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In consiglio anche senza parere dei revisori, per evitare scioglimento

Il Comune di Brindisi punta tutto su venerdì prossimo per mettere la parola fine alla storia, diventata incubo, del conto consuntivo 2014 e cancellarne il rischio dello scioglimento con conseguenti elezioni anticipate: il 29 maggio prossimo, tutti in Consiglio, con “urgenza”

BRINDISI – Il Comune di Brindisi punta tutto su venerdì prossimo per mettere la parola fine alla storia, diventata incubo, del conto consuntivo 2014 e cancellarne il rischio dello scioglimento con conseguenti elezioni anticipate: il 29 maggio prossimo, tutti in Consiglio, con “urgenza”. Anche se non c’è il parere dei nuovi revisori. Non ancora. Dita incrociate e suspense sino al suono della campanella, fissato alle 9,15.

La diffida. Aspettare e sperare che il collegio fresco di nomina si esprima è l’unica cosa rimasta, visto che la Prefettura non ha concesso una proroga rispetto al termine della diffida che scade appunto il 29 maggio. Diversamente non è possibile fare perché non ci sono altri margini di manovra per l’amministrazione cittadina, messa con le spalle al muro dal silenzio del prefetto al quale il sindaco Mimmo Consales aveva chiesto di concedere altri giorni, dopo l’ultimatum scaturito dal nulla di fatto dello scorso 30 aprile, quando la seduta andò deserta.

I consiglieri di maggioranza (centrosinistra) scelsero di non presentarsi in aula non avendo ottenuto il parere del collegio dei revisori che, come è noto, è atto obbligatorio da allegare al conto consuntivo, fermo restando il fatto che il contenuto ossia le considerazioni espresse dai componenti, non sono vincolanti. Scelta strategica e condivisa disse il primo cittadino che probabilmente sperava di archiviare il “caso” a stretto giro, salvo poi scoprire che quel parere era cosa difficile per contrasti interni da trovare nelle differenti conclusioni a cui erano giunti i revisori ormai ex, Vittorio Dell’Atti in qualità di presidente, Massimo Mangiameli e Rita Saracino, ereditati dalla gestione commissariale di Bruno Pezzuto.

Il parere non è mai arrivato, come raccontano le cronache del palazzo. Il prefetto, essendo trascorsa invano la scadenza stabilita dal legislatore, non appena ha ricevuto la comunicazione del segretario generale del Comune, Paola Giacovazzo, ha “assegnato il termine del 29 maggio 2015 per l’approvazione del Conto consuntivo 2014, con l’avvertenza che decorso inutilmente tale termine, si procederà, previo espletamento delle incombenze relative all’approvazione in via sostitutiva, all’avvio della procedura di scioglimento del Consiglio comunale, come previsto dalla normativa sopra citata”.

I nuovi revisori. Il testo della lettera firmata dal prefetto è chiaro. I nuovi revisori,  Antonio Simone, in veste di presidente, Raffaele Petracca e Alberta Caterina Colella, quindi, hanno ancora due giorni per arrivare a scrivere il parere. I funzionari del settore Servizi finanziari hanno consegnato tutta la documentazione utile  già la sera stessa della nomina da parte del Consiglio, convocato con urgenza lo scorso 21 maggio per arrivare alla composizione della nuova terna, partendo dai nomi estratti in prefettura il 14 aprile scorso.

I tre si sono già incontrati diverse volte. L’ultima riunione sarebbe stata convocata per giovedì sera e se così dovesse essere, la circostanza alimenta la fiducia che serpeggia tra i consiglieri comunali di maggioranza, secondo cui venerdì mattina, quando saranno in aula, avranno il parere. Finalmente. A fare la differenza, sarebbe la circostanza che i tre - proprio perché nuovi  - non sono frenati da pregiudizi sui conti del Comune, a differenza di quanto sarebbe accaduto con riferimento ai precedenti, ormai da considerare vecchi revisori, autori della certificazione sullo sforamento del patto di stabilità per un milione e 597mila euro, somma che l’amministrazione ha ritenuto di destinare al ripiano della Multiservizi, la società partecipata che conta 172 dipendenti.

Se così non dovesse essere, se non ci dovesse ancora essere il parere, i consiglieri di centrosinistra avrebbero fatto sapere di essere comunque pronti a entrare in aula tenuto conto della diffida del prefetto. Anche senza pronuncia dei revisori, il consiglio si terrà. Pazienza se quella delibera, monca di un atto obbligatorio è illegittima e potrebbero esserci conseguenze di fronte alla Corte dei Conti. Per la maggioranza il conto consuntivo va adottato per chiudere il 2014 con certezze sulle entrate e sulle spese e guardare, di conseguenza, al bilancio di previsione 2015.

In ogni caso, indipendentemente da quello che avverrà nelle prossime ore, a Palazzo di città non sembrano affatto dimenticato gli ex revisori, né pare che abbiano fatto lo stesso due dei tre vecchi componenti dell’organo di controllo interno. Si aspettano novità a giorni.

I prestiti. Quanto al Consiglio convocato per venerdì, l’ufficio di presidenza ha inserito un altro argomento in aggiunta al rendiconto (materia di seconda convocazione): la “rinegoziazione dei prestiti concessi al Comune di Brindisi dalla Cassa Depositi e Prestiti Spa”. La proposta non è stata allegata, quel che è stato notificato invece è il testo della lettera arrivata al municipio dal sottosegretario per gli Affari Generali presso la presidenza del Consiglio dei Ministri, con cui si rende noto che per la “richiesta di adesione alle operazioni” di questo tipo c’è tempo sino al primo giugno 2015.

Nel frattempo il Comune ha chiesto al tesoriere l’anticipazione di otto milioni di euro per rispettare le scadenze di una serie di pagamenti, non essendoci la disponibilità dei fondi dello Stato poiché non sono stati accreditati. Erano attesi per il 22 maggio scorso e invece niente. Vanno saldati i conferimenti alle società partecipate, canone per la raccolta dei rifiuti solidi urbani, stipendi, rette di ricovero (per minori, ndr) e stati di avanzamento dei lavori per opere di investimento il cui importo deve essere obbligatoriamente anticipato dall’amministrazione per poi avere diritto al rimborso da parte della Regione”. La procedura è stata attivata ieri presso la filiale brindisina del Monte dei Paschi di Siena, su pronuncia della giunta.

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