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Consiglio provinciale: scontro Ciracì-Massari

BRINDISI – Il pretesto è stato quello dell’approvazione di un verbale del precedente consiglio provinciale eppure a scatenare le ire del consigliere di opposizione Nicola Ciracì, giura lo stesso capogruppo del Pdl, sono stati otto mesi di soprusi e insubordinazioni subite dal presidente del consiglio Nicola Massari. Così la riunione di questo pomeriggio dell’assise si è trasformata nell’occasione per manifestare una volontà precisa: alla fine della campagna elettorale sarà proprio Ciracì a raccogliere le firme per chiedere le dimissioni all’avvocato Massari.

BRINDISI - Il pretesto è stato quello dell'approvazione di un verbale del precedente consiglio provinciale eppure a scatenare le ire del consigliere di opposizione Nicola Ciracì, giura lo stesso capogruppo del Pdl, sono stati otto mesi di soprusi e insubordinazioni subite dal presidente del consiglio Nicola Massari. Così la riunione di questo pomeriggio dell'assise si è trasformata nell'occasione per manifestare una volontà precisa: alla fine della campagna elettorale sarà proprio Ciracì a raccogliere le firme per chiedere le dimissioni all'avvocato Massari.

"Ha insultato questo consiglio per otto mesi - ha detto a gran voce Ciracì rivolgendo le sue accuse al presidente - non rispettando norme statutarie e regole. Per non parlare della sua assoluta assenza dall'ente; forse è troppo occupato con la sua professione". Con questa intenzione quindi, a cui il presidente Massari ha obiettato tra mille difficoltà, si è aperta la movimentata seduta del consiglio che poi si è ritrovata a discutere del problema della denuclearizzazione e della vertenza che riguarda l'Arsenale.

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