Giovedì, 28 Ottobre 2021
Politica

Concessione Grimaldi: il centrodestra chiede un "protocollo etico" sul porto

Il centrodestra non sbatte la porta in faccia a Grimaldi. La concessione ventennale delle rampe traghetti alla compagnia armatoriale, anzi, viene vista come un'opportunità di sviluppo per il porto di Brindisi, a patto che questa sottoscriva un "protocollo etico" con determinate garanzie. Questo è quanto emerso dall'incontro con Haralambides

BRINDISI – Il centrodestra non sbatte la porta in faccia a Grimaldi. La concessione ventennale delle rampe traghetti alla compagnia armatoriale, anzi, viene vista come un’opportunità di sviluppo per il porto di Brindisi, a patto che questa sottoscriva un “protocollo etico” con determinate garanzie. Il punto di vista dell’opposizione consiliare riguardo all’istanza di concessione dell’area Schengen di Punta delle Terrare si è delineato al termine di un incontro con il presidente dell’Authority, Hercules Haralambides, al quale hanno preso parte: il senatore Pietro Iurlaro, il deputato Nicola Ciracì, i consiglieri regionali Maurizio Friolo ed Enrico Scianaro, oltre a una pattuglia di consiglieri comunali guidata da Mauro D’Attis.

Al termine del confronto, Haralambides, accompagnato dal segretario generale Salvatore Giuffrè, ha consegnato ai suoi ospiti una copia del documento presentato da Grimaldi a supporto di tale istanza (subordinata “al riconoscimento dell’esonero, per tutta la durata della concessione richiesta, dall’obbligo del versamento dei cosiddetti diritti portuali, di cui ai provvedimenti emanati da questa Autorità”). Ma quali sono queste garanzie chieste dal centrodestra?  Innanzi tutto che Grimaldi riservi ai brindisini, o comunque a gente della provincia, le opportunità di impiego che L'incontro fra il centrodestra e il presidente Haralambides-2si dovessero aprire con la gestione ventennale della banchina. Poi si chiede che la concessione, proprio nell’ottica dei 20 anni, venga legata a delle “considerazioni sui minori o maggiori traffici” fatti registrare in questo arco temporale. Il centrodestra propone anche che si inserisca una clausola di rinnovo, o eventualmente di rescissione, del contratto dopo i primi 10 anni, attraverso una verifica dei dati prodotti dalla gestione Grimaldi, e che la stessa renda di dominio pubblico il proprio piano industriale.

Dalla compagnia, insomma, ci si aspetta una sorta di impegno morale, visto che nulla di tutto quello che è stato appena elencato può essere imposto con un atto formale. “Con questo protocollo etico – chiarisce Mauro D’Attis – non vogliamo chiedere il pizzo a Grimaldi, visto che di pizzi già ne vengono chiesti troppi oggi”. “Se Grimaldi viene qui – dice Maurizio Friolo – ci auspichiamo che non guardi solo alla Grecia, ma anche la Nord Africa. Vorremmo sapere quali saranno gli step fissati dalla compagnia in questi 20 anni. Vorremmo conoscere il loro piano industriale. E’ necessario poi incontrarsi con gli operatori portuali per capire le loro preoccupazioni. Perché si deve fare in modo che il porto diventi appetibile anche per altre compagnie”.

A tal proposito, dall’incontro con Haralambides è emerso che nessuna compagnia ha ancora risposto alla manifestazione di interesse, in scadenza il prossimo 22 dicembre, per la gestione della medesima area che interessa a Grimaldi, la quale, da quanto riferito stamani in conferenza stampa, si è impegnata a non toccare i diritti portuali attualmente fissati dall’Authority. Questo, fra l’altro, non è stato l’unico argomento affrontato col presidente dell’ente portuale. Dal centrodestra arriva infatti l’impegno a battersi per l’autonomia del porto di Brindisi. “Chiederemo al ministro dei Un momento della conferenza stampa del centrodestra-2Trasporti Maurizio Lupi – dichiara Ciracì – un incontro in cui lo inviteremo a rivedere l’ipotesi di accorpare il porto di Brindisi a quello di Bari”.

Il centrodestra intende affrontare la questione in un nuovo consiglio comunale monotematico sul porto. Sarebbe il secondo dopo quello dello scorso 28 agosto, durante il quale gli esponenti di centrosinistra che parteciparono alla seduta (fra cui il senatore Salvatore Tomasselli e la deputata Elisa Mariano) si dissero tutt’altro che contrari all’ipotesi di soppressione dell’Autorità portuale, così come previsto dalla proposta di riforma del sistema nazionale delle Autorità portuali ancora allo studio del governo. “Su questo punto – ammette Pietro Iurlaro – la nostra posizione è diversa da quella del centrosinistra. La nostra battaglia è per mantenere l’autonomia del porto di Brindisi. E’ una battaglia da farsi, anche se forse arriva in maniera tardiva”.

Per questo, il centrodestra afferma di condividere il progetto di sviluppo del porto di Brindisi che l’Autorità portuale ha inoltrato al ministero. “Da questo piano - dichiara il consigliere regionale Scianaro – emergono dei dati positivi, come la possibilità di raddoppiare il flusso merci, l’implementazione delle rotte con Corfù e l’apertura di nuove rotte grazie proprio a Grimaldi”.

“Autonomia del porto” è l’espressione che risuona più volte nelle parole di consiglieri e parlamentari del centrodestra. “Non consentiremo a nessuno – afferma Ciracì – di approfittare di questo momento per indebolire il porto di Brindisi. C’è chi sta lavorando per metterlo sotto scacco rispetto a quello di Bari. Ma Brindisi non può essere la Cenerentola d'Italia. Apriremo un tavolo di supporto. Ascolteremo i soggetti interessati. Vogliamo sapere dal governo per quale motivo il porto di Brindisi deve fare da agnello sacrificale”. 

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