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"Comune, ormai si è toccato il fondo anche nella redazione degli atti"

Franco Leoci: "Una delibera di Consiglio comunale può essere modificata solo da altra delibera riguardante analogo oggetto e invece sulla moratoria da 18 a 36 mesi rettifica motu proprio della sindaca o di chi per lei"

Apprendo da comunicato stampa del portavoce della Sindaca Carluccio che “la indicazione di mesi 18 per la moratoria, da inviare al Governo tramite il presidente della Regione Puglia, non essendoci stata una quantificazione temporale in Consiglio comunale, è scaturita per la necessità di un ravvedimento della legge in  termini ristretti”.

E apprendo ancora che “per le sollecitazioni, presumibilmente verbali, da parte di alcuni consiglieri (di maggioranza o di minoranza?) tese a sfruttare il tempo massimo  previsto per la moratoria, “abbiamo (chi?) ritenuto opportuno inoltrare rettifica all’originale istanza, richiedendo che essa venga concessa per 36 mesi”.

Come ho avuto occasione di dire si è toccato il fondo anche per la redazione degli atti amministrativi: una delibera di consiglio comunale può essere modificata solo da altra delibera riguardante analogo oggetto.

Ma è possibile che la Sindaca, o chi per lei, possa ritenere amministrativamente corretta una decisione di rettifica “motu proprio” al massimo di 36 mesi per l’esercizio della moratoria di cui al D.L.vo 169/2016? Ed è possibile che il vertice burocratico, capo di gabinetto o responsabile della trasparenza possano avere espresso assenso all’atto, anzi alla lettera di rettifica della moratoria?

E quali le concrete azioni al riguardo da parte delle forze di minoranza al di là della solita richiesta di dimissioni della sindaca?     

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