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Sindaca, parità e servizi sociali: 32 donne denunciano le contraddizioni

Trentadue donne hanno firmato un manifesto critico di Brindisi Bene Comune e Sinistra per Brindisi sulle politiche dell'amministrazione guidata dal sindaco Angela Carluccio, e in particolare sulle contraddizioni a proposito di parità di genere

BRINDISI - Trentadue donne hanno firmato un manifesto critico di Brindisi Bene Comune e Sinistra per Brindisi sulle politiche dell'amministrazione guidata dal sindaco Angela Carluccio, e in particolare sulle contraddizioni a proposito di parità di genere, alla luce dell'esito dell'ulstima seduta del consiglio comunale. "Noi donne impegnate in politica, nei movimenti e nelle associazioni, ci siamo messe in attesa di segnali. Una Sindaca e qualche assessora rappresentavano per noi una speranza, un inizio 'differente' , pur consapevoli che la sola appartenenza di genere non sia condizione sufficiente per praticare scelte di governo di genere", è l'inizio della presa di posizione.

"Speravamo, con l’ottimismo del desiderio, che queste donne potessero migliorare la vita della città, integrando la dimensione di genere nelle proprie politiche, nella propria organizzazione e nelle relative procedure. Pensiamo all’assistenza all’infanzia e a quanto la buona qualità dei sistemi possa portare un contributo rilevante alla comunità intera. Pensiamo alle scelte in tema di prevenzione e cura riguardante la salute. Pensiamo ancora alla visibilità, in termini di partecipazione attiva o progettuale delle donne nella gestione delle politiche della città", dicono le 32 firmatarie.

"Le azioni che si compiono hanno delle conseguenze enormi sulla vita della città e delle donne. Noi donne,e non solo, osserviamo, ma non restiamo ferme. Di fronte a certi atteggiamenti, che dimostrano chiaramente una mancanza di personalità e indipendenza intellettuale della Sindaca e delle assessore - è l'accusa diretta -, non possiamo stare zitte e non esprimere il nostro disappunto. Incominciamo a dire come la pensiamo".

"Come ha potuto la sindaca Carluccio - è la prima domanda - togliere i fondi (113.482 euro annui) destinati nel bilancio comunale agli asili nido e destinarli alle spese per il suo staff ? Si giustifica tale scelta affermando che tanto quei soldi non potevano essere spesi, ma noi ci chiediamo “se è possibile una variazione di bilancio perché non usarla per utilizzare quei soldi per migliorare l'offerta dei servizi in genere?”. Da una sindaca non ce l’aspettavamo! I gesti sono importanti, ma i fatti di più. La sensibilità sui temi della salute delle donne non si misura indossando un fiocchetto rosa sulla giacca e colorando di rosa la colonna. Questi sono i gesti che hanno la durata di un consiglio comunale. I fatti sono altro".

La seconda domanda è: "Ci chiediamo: che motivo aveva la sindaca Carluccio per non comunicare nel contesto giusto il risultato del colloquio privato con Enel? Sa la sindaca quante donne giovani, e non solo, sono morte a Brindisi in questi ultimi mesi? Sa quante volte vediamo sfiammare la torcia che emette sostanze nocive che noi (non solo donne ) andiamo a respirare? Ha imposto ad Enel la sua visione di una città che mette al primo posto la salute delle persone che ci abitano?”. Questi sarebbero i primi fatti.

"Ancora, la sindaca e le sue consigliere hanno votato contro l’emendamento per inserire la parità di genere con un minimo del 40% del genere meno rappresentato sulla totalità delle nomine da effettuare sui vari enti, società, aziende, organismi e istituzioni: singolare femminile o plurale maschile?", chiedono le firmatarie di questa critica alle decisioni prese dal sindaco e dalla sua maggioranza.

"Così recita la Carta Europea per la parità fra donne e uomini nella vita locale: 'Il pieno coinvolgimento delle donne nello sviluppo e nell'attuazione di politiche locali e regionali permette di prendere in considerazione la loro esperienza vissuta, il loro modo di fare e la loro creatività'. Così giustifica questa scelta la consigliera Martucci: 'Siamo nella maggioranza e seguiamo le direttive'. Parafrasando Totò: Siete donne o sottoposte?", è il quesito di chiusura, ironico ma anche amaro.

"Che diverso incipit sarebbe stato,invece, una gestione partecipata della cosa pubblica, attraverso una consultazione delle associazioni e dei movimenti che operano sul territorio, per comprendere le priorità che arrivano dal basso e per arrivare a scelte appropriate riguardanti gli aspetti più concreti della vita quotidiana, che vanno da una città più pulita ottenuta anche attraverso il concorso della cittadinanza intera chiamata a rispondere in prima persona dello stato di degrado della città a una città che ponga al centro il tema delle periferie, a una casa per le donne, nella quale si possa progettare e fare. Parliamone".

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