Molfetta sulle spese di Matarrelli: "Il suo staff costa il triplo alla città"

Il consigliere di opposizione della lista Liberi Tutti fa i conti delle scelte del nuovo sindaco di Mesagne

La giunta Matarrelli

MESAGNE – L’opposizione comincia a fare i conti, non in senso figurato bensì sul piano economico-finanziario, delle prime decisioni del sindaco Toni Matarrelli, e tra le questioni sollevate c’è quella dell’ufficio di staff che il nuovo inquilino dell’ex Convento dei Celestini si appresta ad allestire, cominciando dal capo di gabinetto e dall’addetto stampa.

Si tratta di nomine che per delibera spettano direttamente al primo cittadino. Pompeo Molfetta (nella foto sotto), eletto in consiglio comunale con la lista Liberi Tutti – Verdi a sostegno della candidata Rosanna Saracino, apre oggi la discussione con una nota non sui nomi in lista d’attesa e su quello già indicato, ma sui costi dello staff di Matarrelli.

Con la delibera 34/2019 dell’11 luglio”, scrive Molfetta, “la giunta municipale ha istituito nuovi profili professionali per la costituzione dell’ufficio di staff del sindaco e ha modificato il fabbisogno di assunzioni 2019-2021 relativamente ai contratti a tempo determinato. Nella precedente deliberazione, fatta dal commissario prefettizio (marzo 2019), l’ufficio di staff era costituito da una sola unità di categoria D1 con funzioni di segretario particolare del sindaco”.

La nuova giunta comunale, invece, riepiloga Pompeo Molfetta, “definisce le nuove figure professionali che possono costituire l’ufficio di staff e prevede una dotazione massima di tre unità”: istruttore direttivo dell’ufficio di staff (capo di gabinetto) di categoria D1, con laurea quindi; specialista dell’informazione e della comunicazione di categoria D1, laurea (responsabile dell’ufficio stampa e portavoce); istruttore dei processi comunicativi e informativi di categoria C1, dotato perciò del solo diploma (addetto stampa).   

Pompeo Molfetta, nuovo parco-2

“Considerata la necessità urgente, richiamata nella delibera, di avviare e di potenziare subito questa funzione” si procede, prosegue Molfetta, all’assunzione dell’istruttore direttivo D1 a tempo pieno (il capo di gabinetto, ndr) al costo contrattuale annuo euro 24.602 più euro 8.000 di emolumenti forfettari aggiuntivi per salario accessorio, e all’assunzione dell’istruttore dei processi comunicativi C1 part-time (24 ore settimanali), l’addetto stampa, con costo annuo di euro 15.059 più euro 1000 per prestazioni aggiuntive.

“Per effetto di questa modifica la spesa complessiva per l’ufficio di staff prevista e autorizzata per il secondo semestre 2019 sale a euro 31.500 così ripartiti: istruttore direttivo 16.620 euro più 4000 euro (salario accessorio), istruttore dei processi comunicativi 10.173 euro più 500 euro. Questo comporta un maggiore esborso rispetto alle previsioni di spesa per contratti a termine per il 2019 di circa 20.000 euro”, calcola il consigliere Molfetta.

L’esponente di Liberi Tutti ricorda anche che “l’individuazione dei candidati, considerata le caratteristiche delle funzioni da svolgere e la novità dei profili professionali richiesti, ha carattere prevalentemente fiduciario ed è affidata al sindaco che sceglierà in base ai curricula presentati”.

Fatti i calcoli, Pompeo Molfetta passa alle conclusioni: “Considerato che nella precedente consiliatura l’ufficio di staff era costituito dal solo capo di gabinetto assunto con contratto a termine part-time ( 18-24 ore settimanali) senza indennità accessoria, il costo complessivo a regime del nuovo ufficio di staff  praticamente si  triplica”, senza considerare l’effetto della terza unità non ancora programmata.

“Il capo di gabinetto ci pare esser stato individuato anzitempo fra le risorse interne ed è operativo dal primo giorno di insediamento del sindaco. Questo vuol dire che un dipendente comunale in pianta organica, con la responsabilità dei servizi di economato, andrebbe in aspettativa non retribuita. Gli uffici finanziari perderebbero una funzione essenziale che quand’anche rimpiazzata scoprirebbe un altro servizio amministrativo ordinario”.

“L’ufficio stampa prefigurato potrebbe essere costituito da due unità che avrebbero funzioni non ben separate, facilmente sovrapponibili e francamente eccedenti le oggettive necessità di un comune come il nostro. Si rischia di strutturare per il futuro un servizio sovradimensionato ed una spesa esagerata a meno che non si consideri (come temiamo) la comunicazione la quint’essenza dell’attività amministrativa”, osserva critico Pompeo Molfetta.  

“Non ci pare esser questa la strada per il risanamento finanziario annunciato specie considerando che questa delibera fa il paio con quella licenziata qualche giorno fa e che attesta la spesa complessiva per MesagnEstate 2019 in euro 120.000 più 5.000 di Siae rispetto ai 75.000 euro previsti per il cartellone degli eventi di MesagnEstate 2018”.

 

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