Domenica, 16 Maggio 2021
Politica

Comune di Brindisi, the Never Ending Story: Atreyu, salvaci tu

Fabio Leoci: "Il nostro Sindaco, in aderenza al codice etico e al suo sponsor, dovrebbe autosanzionarsi: a fronte della previsione di respingere fermamente la mancata trasparenza, il clientelismo e il conflitto di interessi, pare ritrovarsi in una guerra di poltrone. Neanche fossimo al palazzetto". E l'opposizione?

Continuo ad avere personale stima e simpatia per la collega Angela Carluccio (avvocato) e, pur avendone contrastata la sua elezione a sindaco della città per motivi prettamente ideologici, ho voluto credere in buona sostanza a quel principio, spesso ribadito dai politici, di preferire una gestione democratica dell’Ente Locale ad altra di regime commissariale.

leoci fabio-2Ho sperato, quindi, di registrare, immediatamente dopo la sua elezione a sindaco, importanti segnali di cambiamento nella gestione del Comune nonostante i gravosi e numerosi problemi che insistono sulla città e presupponendo che, libera da condizionamenti politici con il passato e superando una contenuta osservanza del manuale Cencelli, avrebbe potuto iniziare il nuovo percorso per il raggiungimento di alcuni obiettivi di primaria importanza per la collettività.

Tanto, ahimè, non si è verificato, ed anzi ho dovuto prendere atto sin da subito, che la brava sindaca è stata sottoposta, oltre che ad un accerchiamento politico condizionante nei confronti dei gruppi della sua stessa maggioranza, anche da quelli di minoranza, soprattutto e principalmente in occasione della condivisione o acquiescenza di atti amministrativi i cui effetti non mancheranno di produrre conseguenze.

Non sono interessato, non avendone peraltro specifiche capacità, all’esame degli ultimi fatti politici che minano la tenuta di questa consiliatura, ma ai provvedimenti adottati e da cui traggo la convinzione della illegittimità degli stessi sul piano della correttezza amministrativa e forse anche contabile.

Non avrei mai immaginato che fra le prime delibere adottate dalla Giunta vi fosse quella fortemente voluta dal Sindaco e riguardante il cosiddetto “codice etico” degli amministratori: la verità è che detto deliberato discende dalla vigorosa volontà del personaggio brindisino, ritenuto (rectius, autonominatosi) impropriamente il depositario della trasparenza e della legalità degli atti di gestione dell’Ente.

Prendo atto (come comune cittadino), dunque, che anche l’organo burocratico non ha inteso offrire un valido contributo per un nuovo e concreto avvio di consiliatura, consentendo all’organo politico di commettere scelte sbagliate sul piano della normativa che regola le funzioni dell’Ente Locale: lapalissiani appaiono le nomine o servizi mancanti dei necessari adempimenti burocratici amministrativi che ancora una volta, piuttosto che essere una voluntas  attribuibile al primo cittadino, discendono da paritari scambi di prestazioni tra politici, ovvero da una sorta di marketing pubblicitario.

Curiosamente, il nostro Sindaco, in aderenza proprio al suddetto codice ed al suo sponsor, dovrebbe “autosanzionarsi” laddove a fronte della previsione di respingere fermamente la mancata trasparenza, il clientelismo e il conflitto di interessi, pare di ritrovarsi in una guerra di poltrone, posti, posizioni ed inviti. Peccato che il Sindaco non è il dottor Nando Marino, poiché qualche giorno or sono, acquistando un abbonamento per il basket a mio figlio, anch'io ho dovuto scegliere una “poltrona” (gradinata): magari avrei potuto intavolare una questione politica anch'io..... (ma forse Marino sarebbe stato più risoluto).

Già, perché le questioni proposte giornalmente da questa Amministrazione, non sono altro che controversie individuali, spesso dettate da una sorta di prova di supremazia di un gruppo rispetto ad un altro, o addirittura, di una singola persona verso tutti. E questo comporta affidamenti di incarichi di Staff (che paghiamo noi) che vogliono essere la controprestazione del sinallagma contrattuale pre elettorale, con persone che, ricoprendo attualmente incarichi incompatibili con la politica nostrana, pur tuttavia, appaiono menzionati come mediatori politici (nel caso di specie, il signor Massimo Ferrarese) nonostante  la Circolare Mef del 24 giugno 2013 ne vieti assolutamente l'appartenenza (mi limito, come fonte di conoscenza, da quanto appreso dalle testate giornalistiche che riportavano le notizie di una sua mediazione).

Prendendo di nuovo spunto da una ipotesi di sindaco ricoperta da Nando Marino (per via del ballottaggio, si intende), mi chiedevo se quest'ultimo, ipotizzando che io avessi fatto fallire il mio studio legale e fossi pure sotto inchiesta dalla Magistratura, mi avrebbe dato degli incarichi per difendere il Comune di Brindisi, cioè pagato dai cittadini: secondo me, neanche una Mini Minor del 1975 mi avrebbe proposto (giustamente).

Ma d'altronde, meritiamo di essere comandati da oscure entità evanescenti, che adesso le vedi e dopo qualche attimo non le vedi più, ma sono sempre lì che ci dicono cosa dobbiamo fare, chi pagare con i nostri sudati tributi affinché abbia uno stipendio, pur non essendo neanche lontanamente capace di fare ciò per cui lo pagheremo, oppure investire di poteri più o meno occulti personaggi che neanche hanno partecipato alle democratiche elezioni, prendendo dal nulla poteri inesistenti, e trasferendoli con il potere del verbo che vola nell'aria.

Il nulla ancora oggi incombe sulla città, nonostante la cara a me Sindaco, cerchi in qualche modo di districarsi da vicende complesse dettate dalle maglie articolate delle ragnatele tessute da gente sicuramente priva dei requisiti per rappresentare un popolo, vuoi perché non si è capito se svolgono un proprio lavoro, vuoi perché non avrebbero neanche una vera ed oggettiva giustificazione per essere scelti tra persone che si distinguono per meriti.

Mi verrebbe da dire: the Never Ending Story. Atreyu, salvaci tu. E l'opposizione?  Ho visto, dopo la giornata del 23 con l’approvazione della delibera di variazione di bilancio che solo quella maggioranza poteva approvare detto provvedimento mentre risultava assordante il silenzio delle minoranze, che non hanno ritenuto non solo di chiedere i dovuti chiarimenti all'apparato burocratico ed anche al Collegio dei Revisori, visto il fumus di illegittimità dell'atto, ma neanche l'accortezza di far porre al Segretario verbalizzante della seduta le osservazioni atte ad eventuali fini impugnativi al fine di rendere illegittima la delibera.

Insomma, a parte rispondere agli ordini di qualcuno, che tra un po' metterà anche un proprio amico in un punto chiave dei nostri organismi pubblici-economici (magari al Consorzio Asi, e magari qualcuno neanche di Brindisi), e a parte mostrare singolarmente i muscoli per far vedere chi comanda e quanto, per il resto, che state facendo? Atreyu: salvaci tu.

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