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CulturAmiamo, la delibera resta

BRINDISI – Il consiglio comunale di Brindisi ha bocciato a maggioranza gli ordini del giorno presentati dall’opposizione per la revoca della delibera di giunta del 3 luglio numero 122, che approvava a trattativa privata la programmazione degli spettacoli estivi presentata dall’associazione culturale Motumus, rassegna meglio nota come CulturAmiamo. Resta da vedere se adesso gli stessi gruppi di opposizione procederanno con quell’esposto alla Corte dei Conti che hanno indicato tra le iniziative da intraprendere se, appunto, la delibera non fosse stata revocata in autotutela dall’amministrazione comunale, così come richiesto dagli ordini del giorno, uno presentato da Giovanni Brigante con l’adesione di Riccardo Rossi e Roberto Fusco, l’altro presentato da Giampiero Pennetta.

BRINDISI - Il consiglio comunale di Brindisi ha bocciato a maggioranza gli ordini del giorno presentati dall'opposizione per la revoca della delibera di giunta del 3 luglio numero 122, che approvava a trattativa privata la programmazione degli spettacoli estivi presentata dall'associazione culturale Motumus, rassegna meglio nota come CulturAmiamo. Resta da vedere se adesso gli stessi gruppi di opposizione procederanno con quell'esposto alla Corte dei Conti che hanno indicato tra le iniziative da intraprendere se, appunto, la delibera non fosse stata revocata in autotutela dall'amministrazione comunale, così come richiesto dagli ordini del giorno, uno presentato da Giovanni Brigante con l'adesione di Riccardo Rossi e Roberto Fusco, l'altro presentato da Giampiero Pennetta.

La maggioranza ha espresso 18 voti contro gli ordini del giorno, la minoranza 11 a favore (al voto risultavano assenti Massimiliano Curzi e Ilario Pennetta), poi due astensioni. Gli ordini del giorno chiedeva oltre alla revoca in autotutela della delibera, anche il recupero delle somme già impegnate e l'accertamento delle responsabilità dirigenziali nella vicenda. Infatti per la minoranza consiliare, l'assegnazione di 212mila euro a Motumus (Maurizio Ciccolella) è avvenuta in maniera irregolare e illegittima. Il massimo previsto dalle direttive comunitarie per le trattative private in questi casi è di 130mila euro, e di 40mila per la normativa italiana.

L'opposizione considera sconcertante che la lettera con l'offerta dell'associazione Motumus sia giunta al Comune di Brindisi per spontanea iniziativa della stessa il 19 giugno, sia stata protocollata il 25 giugno, e sia stata approvata in giunta il 3 luglio. Tutti i sottoscrittori degli ordini del giorno hanno chiesto una dettagliata relazione sulla vicenda ai revisori dei conti. Perché l'amministrazione comunale ha subito accolto una offerta presentata da una associazione, senza preoccuparsi di chiedere ad altre società specializzate o associazioni culturali di avanzare analoghe proposte?

Il sindaco Mimmo Consales ha contrattaccato, affermando che con la scelta di CulturAmiamo è stata eliminata una pratica lottizzatoria nella programmazione estiva a Brindisi, che si tratta di una scelta valida per 365 giorni all'anno, anche se tra i prossimi attori non vi dovesse essere Motumus. Il sindaco ha garantito che l'elenco dei costi è analitico, e che è giusto che eventualmente la Corte dei Conti controlli. L'esclusione di ogni consultazione con le altre forze politiche e con altre associazioni è dovuta al fatto che c'erano solo due settimane di tempo per varare un programma. Ma Consales ha anche avvertito che sulle nuove politiche culturali "non si torna indietro".

Insomma, se mentre l'amministrazione si trova in difficoltà per garantire alla città una rassegna di attività culturali e di spettacoli per i mesi estivi, " e si presenta uno dicendo 'ho pensato a tutto io', l'amministrazione può ed ha il diritto di scegliere di accettare", ha detto Mimmo Consales. L'opposizione ha contestato ciò anche nelle repliche, precisando che le richieste di revoca sono legate alle procedure adottate, e non ai contenuti della programmazione o al soggetto interessato, né ad eventuali nuove politiche culturali. Come mai Motumus aveva già pronta una progettazione, che peraltro risulta costi da sola 20mila euro?

Salvatore Brigante, capogruppo del Pd, principale gruppo della compagine che sostiene Mimmo Consales, ha respinto i sospetti: "Questa maggioranza ha le spalle larghe. Non ci preoccupa un esame da parte della Corte dei Conti". Poi la votazione per appello nominale, con l'esito già riferito in principio. Ma la seduta consiliare si era aperta con un'altra spinosa questione proposta da Ferruccio Di Noi, stesso gruppo di Giovanni Brigante (Sviluppo e lavoro - La Puglia per Vendola) circa la posizione dell'assessore Francesco Cannalire, che sarebbe divenuta incompatibile con la delega amministrativa in virtù di un ricorso al Tar da parte dello stesso.

Cannalire, per riassumere, ha impugnato la designazione a consigliere comunale dello stesso Di Noi, sostenendo invece il riconoscimento della propria esclusa invece dalla commissione elettorale. La logica è semplice: saltando Di Noi e ottenendo invece egli il riconoscimento dell'elezione, Cannalire potrebbe poi lasciare l'incarico, per optare per la delega assessorile, lasciando il posto al primo dei non eletti della sua lista, l'Api, Antonio Nozzi, e consolidando così la maggioranza Consales in cui le dichiarazioni di indipendenza aumentano, come quella espressa stamattina in apertura dei lavori di Francesco Renna, escluso dai posti in giunta, in rotta con il suo partito, il Pri, e con un conto da regolare con la maggioranza, anche se ha dichiarato contestualmente che non la lascerà.

Quindi, per Ferruccio Di Noi, con il ricorso al Tar Cannalire si trova in posizione di conflittualità con il Comune di Brindisi, ed è quindi incompatibile con il ruolo di assessore. Il segretario generale Paolo Giacovazzo, pur non intravedendo alcuna incompatibilità, ha assicurato che approfondirà la questione con il servizio legale del Comune. Il consiglio ha votato all'unanimità alcuni emendamenti che rendono più restrittivo il regolamento per gli incarichi di gestione delle società partecipate.

Qualche battibecco, e un po' di tensioni - tra il presidente del consiglio Luciano Loiacono e gli autori della protesta, con intervento dei vigili urbani - per l'arrivo nella parte dell'aula consiliare riservata al pubblico di uno striscione dei No al Carbone, che chiedono al Comune di costituirsi parte civile nel processo a dirigenti Enel ed imprenditori locali accusati di inquinamento per la dispersione delle polveri dal carbonile scoperto e dal nastro trasportatore del carbone. Il sindaco ha replicato affermando che bisogna cambiare le forme dell'intervento a tutela della comunità, ritenendo sterile la costituzione di parte civile, mentre è necessario invece mantenere con Enel un confronto stringente per ottenere un rapporto avanzato tra temi ambientali ed esigenze di sviluppo.

Riccardo Rossi, leader di Brindisi Bene Comune, ha invece incalzato Consales chiedendogli di essere coerente con le risultanze dell'inchiesta della procura di Brindisi, e di sottoporre a sequestro il carbonile scoperto e il nastro trasportatore. Il consiglio comunale ha anche votato all'unanimità (con assenza al voto del repubblicano Luigi Sergi per coerenza con il sostegno al governo Monti) un ordine del giorno che impegna il sindaco a sostenere in tutte le sedi una iniziativa che impedisca l'abolizione della provincia di Brindisi.

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