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Martedì, 18 Gennaio 2022
Politica

Consales: «Incentivi per il porto»

BRINDISI - «La Regione dovrebbe incentivare le compagnie navali che intendono investire sul porto di Brindisi, così come accaduto per le compagnie low-cost». Parole del sindaco Consales. Che sul caso-Rollo dice: «Al suo posto sceglierei l'Asi»

BRINDISI - Sono passati tre mesi dalle polemiche sulla nomina di Manlio Guadagnuolo, ma l'Autorità portuale è ancora senza segretario e senza bilancio. Così come il porto è senza navi, anche quella per Corfù, annunciata tempo fa dalla Grimaldi, è al momento una nave fantasma, perché ad oggi nessuno ne sa nulla. In attesa del rientro del presidente Haralambides, in viaggio in Turchia (dove incontrerà anche il ministro dei Trasporti, suo ex allievo all'università) il sindaco Mimmo Consales fa il punto della situazione su un settore economico che un tempo era il più importante per la città.

Sindaco, dopo tre mesi, non c'è ancora nulla di nuovo. Del bilancio dell'Autorità portuale abbiamo perso le tracce?

«Anche io non ho notizie. Scontiamo una situazione che parte molto da lontano. Abbiamo toccato il fondo, ma è giusto dire che l'Autorità portuale langue da anni».

Per colpa di chi?

«Le responsabilità sono anche della politica, che per anni ha cercato di trarre vantaggi dalle gestioni dei vari presidenti. E oggi siamo alla canna del fucile».

Però questo non sembra interessare al governo, vero?

«Abbiamo capito che il ministro di centrodestra Lupi non è intenzionato a commissariare l'Autorità portuale di Brindisi. A questo punto dobbiamo salvaguardare il porto, e non lo si può fare attraverso una guerra infinita. Il mio obiettivo è creare un cordone sanitario intorno al porto di Brindisi, non lasciandolo solo nelle mani dell'Autorità. Ecco perché sono in stretto contatto con Camera, Regione, componenti del Comitato portuale?»

Lei è amico del sindaco di Corfù, possibile che non si riesca a collegarla con Brindisi?

«Ho contatti col sindaco e con un paio di ministri greci, ma anche col sistema camerale ellenico. Purtroppo però tutto questo non basta. Pesa la totale crisi degli armatori greci, che poi sono quelli che hanno sempre messo le navi che collegavano Brindisi a Corfù. Oggi quelle navi sono tutte ferme, ormeggiate nei porti del Pireo, in stato di abbandono».

Ci sarà una soluzione per tenere in vita questo porto?

«Serve un intervento finanziario della Regione Puglia, una politica di incentivi come quella realizzata per gli aeroporti. Dobbiamo assistere la fase di start-up della portualità brindisina, che sta ripartendo da zero».

Ma gli incentivi alle compagnie europee low-cost dovrebbero finire presto?

«Infatti non chiedo una politica di assistenza senza fine, ma solo un sostegno nella fase di rilancio. Degli incentivi a termine».

Ha notizie di altri progetti dell'Autorità, come l'appalto sulla security, o la concessione di una parte del lungomare alla Igeco della famiglia Ricchiuto?

«Nessuna notizia. Diciamo che in Autorità portuale sono stati bravi ad affidare incarichi di progettazione, ma poi i lavori e gli appalti languono. Sulla concessione ai Ricchiuto mi sono opposto in maniera categorica: devono prima dimostrare di saper gestire il porto turistico, non possiamo permetterci di sbagliare ancora, concedendo loro pure un pezzo di lungomare».

Come se non bastassero i problemi con l'Autorità portuale, ora è scoppiato il problema del doppio incarico a Marcello Rollo, che potrebbe bloccare l'attività dell'Asi. Capisco che per lei e per il Pd è impossibile prendere posizione, perché ciò metterebbe a rischio l'alleanza con l'Udc e la maggioranza, ma se si fosse trovato al posto di Rollo cosa avrebbe fatto?

«Ognuno fa le sue scelte e non conosco i contenuti del ricorso di Rollo, dunque non so su cosa basi le sue motivazioni a conservare il doppio incarico. Se io avessi dovuto compiere una scelta, avrei optato di guidare il consorzio Asi, che in questo momento ha un ruolo strategico per lo sviluppo della città».

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