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Sabato, 4 Dicembre 2021
Politica Oria

Con undici dimissioni in consiglio si consuma la crisi politica di Oria

ORIA - Se il sindaco si dimette, si dimettono i consiglieri. L’atto che suggella la fine del mandato di Cosimo Ferretti, primo cittadino (ex) della città di Oria, porta la firma di undici rappresentanti delle assise comunali. I nomi sono quelli di Giancarlo Marinò, Domenico D’Ippolito, Tommaso Carone, Angelo Galeone, Giuseppe Malva, Luciano De Nuzzo, Antonio Fullone, Mauro Marinò, Egidio Conte, Antonio Metrangolo, Gianfranco Sorrento, che questa mattina hanno presentato formale congedo dall’incarico nelle mani del dirigente comunale Aroldo Mola, al quale non è restato che prendere atto e protocollare. Il testo che prelude all’arrivo del commissario prefettizio nella città federiciana ormai decapitata, reca impronta tutta politica, un attacco frontale al primo cittadino e al governo bollato di incapacità gestionale, senza appello.

ORIA - Se il sindaco non si dimette, si dimettono i consiglieri. L'atto che suggella la fine del mandato di Cosimo Ferretti, primo cittadino (ex) della città di Oria, porta la firma di undici rappresentanti delle assise comunali. I nomi sono quelli di Giancarlo Marinò, Domenico D'Ippolito, Tommaso Carone, Angelo Galeone, Giuseppe Malva, Luciano De Nuzzo, Antonio Fullone, Mauro Marinò, Egidio Conte, Antonio Metrangolo, Gianfranco Sorrento, che questa mattina hanno presentato formale congedo dall'incarico nelle mani del dirigente comunale Aroldo Mola, al quale non è restato che prendere atto e protocollare. Il testo che prelude all'arrivo del commissario prefettizio nella città federiciana ormai decapitata, reca impronta tutta politica, un attacco frontale al primo cittadino e al governo bollato di incapacità gestionale, senza appello.

"Alla luce della gestione personalistica dell'attuale esecutivo, che contrasta con interessi collettivi della città e non è rappresentativa dei bisogni reali dei cittadini", così recita l'incipit degli undici autori dell'ammutinamento, che proseguono "Considerata l'assoluta mancanza di dialogo istituzionale e dei continui tentativi di disconoscimento e di legittimazione del ruolo e della funzione dei consigliere comunali. Tenuto conto che la gestione delle risorse economiche è improntata e decisa in maniera assolutamente verticistica e non rispondente alle priorità della collettività amministrativa. I sottoscritti consiglieri comunali di Oria, firmatari del presente documento, per quanto sopra espresso, rassegnano contestualmente ed in modo irrevocabile le proprie dimissioni dalla carica di consiglieri comunali, chiedendo pertanto lo scioglimento del consiglio comunale".

La maggioranza a sostegno del sindaco transitato nelle fila di Forza Italia a partire dalle ultime politiche, claudicante fin dai primi istanti dopo il voto, si sfarina definitivamente. Lo scenario è trasversale. Nel mucchio dei dimissionari compaiono nomi che pesano, non solo sul piano del consenso elettorale. C'è Gianfranco Sorrento, il consigliere che ha determinato la debacle, spostando sull'asse della crisi a cielo aperto il dissenso serpeggiante già da tempo. C'è Egidio Conte, l'uomo più conteso del momento, che sarà chiamato a scegliere da qui a breve, da che parte stare: con se stesso e i suoi di Futuro e Libertà, più Destra e forse qualche civica oppure con Minimo Pomarico e il centrosinistra, ma con Ferretti no di certo.

Insomma, inizia oggi stesso - se non si deve considerare già iniziata - la campagna elettorale per le amministrative di primavera. La defenestrazione di Ferretti non sposta, in realtà, le date in calendario. Il terremoto è tutto politico, e rappresenta l'occasione della vita per gli avversari del Pdl che a palazzo di città non mettono piede da un pezzo, se non nelle magre fila della minoranza. In tutto questo bailamme il grande assente è proprio lui, il sindaco Ferretti. Da giorni ormai, non mette piede a palazzo di città e al telefono, cordiale replica che non è questo il momento di parlare. Già. Ma se non ora, quando?

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