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“Comune di Brindisi, basta con le sceneggiate in Consiglio”

Franco Leoci: “E’ senza concreti risultati segnalare al Prefetto l’accaduto: è evidente che le cosiddette forze di minoranza devono invertire la rotta del fare opposizione seria e concreta e non piangersi addosso”

E’ dell’11 settembre scorso l’articolo, apparso su questa testata dal titolo “Democrazia partecipata? Brindisi gestita come un club privato”, che ho già dichiarato di condividere e mi offre lo spunto per alcune ulteriori considerazioni  relative alla situazione politico-gestionale al Comune di Brindisi.

Preliminarmente, bisogna prendere atto che la competizione elettorale di giugno ha visto la presentazione di numerose liste, molte delle quali scollegate dalle tradizionali sigle politiche e con una miriade di candidati  la cui maggioranza aveva l’unico scopo di servire per riempitivo di lista, atteso che poco o niente avevano costoro con la conoscenza della normativa gestionale dell’Ente locale e, quindi, dell’inidoneo raccordo per gli interessi della collettività.

E’ stato, pertanto, naturale che il corpo elettorale, complice anche il frastagliamento del sistema di votazione, ha dato i risultati che ben si conoscono: il sistema oligarchico che regge il Comune a seguito delle avvenute elezioni va combattuto e superato sul piano del diritto e non con le sterili lamentazioni  che servono solo ad apparire a chi le rende e a nulla considerando la mancata riuscita di una minima opposizione a detto sistema.

Orbene, premessa la mia pubblica conclusiva dichiarazione dello stato di pre-dissesto politico-finanziario del Comune, sono solo i continuativi atti  posti  in essere dalla sindaca, o chi per lei, a suscitare la necessità, anche per i provvedimenti consequenziali, meritevoli di richiamo tenuto conto delle sotto indicate indicazioni.

Sono state segnalate le gestioni autoritarie dell’imprevedibile commissario governativo prima e della Sindaca dopo, avallate dal massimo Organo burocratico, sulle quali è stato suggerito l’immediato accertamento da parte dei comitati di controllo sui provvedimenti adottati al fine di verificare l’esistenza di eventuali danni di natura erariale. Appare sufficiente leggere alcune determine o delibere adottate sino ad oggi nell’ambito delle due suddette gestioni perché nasca il fondato dubbio sulla regolarità nella stesura dei provvedimenti: è di obbligo ricordare che alla redazione degli atti partecipa, quale garante legale, il segretario generale investito peraltro da precisa deliberazione di incarico cui deve osservare.

Sono stati evidenziati,  in più circostanze, aspetti  di certo danno erariale o di mancato recupero di somme nei confronti di personale di differente ordine e grado, ma senza, per quel che è dato sapere, alcun risultato e solo a mo’ di esempio  viene citato il seguente atto il cui commento lascio ad altri:  il riferimento è alla          

 delibera 28 del 28/07/2016 sulla salvaguardia degli equilibri di bilancio degli Enti Locali adottata dal Commissario straordinario con i poteri del Consiglio Comunale e previo parere sintetico e non articolato di cui all’art. 147 bis del Tuel di regolarità tecnica e contabile del responsabile e dirigente del settore. In questo caso il parere favorevole del Collegio dei Revisori dei Conti  risulta inviato come da timbro di arrivo comunale il 27/07/2016 ed allegato alla delibera che lo riporta con la data del 26/07/2016. Ma non basta perché alla salvaguardia degli equilibri dopo pochi giorni veniva adottata il 01/08/2016 la delibera di variazione di bilancio con l’assenza dell’assessore al ramo e senza parere del Collegio dei Revisori.

E’ evidente allora che le cosiddette forze di minoranza, chiaramente qualificatesi, devono invertire la rotta del fare opposizione seria e concreta e non piangersi addosso: il ricorso alla mancanza del numero legale in assemblea è procedura antica e non vi sono motivi ostativi, se non quelli del rispetto dei valori morali fra le forze politiche. E’ consequenziale, quindi, che costituisce solo sceneggiata lo pseudo “ordine” di un consigliere ad abbandonare l’aula per fare venire meno il numero legale come pure è senza concreti risultati segnalare al Prefetto l’accaduto: è bene rivedersi  la normativa vigente in materia di controlli da parte della Prefettura sugli Enti locali sì da apprendere le residuali  competenze dell’Organo.

Restano, invece, come già detto e ove permane il desiderio di volontà chiara di aperta opposizione, le azioni da avviare urgentemente a salvaguardia dei bisogni della comunità e per il ripristino nel riportare a norma le numerose situazioni irregolari con specifiche segnalazioni scritte ai responsabili della Trasparenza, al Collegio dei Revisori, alla Magistratura Contabile ed al MEF.

Non sono in pochi a ritenere che la gestione del Comune, come viene evidenziato, non può essere un club privato o peggio ancora  un’attiva loggia massonica e che, compito delle forze di minoranza è incidere per la realizzazione dei possibili problemi della cittadinanza senza attardarsi su argomenti inutili.

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