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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Politica

Comune, è polemica sull'affidamento diretto per la sorveglianza degli uffici giudiziari

BRINDISI – Ancora spese per variazioni di bilancio e ancora polemiche sugli affidamenti diretti. Questa volta sono Enzo Albano, del Pd, e Antonio Monetti, da poco proclamatosi indipendente ma pur sempre facente parte dell'opposizione, a protestare pubblicamente per l'affidamento del servizio di vigilanza, custodia e portierato degli uffici giudiziari.

BRINDISI - Ancora spese per variazioni di bilancio e ancora polemiche sugli affidamenti diretti. Questa volta sono Enzo Albano, del Pd, e Antonio Monetti, da poco proclamatosi indipendente ma pur sempre facente parte dell'opposizione, a protestare pubblicamente per l'affidamento del servizio di vigilanza, custodia e portierato degli uffici giudiziari.

"Già in altre circostanze - scrivono i due al sindaco, riferendosi a Ici Categoria D e impianto Cdr -, che hanno comportato il pagamento da parte del comune di corrispettivi per diversi milioni di euro, avevamo evidenziato che la procedura senza gara, era consentita solo in caso di estrema urgenza, dovuta ad eventi imprevedibili, comunque non imputabili a comportamenti all'appaltante, ovvero, nel nostro caso, al comune di Brindisi. Eppure è accaduto che, per l'impianto Cdr, ogni tre mesi, per 24 volte di seguito, per complessivi 72 mesi, al costo di 36mila euro mensili, si è proceduto ad un affidamento diretto. Senza alcun bando di gara, come si dovrebbe".

La sentenza del Tar di Lecce, su ricorso della ditta Nubile, ha annullato l'affidamento alla Monteco del servizio di manutenzione e custodia di quell'impianto, per aver omesso di espletare la regolare gara. "Queste - spiegano i due consiglieri - sono le ragioni e le riflessioni che avevamo rappresentato agli uffici interessati, rispetto alla delibera di giunta numero 133 del 16 luglio 2010, con la quale la Giunta, da lei presieduta, aveva autorizzato, senza gara, la proroga per un anno del servizio di vigilanza e custodia e portierato degli uffici Giudiziari per un importo di 375mila euro circa".

Non c'era il tempo, si diceva nella relazione, per effettuare la gara e le necessarie variazioni di bilancio, per cui, per evitare l'interruzione del servizio, bisognava necessariamente ricorrere all'affidamento diretto. "Sicuramente, non si poteva interrompere il servizio di vigilanza, solo che, in questo caso, la scadenza del termine del 30 luglio 2010, non è arrivata all'improvviso, ma era già nota dal luglio dell'anno precedente".

Qualche giorno dopo, con una delibera del 29 luglio, la giunta comunale disponeva la rettifica del precedente provvedimento, limitando la proroga a tre mesi, giusto il tempo per poter procedere alle variazioni di bilancio ed espletare la regolare procedura di evidenza pubblica. "Tutto risolto? Macché!", dicono Albano e Monetti. "E' accaduto infatti che la giunta, in vicinanza della scadenza del periodo ultimo di proroga del 30 ottobre, dopo le sollecitazioni del dirigente interessato del 14 settembre e del successivo 12 ottobre, con una delibera del 29 ottobre, ha approvato una variazione di bilancio per poter permettere di appaltare il servizio di vigilanza, custodia e portierato. Naturalmente, pur essendo trascorsi tre mesi, della gara non c'è traccia. Dietro l'angolo un nuovo affidamento diretto, tanto per cambiare".

I due consiglieri chiedono in conclusione al sindaco "se ritiene regolari le procedure adottate o siano state violate le disposizioni di legge e leso i diritti di altre imprese alle quali non è stato consentito partecipare alla gara e che, in regime di libera concorrenza, poteva comportare un risparmio economico per lo stato e per il Comune".

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