Lunedì, 15 Luglio 2024
Politica

Crisi nella maggioranza, l'opposizione: "Azzeramento giunta? Meglio se si torna alle urne"

Conferenza stampa di tutti i capigruppo della minoranza. Frecciate a Mauro D'Attis e a Luigi Caroli. Preoccupazione per il destino della Brindisi Multiservizi. "Inopportuni tempi e modalità della crisi"

BRINDISI – L’opposizione tuona compatta contro l’amministrazione guidata dal sindaco Marchionna, dopo la crisi politica che si è aperta con la richiesta di azzeramento della giunta avanzata dai gruppi consiliari di Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega, in occasione della conferenza dei capigruppo di maggioranza che si è svolta venerdì scorso. Dalla minoranza arriva anche la richiesta di dimissioni e di ritorno alle urne, nel corso di un incontro con la stampa che si è svolto stamattina (lunedì 17 giugno). I temi affrontati spaziano dalla crisi della Multiservizi alla crisi complessiva che attanaglia l’industria brindisina, passando per le posizioni assunte (o non assunte) dal deputato Mauro D’Attis e dal consigliere regionale Luigi Caroli (coordinatore provinciale di Fratelli d'Italia) rispetto alle turbolenze del centrodestra brindisino. 

La questione Multiservizi 

Univoca la condanna dei tempi e delle modalità con cui si è aperta la crisi, alle porte della convocazione del consiglio comunale (necessariamente entro il 30 giugno) per l’approvazione sia del bilancio 2023 (chiuso con un passivo di quasi due milioni di euro) che del piano industriale triennale della Brindisi Multiservizi. “Questo consiglio comunale - afferma Riccardo Rossi (Brindisi Bene Comune – Alleanza Sinistra/Verdi) - da gennaio è stato annunciato e rinviato tantissime volte. L’ultima data era oggi. Ad oggi il consiglio non c’è. La giunta non ha approvato piano industriale. Non ci sono provvedimenti sul traffico”.

La crisi economica

I guai della Brindisi Multiservizi si innestano in uno scenario a dir poco cupo per l’economia Brindisina, segnata da licenziamenti e vertenze legati alla decarbonizzazione, con l’imminente dismissione della centrale Enel di Cerano, e alla crisi dei settori della chimica e della farmaceutica. Francesco Cannalire (capogruppo del Pd) tira in ballo proprio Enel. “Chiederemo al sindaco – afferma il consigliere comunale – di convocare il direttore Italia di Enel, Nicola Lanzetta (presente, pur senza intervenire, alla conferenza stampa in cui il ministro dei Trasporti e delle infrastrutture Matteo Salvini, lo scorso 3 giugno, ha annunciato un investimento nell’ambito del fotovoltaico, ndr)”. “Enel ci deve dire - prosegue Cannalire - cosa intende fare sul nostro territorio. L’unica certezza al momento è lo smantellamento totale”. Cannalire non reputa sufficienti gli investimenti di Scandiuzzi e Act Blade: “Dopo queste aziende, non c’è altro, il grande assente è Enel logistics”.

La crisi industriale è stata al centro di un tavolo presso il Mimit che si è svolto lo scorso 11 giugno. Ha partecipato a quell’incontro anche il consigliere comunale Pasquale Luperti (Uguaglianza cittadina), in rappresentanza della Provincia. “A breve – sostiene Luperti - avremo notizie ancora più importanti e difficili per il territorio. Se Eni pensa di spostare gli interessi su Priolo e altri siti e abbandonare Brindisi, si rischia il collasso anche dell’area chimica”.  A detta di Luperti, il progetto annunciato da Salvini (la realizzazione a Brindisi di un impianto di assemblaggio di pannelli fotovoltaici realizzati da Enel a Catania, a servizio della Rete ferroviaria italiana), è una “bufala”. “Al tavolo ministeriale – assicura Luperti - nessuno ha risposto alla domanda se fossero a conoscenza del progetto che il ministro Salvini ha annunciato in città”.

Frecciate a D'Attis e Luigi Caroli

L’opposizione cita anche altri esponenti della politica locale e nazionale. Riccardo Rossi si rivolge a Mauro D’Attis. “Mi fa specie – afferma l’ex sindaco – il suo silenzio. Cosa ne pensa delle uscite dei suoi consiglieri, che chiedono l’azzeramento della giunta in cui ci sono tre assessori di Forza Italia? Era informato della crisi? Condivide?”. Cannalire parla invece di Luigi Caroli, che in un’intervista rilasciata a Quotidiano ha confermato la sua fiducia negli assessori di Fratelli d’Italia, nonostante la richiesta di azzeramento sia partita anche dal gruppo consiliare di FdI: "Ogni qualvolta ci sono problemi politici - dichiara Cannalire – Caroli tende sempre a insabbiare le criticità che abbiamo sempre sollevato. Non capisco il ruolo né di Caroli né del gruppo consiliare”.

"Si torni al voto"

A detta di Roberto Fusco (Movimento 5 stelle), “più che un azzeramento della giunta, occorrerebbero le dimissioni. “Il fallimento di questa amministrazione - afferma l’avvocato - è sotto gli occhi di tutti. Questa città, in oltre un anno e un mese, non ha risolto nessuno dei suoi problemi. Siamo alla certificazione di un fallimento di questa giunta, per incapacità di visione.  Andiamo al voto quanto prima, nell’interesse della città”.

"Un poltronificio"

Duro anche Diego Rachiero (Attiva Brindisi): “Questa crisi - afferma Rachiero – è figlia del fallimento di una visione che ha consegnato a Brindisi una giunta totalmente politica, mentre una città come Brindisi avrebbe bisogno di tecnici in ogni singolo settore”. Alessandro Antonino (Impegno per Brindisi) parla di “ritorno alla politica del poltronificio”. “Ancora una volta la maggioranza mette in primo piano le proprie ambizioni personali, anziché mettere in primo piano le vertenze lavorative”.

Michelangelo Greco (Movimento Regione Salento) invita Marchionna a “richiamare a sé le deleghe più importanti, poiché invece le ha date a gente che non meritava di averle, tipo quella ai Servizi sociali”. “I servizi fondamentali - conclude vivono nell’incertezza totale”.

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