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Martedì, 18 Gennaio 2022
Politica

Consales, il Pd e i segnali attesi

BRINDISI – Lo scrutinio continuerà sino a notte fonda. Gli appassionati lo potranno seguire direttamente dal portale del Comune di Brindisi che ha dedicato un apposito link al risultato del voto amministrativo. Ma Mimmo Consales è già sindaco: molto difficilmente scenderà, con l’accumularsi delle schede spogliate, a quote-ballottaggio. Come ha detto qualcuno dei suoi avverarsi, ha stravinto ma non ha trascinato la coalizione che prende più voti del candidato sindaco (la differenza oscilla tra i 5 ed i tre punti al momento in cui scriviamo). Idem per Mauro D’Attis, che stenta a stare dietro anche alle liste del centrodestra in rotta rovinosa senza la guida del generale Domenico Mennitti, e con il Pdl sotto quota 10 per cento. Non accadeva da una vita, perché più o meno è trascorsa una vita da quell’ottobre 2003 quando l’ultima giunta di centrosinistra fu trascinata a fondo dall’inchiesta sulle tangenti.

BRINDISI - Lo scrutinio continuerà sino a notte fonda. Gli appassionati lo potranno seguire direttamente dal portale del Comune di Brindisi che ha dedicato un apposito link al risultato del voto amministrativo. Ma Mimmo Consales è già sindaco: molto difficilmente scenderà, con l'accumularsi delle schede spogliate, a quote-ballottaggio. Come ha detto qualcuno dei suoi avverarsi, ha stravinto ma non ha trascinato la coalizione che prende più voti del candidato sindaco (la differenza oscilla tra i 5 ed i tre punti al momento in cui scriviamo). Idem per Mauro D'Attis, che stenta a stare dietro anche alle liste del centrodestra in rotta rovinosa senza la guida del generale Domenico Mennitti, e con il Pdl sotto quota 10 per cento. Non accadeva da una vita, perché più o meno è trascorsa una vita da quell'ottobre 2003 quando l'ultima giunta di centrosinistra fu trascinata a fondo dall'inchiesta sulle tangenti.

Quella classe politica, però, si guardi bene, non si è dispersa e si è distribuita tra le liste dei maggiori contendenti per sopravvivere a se stessa e alla stanchezza dei cittadini verso la politica, visto che il 30 per cento dei brindisini ha deciso di non votare. Vedremo dopo la nuova alba chi è riuscito a tornare in consiglio comunale direttamente, chi ci ha mandato persone di fiducia, o se invece tutto questo discorso è infondato e Brindisi avrà un'assemblea di 32 consiglieri (non va dimenticato il taglio di otto seggi) quasi completamente rinnovata.

In questo contesto ancora un po' confuso tranne che per la scelta del sindaco, spiccano altre due vicende politiche interessanti oltre la pesante sconfitta del Pdl che dal 25,5 del 7 giugno 2009 affonda, dicevamo, sotto il 10 per cento. C'è quella di un Partito Democratico che a metà sezioni scrutinate supera il 17 per cento e nel 2009 aveva ottenuto il 13,1 e c'è l'ingegnere Riccardo Rossi che con la sua liste di formiche di Brindisi Bene Comune sfiorava il 6 per cento, e che assieme a Roberto Fusco (6,30) costituirà in consiglio comunale quella rappresentanza che gli ambientalisti brindisini aspettavano da anni.

Ma è la faccenda del Pd quella che intriga maggiormente, perché il suo gruppo dirigente potrà giocare adesso la carta importante di forza guida della coalizione, considerando che si è lasciato dietro Udc e Noi Centro, che puntavano sul primo posto tra liste dello schieramento Consales. In più, nessuno potrà accusare chi nel Pd ha protestato democraticamente per lo strappo con il resto della sinistra e con i movimenti (un bel 20 per cento, insieme) di non aver lavorato per la vittoria del partito, confondendo la nascita di Left con una scissione silenziosa. Si dovrà discutere senza remore, da domani o dopodomani. Partendo però da una vittoria.

Chi dovrà discutere invece partendo da una sconfitta è il centrodestra brindisino, fatto di partiti pluricommissariati, pluricoordinati, pluritutorati dall'esterno, e che potrà anelare e sperare in una lenta ricostruzione solo se troverà margini reali di autonomia e non sarà costretto a lavorare per eleggere deputati o senatori di altre città. Il centrodestra brindisino ha retto sin che ha potuto reggere Domenico Mennitti, il quale ha fatto argine con la propria personalità ed esperienza politica. Dopo di lui solo una lotta intestina durata mesi, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti.

Per altri versi, la questione riguarda anche Mimmo Consales. Se non tutto, una parte importante del consiglio comunale sarà fatto di gente nuova e nuove espressioni. Se il nuovo sindaco vorrà, ad esempio, riprendersi - nelle forme previste dalla legge, ovviamente, e a nome di Brindisi - il porto, o affrontare una reale vertenza ambientale a tutela della salute dei suoi concittadini, troverà certamente il sostegno di forze che non sono in partenza disposte a condividere il cammino del Laboratorio, ma quella di un cambiamento reale invece sì. E anche questo è un tema per i denti del Pd, con un occhio alle vicende nazionali e all'Europa.

Il centrosinistra si riprende Brindisi, dunque, ed è nettamente in testa a Taranto dove il sindaco uscente Ippazio Stefano è poco sotto il 50 per cento. Brucia la sconfitta pesante di Lecce, dove Paolo Perrone si riconferma con il 64 per cento dei consensi e Loredana Capone, vicepresidente della Regione Puglia, ha qualcosa da dire sul radicamento sociale della propria coalizione nel territorio della Puglia che va per la maggiore come immagine e attrattività turistica. È mancata dunque la tripletta su cui si contava all'inizio della campagna elettorale, comunque la partita del risanamento ambientale, delle infrastrutture (porti e aeroporti, passeggeri Brindisi, cargo Grottaglie), di nuove occasioni di lavoro si può comunque giocare contando sull'asse con la Regione.

Ora la nuova giunta. Si attendono le quattro donne assessore che Consales ha promesso di schierare, una di sua fiducia, tre indicate dai partiti e liste. Si attende la qualità al posto giusto. Non avendo conquistato più voti delle sue liste, il nuovo sindaco secondo i vecchi schemi della politica non potrebbe fare troppo pressing per avere mano libera nelle scelte. C'è qualcuno, nel suo schieramento che sarebbe pronto a dare una mano se Consales decidesse davvero di non designare come assessori i consiglieri più votati, e di abbandonare questo rito obbligato e nefasto? Si saprà nei prossimi giorni.

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