Martedì, 19 Ottobre 2021
Politica

"Perseguita l'Asi": due consiglieri dell'area Rollo contro dirigente della Provincia

Due consiglieri comunali di Brindisi all’attacco del dirigente del Servizio ambiente ed ecologia della Provincia, Pasquale Epifani, indicato come principale ostacolo alla realizzazione di uno dei progetti che stavano a cuore al presidente del Consorzio Asi di Brindisi, Marcello Rollo

BRINDISI – Due consiglieri comunali di Brindisi all’attacco del dirigente del Servizio ambiente ed ecologia della Provincia, Pasquale Epifani, indicato come principale ostacolo alla realizzazione di uno dei progetti che stavano a cuore al presidente del Consorzio Asi di Brindisi, Marcello Rollo. Il progetto su cui si concentrano le recriminazioni di Toni Muccio (Noi Centro con Ferrarese), e Giampiero Epifani (Udc – Area Popolare) è il famoso impianto di trattamento dei fanghi dei depuratori civili, che avrebbe convogliato nella zona industriale di Brindisi migliaia di tonnellate di scorie derivanti dalla depurazione dei reflui fognari di quasi tutta l’Italia Meridionale.

Un grosso business per Termomeccanica, non certo per la città di Brindisi che continua a trovarsi di fronte ad operazioni politico-imprenditoriali ad alto impatto ambientale e basso risultato occupazionale. Termomeccanica aveva infatti vinto nuovamente qualche anno addietro l’appalto per il revamping della piattaforma di trattamento dei rifiuti industriali pericolosi di proprietà dell’Asi, che comprende un termodistruttore, un impianto di trattamento dei reflui industriali e una discarica (di cui era stato autorizzato il secondo lotto).

Toni Muccio-2La piattaforma era già stata gestita per lunghi anni da Termomeccanica, che poi aveva ceduto il campo alla francese Veolia, che aveva acquistato vari impianti della stessa Termomeccanica in Italia, poi era stata Veolia ad abbandonare Brindisi prima di rimettere in funzione la piattaforma, che in precedenza era stata sottoposta a sequestro dalla magistratura e poi riconsegnata con prescrizioni sui lavori da effettuare. Poi è tornata nuovamente Termomeccanica, ma concentrando i propri interessi soprattutto sul nuovo impianto di trattamento dei fanghi dei depuratori civili, fortemente sostenuto da Marcello Rollo.

La gente una volta occupata alla piattaforma, che sarebbe rientrata al lavoro se Termomeccanica avesse portato a termine in maniera conforme alle norme l’iter dell’appalto che si era aggiudicata, è stata la prima a pagare queste manovre. Bocciatura alla Regione Puglia,  e di conseguenza rifiuto del rilascio dell’Autorizzazione integrata ambientale da parte della Provincia. E’ strano che l’Asi, il cui compito istituzionale è quello di fornire servizi alle imprese insediate nelle aree di sua competenza, si dedichi invece a sostenere, come nel caso dell’impianto di trattamento e combustione dei fanghi, il piano di un privato, che non ha alcuna utilità per le altre imprese dell’area al contrario di quanto affermato dagli autori della lettera.

Che vi sia, o vi fosse, un forte interesse politico alla realizzazione dell’impianto dei fanghi, è evidente nella lettera di Toni Muccio e Giampiero Epifani contro il dirigente di un altro ente. Perché si chiede da parte di due consiglieri comunali dell’area Rollo-Ferrarese la testa di Pasquale Epifani, dirigente del Servizio ambiente ed ecologia della Provincia, al presidente dell’Area vasta brindisina, che è Maurizio Bruno, presidente della Provincia, sindaco di Francavilla Fontana e segretario provinciale del Pd? Forse il dirigente che ha bocciato l’iter dell’impianto dei fanghi non è funzionale all’idea di sviluppo che ha l’attuale gruppo predominante nella scena politica brindisina, di cui fa parte anche un settore del Pd? Infatti  il no è arrivato anche dal Comune di Brindisi, in cui Toni Muccio e Giampiero Epifani ricoprono l’incarico di consiglieri, e dall’Arpa.

Giampiero Epifani in attesaE a leggere bene la sentenza del Tar, c’è un passaggio in cui i giudici amministrativi sottolineano che le prescrizioni dell’Unione europea sulle cosiddette migliori tecnologie da applicare risultano poco comprensibili perché scritte in inglese. Ma il Servizio ambiente della Provincia aveva chiesto a Termomeccanica l’applicazione proprio delle migliori tecnologie disponibili, perché Brindisi non è né Foggia, né Lecce, né Bari, ma un’Area Sin altamente inquinata dove gli impatti ambientali vanno mitigati al massimo. Sbandierare qualche passaggio di quella sentenza, che non sappiamo se sarà impugnata davanti al Consiglio di Stato, a fronte della mancata applicazione delle migliori tecnologie per il forno di combustione dei fanghi dei depuratori risulta sconcertante. In allegato, la lettera di Toni Muccio e Giampiero Epifani.

La lettera di Toni Muccio e Giampiero Epifani al presidente dell’Area vasta brindisina e al segretario generale.

Oggetto: richiesta notizie sull’operato del Servizio Ambiente ed Ecologia.

I sottoscritti Consiglieri Comunali, Epifani Giampietro (capogruppo di Udc – Area Popolare) e Muccio Antonio (capogruppo di Noi Centro Con Ferrarese), scrivono alle SS. LL. in epigrafe per comunicare la propria perplessità e chiedono di essere notiziati sull’operato del Servizio Ambiente ed Ecologia della Provincia di Brindisi.

Entrando immediatamente nel vivo della questione, si mette in evidenza che il procedimento di Via e di autorizzazione integrata ambientale per la realizzazione e l’esercizio di un impianto di trattamento di fanghi derivanti dalla depurazione delle acque reflue da insediare nella zona industriale, presentato dall’Asi, in carico al Servizio Ambiente ed Ecologia della Provincia di Brindisi, è stato interessato da ben due ricorsi presso il Tar di Lecce da parte del soggetto proponente ed in entrambe i casi l’Amministrazione è stata soccombente.

Il primo ricorso, ha dell’incredibile! l’Asi, di fronte alla nota della Provincia che si dichiara non competente all’istruttoria, chiede al giudice amministrativo di sapere quale fosse l’Autorità deputata ad esprimersi sugli impatti ambientali che il progetto di realizzazione ed esercizio di un impianto di trattamento fanghi derivanti dalla depurazione delle acque reflue civili poteva dare.

Marcello Rollo In quella occasione il Tar ha sconfessato il Servizio Ambiente ed Ecologia della Provincia di Brindisi, richiamandolo a svolgere iter istruttorio, atteso che per normativa regionale e statale stabiliva che l’Ente deputato ad esprimere il giudizio di compatibilità ambientale era proprio quello Provinciale.

Il secondo ricorso il Consorzio Asi lo ha proposto a seguito di giudizio non favorevole in ordine alla compatibilità ambientale che il progetto presentato aveva ricevuto. Su tale giudizio di compatibilità ambientale il Tar di Lecce si è espresso nel seguente modo: “…. È evidente l’illogicità dell’operato dell’Amministrazione, la quale in sede procedimentale non ha indicato al ricorrente – nonostante le sollecitazioni da parte di quest’ultimo – alcun accorgimento volto a conciliare le esigenze di rispetto dell’ambiente con quelle di cui il Consorzio è portatore, e tuttavia ha posto a fondamento del diniego un profilo di criticità (l’insufficiente altezza del camino per la dispersione dei fumi) che il ricorrente aveva mostrato di voler superare. Alla luce di tali considerazioni, il ricorso è fondato. Ne consegue l’annullamento dell’atto impugnato”.

Al di là del danno territoriale legato all’assenza di una infrastruttura utile all’area industriale ed alla rilevante perdita di posti di lavoro, appare evidente che questo atteggiamento della Pubblica Amministrazione abbia inciso in maniera significativa sulla decisione di Termomeccanica  di investire altrove i 50 Milioni di euro finalizzati alla realizzazione del progetto.

Pertanto non si riesce a giustificare la bocciatura “illogica” così come definita dal Tar di Lecce. Difatti, dapprima il progetto viene bocciato perché si ritiene che l’Ente non sia competente in materia e, dopo, così come indicato nel dispositivo del giudice amministrativo nella sentenza n. 02043/2015 al ricorso iscritto nel Registro del Tar  al n. 1315/2014, si esprime un giudizio non favorevole di compatibilità ambientale illogico.

Il dirigente del settore Ambiente della Provincia, Pasquale Epifani Si potrebbe pensare ad un “fumus persecutionis” verso la Presidenza dell’Asi se non si avesse conoscenza che quello appena citato non è un caso isolato. Parrebbe, a sentire molte voci, che l’atteggiamento del Servizio sia quello del no a tutto, salvo poi essere sconfessati dal Tar.

Pertanto, sarebbe utile conoscere: quanto siano costati all’Amministrazione Provinciale i due ricorsi persi ed assolutamente inutili. Atteso che il primo era finalizzato a conoscere se l’autorità competente all’emissione del parere ambientale fosse o meno l’Amministrazione Provinciale; ed il secondo perché illogico l’operato della Struttura; quanti ricorsi siano stati presentati a seguito di provvedimenti autorizzativi emessi dal Servizio Ambiente ed Ecologia sia nel 2014 e sia nei primi sei mesi del 2015; quanti ricorsi siano stati persi nello stesso periodo e quanto siano costati complessivamente alla Provincia di Brindisi; infine di fronte a tali sentenze siano sono stati presi provvedimenti di qualsiasi tipo nei confronti del responsabile. In attesa della risposta si porgono i nostri più cordiali saluti.

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