procura, come quella di Brindisi, guidata con grande serietà e professionalità. Si chiude in modo così drammatico un'altra pagina della storia politica ed amministrativa della città di Brindisi. Il lavoro della magistratura, nella sua autonomia, farà il suo corso nell'accertare e perseguire le responsabilità penali a seguito dei gravi reati contestati.

Le responsabilità politiche, invece, devono poter trovare luoghi collettivi sia per meglio comprendere cosa sia accaduto, che per interrogarsi sulle conseguenze di un così duro colpo (non il primo per Brindisi) alla credibilità della politica e delle stesse istituzioni. Per questo considero una scelta saggia, da condividere pienamente, quella di ritornare alle urne e riconsegnare le chiavi del futuro della città ai brindisini attraverso il voto il più presto possibile.

Mi auguro che i partiti a Brindisi colgano la prossima scadenza amministrativa per mettere fine alla vera e propria degenerazione che hanno vissuto le rappresentanze istituzionali da molti anni a questa parte, a cominciare dalla composizione dei consigli comunali, con personale politico che ha attraversato negli ultimi 15-20 anni tutte le stagioni politiche passando da uno schieramento all'altro come se nulla fosse, avendo come unico "programma" la gestione del proprio personale consenso quale moneta di scambio per la conquista di rendite amministrative.

Auspico che con la drammatica vicenda di queste ore, si chiuda definitivamente la stagione dei trasformismi e dei professionisti delle preferenze che hanno animato varie coalizioni costruite più per vincere e "conquistare" pezzi di amministrazione che per governare con lungimiranza la propria città: fenomeno a cui, evidentemente, anche il PD, anche molti di noi, non hanno saputo o voluto opporsi efficacemente.

L'epilogo giudiziario di quest'ultima esperienza politico-amministrativa non può cancellare, infatti, che essa si fosse logorata già nell'assemblaggio mal riuscito di una maggioranza eterogenea e perennemente alla ricerca di nuovi equilibri, con continue ed estenuanti richieste dei singoli che hanno portato a cinque-sei rimpasti di giunta e alla precarietà dei numeri in consiglio.

Ora è il tempo senza indugi di lasciare spazio ad una nuova generazione e a nuovi protagonisti, scevri da condizionamenti, piccoli o grandi che siano, con la quotidiana vicenda amministrativa della città: portatori sani di idee, competenze, disinteresse e passione civica che in troppi, da anni, hanno smarrito.

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