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“Ma quale salvagente a Consales, ho fatto il mio dovere di consigliere”

Luigi Sergi ex Scelta Civica: “Resto critico nei confronti della maggioranza”. Intanto il sindaco conferisce delega speciale a Ferruccio Di Noi per l’urbanistica e i contenziosi, ma in giunta resta senza vice

BRINDISI – “Questa storia proprio non la capisco: io non ho dato il salvagente al sindaco, ho solo fatto il mio dovere entrando in aula per garantire la ricomposizione del consiglio, monco di un esponente visto che è entrato in giunta. L’ho fatto perché sono una persona responsabile, io, gli altri non lo so e non mi interessa. Quel che conta è che ci siano provvedimenti per il bene della città”.

Luigi Sergi. La spiegazione di Luigi Sergi ex Scelta Civica ma soprattutto – dice lui – ex componente della coalizione di maggioranza arriva a distanza di 24 ore dal consiglio comunale lampo, durato venti minuti appena, il tempo per la surroga neo assessore ai Servizi sociali Antonio Manfreda, per Impegno sociale, con il primo nei non eletti, Vito Gloria.

Surroga possibile perché Sergi ha garantito il numero legale, particolare che è tutt’altro che un dettaglio tenuto conto delle fiamme che il consigliere ha lanciato al primo cittadino e alla sua giunta e che Mimmo Consales, per tutta risposta, gli ha riservato negli ultimi mesi, arrivando persino a comunicare pubblicamente la possibilità di riferire nelle “sedi opportune” alcune circostanze. Quali, il sindaco non le ha mai spiegate.

La guerra. Vista la guerra in atto ci si aspettava, quindi, che Sergi non entrasse in aula o quanto meno che varcasse la soglia solo dopo l’inizio dei lavori, come ha fatto Francesco Cannalire di Iniziativa democratica, ormai in rotta di collisione con il centrosinistra per motivi che attengono alla gestione dei rifiuti, all’urbanistica e al villaggio dello sport. E invece, voilà: colpo di scena con Luigi Sergi che entra in aula e si siede al suo posto.

vito gloria-2Contenti, ovviamente, quelli del Pd e i centristi che hanno potuto “chiamare” Vito Gloria, ex Sel, per sedersi accanto a Carmelo Palazzo, rimasto da solo l’ingresso nell’esecutivo di Antonio Manfreda come assessore ai Servizi sociali, in sostituzione di Alfredo Sterpini (contestato per le assenze).

Amareggiati i consiglieri che ritenevano che Sergi fosse uno di loro, vale a dire quelli dell’opposizione di centrodestra, anche perché in occasione delle elezioni regionali c’era stata addirittura la presentazione dell’ex di Scelta Civica a Raffaele Fitto, l’ex ministro che ora ha tenuto a battesimo il movimento Conservatori e Riformisti.

Gli oppositori, in verità, non hanno visto la scena perché proprio ieri hanno fatto qualche minuto di ritardo, nella convinzione che anche i consiglieri di maggioranza non sarebbero stati puntuali. Non lo so mai, ripetevano. Ieri, guarda caso, lo sono stati. E avevano anche fretta di chiudere la seduta a stretto giro, per cui una volta archiviata la surroga, se ne sono andati uno alla volta: il capogruppo del Pd, Salvatore Brigante, ha chiesto la conta e si è scoperto che non c’era il numero legale, per cui non si poteva continuare.

Fine dei lavori, ennesimo rinvio per la discussione sulla revisione del piano parcheggi chiesta da Riccardo Rossi di Brindisi Bene Comune. Lo stesso Brigante ha lasciato il Palazzo subito dopo, per seguire – sia pure a distanza – l’esito dell’udienza preliminare in cui era imputato con l’accusa di aver usato l’auto della Asl per raggiungere Roma e partecipare a un convegno dei Ds a luglio 2007. Vicenda chiusa con la prescrizione di fronte alla riqualificazione del reato in peculato d’uso.

La spiegazione. Chi, invece, è rimasto in zona Comune è stato lo stesso Sergi che oggi spiega: “Sono o non sono consigliere comunale? Se c’è una convocazione, io ho l’obbligo di essere presente. E ieri era mio dovere istituzionale permettere la ricomposizione del Consiglio”, dice. “Resto indipendente e continuo a votare volta per volta guardando alla bontà delle delibere, per cui dirò sì a quelli che fanno bene a Brindisi, senza guardare a chi li propone. Tutto il resto proprio non lo capisco: non ho aiutato nessuno, meno che mai la maggioranza”.

Ferruccio Di NoiFerruccio Di Noi. Il sindaco, intanto, “ha conferito una delega speciale al consigliere comunale Ferruccio Di Noi che si occuperà dell’attuazione di interventi di urbanizzazione e della definizione delle sanatorie edilizie per ambiti assoggettati a variante di recupero urbanistico e degli affari legali e contenzioso nella stessa materia ed in ciò che interessa il settore patrimonio e casa”: la news che era nell’aria già ieri è stata confermata con una velina del Comune di Brindisi.

“In via transitoria, in attesa della eventuale nomina di un assessore al ramo, il consigliere Di Noi si occuperà anche delle problematiche legate al settore patrimonio e casa. Sempre in data odierna, il sindaco ha revocato l’incarico ad interim all’architetto Cioffi di dirigente del settore patrimonio e casa ed ha conferito le competenze del settore patrimonio al dirigente Fabio Lacinio e quelle del settore casa al dirigente Nicola Zizzi”. Lacinio dirige già gli uffici Lavori Pubblici, Urbanistica ed è anche dirigente dell’Oga, l’organo di governo d’ambito, che riunisce i venti comuni della provincia per la gestione dei rifiuti.

Quanto alla giunta, sembra evidente che Di Noi ne resta fuori e del resto non poteva essere diversamente se in occasione dell’ultimo vertice di maggioranza, il Pd ha di fatto sistemato un cartello di divieto d’accesso in giunta per i consiglieri comunali: il posto rimasto libero in conseguenza delle dimissioni di Antonio Ingrosso di Iniziativa democratica, titolare delle deleghe all’Industria, alla Casa e allo Sport, dovrebbe essere occupato da un esterno in quota al gruppo Idea Brindisi nel quale è confluito lo stesso Di Noi con Massimiliano Cursi, il primo eletto nella lista Sviluppo e Lavoro di Giovanni Brigante, l’altro in Fli.

Il vice sindaco. Il nome che continua a circolare con maggiore frequenza è quello del fratello del neo consigliere con delega speciale, Livio Di Noi, avvocato penalista. Nulla invece si dice sul vice sindaco che manca da quando Pino Marchionna ha fatto un passo indietro affidandosi a una lettera dai toni piuttosto forti scrivendo di andar via “prima che il potere cambi me”. La giunta, quindi, resta claudicante anche se per il centrosinistra non è un problema: “Consales può sempre essere sostituito di volta in volta da un assessore, a seconda delle situazioni, per rappresentare l’amministrazione comunale”.

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