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Comune, commissioni: “Nuovo assetto entro il 22 giugno, oppure sospensione”

Ultimatum partito dall'ufficio di presidenza del Comune di Brindisi: "Bisogna rimettere in ordine le commissioni consiliari, altrimenti stop alle riunioni". Il messaggio annunciato per le vie brevi nelle scorse settimane, da oggi è in versione "cartacea" e ufficiale e porta la firma di Luciano Loiacono ed è stato spedito a tutti i capigruppo

 BRINDISI – Ultimatum partito dall’ufficio di presidenza del Comune di Brindisi: “Bisogna rimettere in ordine le commissioni consiliari, altrimenti stop alle riunioni”. Il messaggio annunciato per le vie brevi nelle scorse settimane, da oggi è in versione “cartacea” e ufficiale e porta la firma di Luciano Loiacono ed è stato spedito a tutti i capigruppo: la risposta dovrà arrivare “entro e non oltre il 22 giugno prossimo”, si legge nella missiva. In caso contrario cosa mai potrebbe accadere? Quello che nessuno degli inquilini del Palazzo vuole: “Si procederà alla sospensione immediata di tutte le Commissioni consiliari permanenti se entro tale data non perverrà quanto richiesto”.

Loiacono attende il nuovo assetto degli organismi interni al Comune, uno per ogni assessorato, all’interno del quale prendono posto maggioranza e opposizione nella misura di sei per la coalizione di governo (centrosinistra) e quattro per le opposizioni. Così dovrebbe essere stando al regolamento, ma a guardare i giri di valzer già avvenuti e quelli di cui si parla di recente, il rapporto ha ceduto e in alcune Commissioni ci si trova a numeri invertiti. Basti considerare che Impegno sociale, che conta su due consiglieri, è ufficialmente fuori dalla maggioranza al pari di Luigi Sergi di Scelta civica, e ha perso l’assessore ai Servizi sociali, Alfredo Sterpini. 

Nel frattempo, si è fatta sentire la voce grossa di Carmelo Palazzo, instancabile di Impegno sociale, già assessore alla Trasparenza, il quale ha reiterato la richiesta di avere copia del calendario delle riunioni delle commissioni dall’inizio dell’anno ad oggi, con annesse presenze e conseguente corresponsione dei gettoni di presenza. 

Loiacono  anche stamattina ha preso atto dell’ennesimo cambio di casacca all’interno dell’Aula perché il consigliere Massimiliano Cursi ha fatto sapere di essere indipendente e pronto a fondare un movimento che porterà il nome di Idea Brindisi, ritenuto vicino al mondo della Confartigianato. Di certo c’è che ha lasciato la lista Progettiamo Brindisi, nata nella primavera del 2012 per sostenere la candidatura a sindaco di Mimmo Consales e ha salutato i colleghi Maurizio Colella e Salvatore Giannace che gli avevano dato ospitalità dopo la decisione di separarsi da Futuro e libertà che lo aveva portato in Assise in coppia con Antonio Pisanelli, il quale a sua volta viene corteggiato da Forza Italia alla ricerca di nuova linfa.

Ieri, c’è stato l’annuncio del vice presidente del Consiglio Pietro Guadalupi, di separarsi da Fi, notizia che ci si aspettava, posto che il giovane brindisino (residente nella frazione di Tuturano) alle regionali si è candidato nella lista Oltre con Fitto, accanto a Massimiliano Oggiano, il primo fittiano del capoluogo stando al tempo dell’adesione al progetto dell’europarlamentare, già ministro.

Sul piano dei voti, come si sa, il giovane Guadalupi ha sbaragliato l’altro: 1.806 preferenze rastrellate in tutta la provincia (1.159 solo da Brindisi) contro le 1.234 di Oggiano (857 in città).

Quel che probabilmente lascia un po’ perplessi è la scelta di Pietro Guadalupi di non transitare automaticamente in Oltre o meglio di non dichiararsi fittiano in Consiglio comunale e di non lasciare l’incarico di vice presidente che dovrebbe far cadere l’intero ufficio, stando per lo meno alla tesi di alcuni. Il che potrebbe anche essere letto come strategia, più esattamente una prova di forza, in vista delle elezioni comunali, alle quali sembra interessato Guadalupi padre, al secolo Italo, volto noto al Comando dei vigili urbani, già consigliere provinciale.
Non va dimenticato che a Brindisi la campagna elettorale è partita eccome non solo sul fronte del centrosinistra.

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