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Consorzio Asi, Brindisi: lunedì confronto in consiglio comunale

Antonino (Pri): "Incredibile il silenzio degli enti soci". L'associazione Left inoltra una lettera a tutti i consiglieri

BRINDISI – La vicenda riguardante il Consorzio Asi sarà uno dei temi caldi della seduta del consiglio comunale di Brindisi convocata per lunedì prossimo, alle ore 9.30. Il capogruppo del Partito Repbblicano, Gabriele Antonino, ha presentato un ordine del giorno con cui si impegna il sindaco Riccardo Rossi, nelle vesti di presidente della Provincia, ad opporsi alla proposta di accorpamento dei Consorzi Asi pugliesi avanzata dall’assessore regionale allo Sviluppo Economico, Alessandro Delli Noci. 

“Nonostante l'importanza dell'argomento – afferma in una nota il consigliere Antonino - che rischia di vedere una replica di quanto è accaduto con la nascita della Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, che ha visto trasferire a Bari il centro decisionale anche per le vicende che riguardano il porto di Brindisi, e  con l'accorpamento con Taranto della Camera di Commercio, una Presidenza del Consiglio incapace di assumere decisione autonome e sempre prona ai desiderata della Giunta Comunale non ha ritenuto di Convocare con urgenza l'Assise Cittadina, eventualmente in seduta monotematica. Ma ciò che più ci ha meravigliato è stato il silenzio assordante delle forze politiche di maggioranza e di buona parte di quelle di opposizione sulla proposta di legge dell'Assessore Delli Noci”.

“E' appena il caso di ricordare – sostiene ancora Antonino - che il Consorzio Asi di Brindisi ha competenze sulle zone industriali dei Comuni di Brindisi, Fasano, Francavilla Fontana ed Ostuni. In particolare nell'area industriale di Brindisi, che ha una estensione maggiore della città, vi sono aziende di rilevanza nazionale che operano nel campo aeronautico, farmaceutico, chimico ed energetico oltre ad un numero rilevantissimo di aziende metalmeccaniche, edili ed elettriche di dimensioni minori. Non si va lontano dal vero se si sostiene che l'area industriale di Brindisi è tra le più importanti dell'intero Mezzogiorno ed è ricca di infrastrutture e reti. A ciò aggiungasi che buona parte di essa è inclusa nell'area rientrante nella Zona Economica Speciale Adriatica. Non conoscere la posizione assunta dagli enti soci è davvero incredibile”.

Lettera di Left ai consiglieri

E a due giorni dal consiglio, l’associazione Left Brindisi ha inoltrato a tutti i consiglieri l’intervento di una settimana fa apparso sugli organi di stampa, in cui si lancia la proposta di affidare alle amministrazioni comunali la gestione delle rispettive aree industriali.  “Cogliamo l’occasione - si legge nella lettera di Left ai consiglieri comunali - per sollecitare un intervento per contrastare la proposta in discussione alla regione che depaupererebbe ulteriormente il territorio di autonomia decisionale a vantaggio della regione. Il Consorzio Asi gestisce le infrastrutture viarie e ferroviarie della zona industriale, la diga e l’impianto di affinamento acque del bacino idrico di Cillarese. Per il Comune riappropriarsi di questo patrimonio finanziato con risorse pubbliche destinate al territorio di Brindisi sarebbe un’occasione unica per decidere in proprio sul futuro della zona industriale che rappresenta una risorsa fondamentale per la città”.

“Sarebbe anche l’occasione di mettere insieme grandi gruppi e piccole aziende nella gestione di servizi per politiche industriali innovative a sicuro beneficio della competitività del territorio. Inoltre, con le necessarie cautele su questioni di sicurezza degli impianti ed ambientali, sarebbe un’opportunità rendere fruibile alla cittadinanza l’Oasi protetta di Cillarese, un eccezionale patrimonio verde. Ricordiamo a tutti voi che l’adesione al consorzio fu su base volontaria e già 25 anni fa molti comuni tra cui quello di Mesagne ne uscirono. Ci sarebbero tutti gli strumenti per ritirare l’adesione e fare una battaglia della città per questi obiettivi anche per evitare un suo ulteriore impoverimento. Vi chiediamo pertanto di considerare quanto da noi proposto un contributo al dibattito in Consiglio”.

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